Giovedì, 28 Ottobre 2021
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LITTIZZETTO SHOW A TAOBUK, IL FESTIVAL LETTERARIO DI TAORMINA

«Ridiamo, per digerire la Brexit e quel balengo di Trump!»

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«Ridiamo, per digerire la Brexit e quel balengo di Trump!»

taormina
«Siciliani non perdete il vostro accento, andatene fieri! Da bimba i miei genitori a Torino avevano una latteria e avevo solo amici del Sud. Quando sento la vostra cantilena, la vostra cadenza, mi sento felice. Fra l’altro i siciliani e noi piemontesi siamo anche molto simili e vi do un consiglio, ricordatevi di sorridere alla vita!». Ieri sera a Taormina la Piazza IX Aprile era stracolma per accogliere nel migliore dei modi la regina della comicità, Luciana Littizzetto, certamente una degli ospiti più attesi della settima edizione del TaoBuk.
Un calore palpitante, visto che i suoi fedelissimi ammiratori erano in attesa da oltre un’ora e Luciana Littizzetto, divenuta celebre grazie ai duetti con Fabio Fazio a RaiTre in “Che tempo che fa”, non ha deluso le attese. «Una scienziata cinese ha detto che entro dieci anni anche gli uomini potranno partorire. Ma vi sembra possibile? Gli uomini che appena hanno trentasette fanno testamento come faranno a partorire un comodino che pesa 4 kg? Non c’è niente da fare, anche in medicina i cinesi hanno la tendenza a taroccare».
Dialogando con lo scrittore e interprete Paolo Noseda Littizzetto ha parlato del suo nuovo libro, “La bella addormentata in quel posto” (Mondadori, pp. 187 euro 18), il quindicesimo. Ma le abbiamo rivolto anche noi alcune domande.
Solo l’ironia può salvarci?
«Non soltanto, ma è come una cura omeopatica per resistere agli urti della vita e vivere meglio. Soprattutto aiuta per digerire questa realtà che ci troviamo davanti, dovendo fare i conti con la Brexit e con Donald Trump che dice le cose che gli passano in testa senza pensarci due volte. Mi fa ridere anche che Berlusconi si metta a fare ironia su Macron e sua moglie, ridicolizzandolo come un balengo qualsiasi».
Tutti coloro che hanno il dono di saper far ridere devono anche saper nascondere i piccoli dolori della vita. Come si fa?
«È complicato ma forse noi comici siamo dissociati, come dei doppi. Sul palcoscenico mi sento come in un altrove, sospesa, e posso non pensare a null’altro. La vita sa regalare gioie e dolori, bisogna organizzarsi».
Una piazza stracolma di fan per ascoltarla. Cosa si prova?
«È emozionante. Ho scritto quindici libri ma lo faccio per sopravvivere e quando qualcuno mi dice che un mio romanzo gli ha dato la forza di sorridere e passare una lunga nottata, capisco che sto facendo bene. Altre volte invece penso che faccio un mestiere balengo».
I tempi comici si possono insegnare?
«No, non credo. Ciascuno ha i propri ma l’effetto finale è come una piccola magia».
Seguirà Fabio Fazio in Rai?
«Sì, certamente. Ci hanno promosso su RaiUno, vediamo come andrà».

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