Giovedì 03 Aprile 2025

Procura di Bologna, in commissione al Csm finisce 3 a 3 tra la procuratrice aggiunta di Messina Raffa e quello di Palermo Guido

Si sblocca alla quinta commissione del Csm, che decide gli incarichi direttivi dei magistrati, la nomina del procuratore capo di Bologna. La votazione tra i componenti ha visto un sostanziale “pareggio” con tre voti a testa tra due candidati alla carica, ovvero la procuratrice aggiunta di Messina Rosa Raffa e il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido, due magistrati entrambi di grande esperienza e con alle spalle un vasto curriculum sul fronte antimafia. Adesso sarà il plenum del Csm a decidere in via definitiva, nelle prossime settimane, il nome del capo di una delle procure più importanti d'Italia. La quinta commissione, presieduta dall’avvocato calabrese e consigliere laico Ernesto Carbone, in pratica si è spaccata a metà: per Guido hanno votato i consiglieri Ernesto Carbone, Paolini ed Eccher, per Raffa i consiglieri Forziati, Miele e Maurizio Carbone. Rosa Raffa, messinese, è in magistratura dal febbraio del 1989. Il suo primo incarico fu come sostituto della Procura di Siracusa, nel marzo del 1990. Nel novembre del 1993 fu trasferita alla Procura di Messina. Ha già guidato una Procura, quella di Patti, per 8 anni. Negli ultimi vent’anni ha messo la firma su tutte le più importanti indagini sulle organizzazioni criminali mafiose di Messina e della sua provincia. Paolo Guido, cosentino, ormai da anni alla Procura di Palermo, da ultimo è stato protagonista delle indagini per la cattura del boss trapanese di Cosa nostra Matteo Messina Denaro. All’inizio della sua carriera si è occupato di reati contro la pubblica amministrazione, passando poi ad occuparsi della criminalità organizzata. Prima e dopo l’incarico del 2017 a coordinare le indagini sul boss Messina Denaro ha lavorato anche a Trapani e Agrigento.

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