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FICTION

Riondino: io Mennea
la "freccia del Sud"

fiction, mennea, Sicilia, Cultura

Cento minuti per raccontare la storia di chi ha fatto "della velocità la sua ragione di vita". Due puntate per ricordare 'Pietro Mennea-La freccia del Sud', protagonista della fiction che andrà in onda su Raiuno per "mostrare ai giovani il buon esempio" dell'atleta originario di Barletta (Bat). Di chi si è conquistato il proprio soprannome con il record mondiale di 19"72 nei 200 metri piani, detenuto dal 1979 al 1996, e tutt'ora record europeo. Alcune riprese della miniserie sono in corso in Puglia fino al prossimo 5 luglio, tra Barletta, Bisceglie e Bari. Proprio nel capoluogo pugliese alcuni attori, il regista e il produttore hanno incontrato i giornalisti. A spiegare quanto "è difficile affrontare le bigrafie" è stato il regista Ricky Tognazzi che ha conosciuto Mennea pochi anni fa: "Volevamo raccontare la sua storia già allora ma abbiamo avuto solo ora la possibilità di arrivare all'assenza di questa verità". Quella di una vita fatta di "sacrifici e strategie", ha aggiunto il tarantino Michele Riondino che interpreterà Mennea pur "non avendo, essendo nato nel '79, un ricordo personale" dell'atleta. Eppure per l'attore pugliese "questo è il primo ruolo in cui" può "metterci" del suo: "Mi sento molto libero - ha detto - di mettere la mia faccia su quella di Pietro perché trovo molte similitudini: l'amore per la propria terra, il voler portare l'orgoglio della provenienza fuori dai confini regionali, e sopratutto nelle motivazioni. Lui faceva dello sport una ragione di vita e forse questo lo allontanava dagli affetti familiari. In questo siamo molto simili". Per Riondino è stata molto faticosa "la preparazione fisica" per entrare nel ruolo: "Ho dovuto cominciare ad affrontare la disciplina della velocità e della resistenza, dove tutto è racchiuso un una manciata di secondi". Ma per raccontare la vita di Pietro, ha sottolineato la sceneggiatrice Simona Izzo, "avremmo potuto fare ore e ore di film per raccontare un uomo mosso da una passione così forte, un esempio per i giovani, un atleta magro e fragile, che si è allenato dove non c'era neanche una pista, ma che è stato molto determinato". E se è vero che dietro ad ogni grande uomo c'è una grande donna, Mennea aveva dalla sua parte la moglie Manuela, interpretata da Elena Radonicich: "Una donna forte sposata con un uomo molto difficile - ha detto l'attrice - che ha donato a Pietro la forza per raggiungere i suoi obiettivi". Traguardi che non avrebbe comunque tagliato senza il suo preparatore atletico, Carlo Vittori, interpretato da Luca Barbareschi che è anche il produttore della serie: "Credo - ha rilevato l'attore - che solo la Rai possa far passare un messaggio così forte sullo sport pulito; la centralità del servizio pubblico è determinante per un rinnovamento culturale del nostro Paese". Una necessità di cambiamento che nel film viene forse impersonata da Gian Marco Tognazzi, "nel ruolo del burocrate" Masi di cui, ha spiegato, "non posso parlare: rappresento il rapporto con l'istituzione sportiva - ha solo raccontato - a volte sarà simpatico, altre volte meno". Tra il cast ci sarà anche Lunetta Savino nei panni della mamma di Mennea, Vincenzina, dalla quale Pietro "non riusciva mai a farsi dire bravo", nonostante i suoi numerosi successi. Realizzato da Casanova Multimedia e Rai Fiction, il film tv è sostenuto da Apulia Film Commission con un finanziamento totale di 392mila euro. La fiction sarà in onda su Raiuno, auspica la produzione, "probabilmente entro Natale".

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