Giovedì, 28 Ottobre 2021
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ASPETTANDO LO STREGA

Fatevi scompigliare dal “matto” Liborio

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La sorpresa di questo Premio Strega 2020 si chiama Remo Rapino. Il poeta e saggista abruzzese, 69 anni, dopo una vita dietro la cattedra ad insegnare filosofia, si giocherà ogni chance con il suo libro d’esordio, “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”, edito da Minimum Fax (pp.265 €17). E nel frattempo, oltre alla presenza in dozzina (in attesa della proclamazione della cinquina, domani, sempre via streming) intasca anche la cinquina del Premio Campiello e da outsider si candida per un posto al sole nei due premi letterari più rinomati del Belpaese. Il romanzo è centrato su Bonfiglio Liborio, il matto del paese, “un cocciamatte”, colui che tutti scherniscono per i modi fin troppo estrosi, per la lingua fantasiosa e immaginifica (nelle ultime pagine, l’autore impreziosisce il testo inserendo un glossario) con cui si esprime, raccontando in prima persona la nostra storia dal 1926 al 2010; un Novecento visto con un misto di amarezza e una sapienza rude ma popolare.

«È un libro che sorprende per la scatenata vitalità e autenticità della lingua e poggia sapientemente su una grande tradizione ed è popolare – afferma Maria Ida Gaeta, l’Amica della Domenica che l’ha proposto in gara – . Sta dalla parte dei matti, degli idioti, fuori dai margini, dove spesso sta la letteratura o comunque dove la letteratura sa stare. Con un linguaggio gergale e personalissimo, intriso di dialetto abruzzese, scorrono le vicende di una esistenza segnata […] E scrive con grandissima umanità, commuovendo e divertendo i lettori...Le vicende narrate e lo stile della scrittura sono il personaggio stesso, coincidono. Il matto Liborio con la sua vita sconquassata, col suo parlato /scritto, con i suoi amici e i suoi nemici, con la solitudine che lo avvolge, si fa ascoltare e ci conquista».

Bonfiglio ha vissuto una vita amara: orfano di un padre mai conosciuto, il servizio militare in Friuli, il ritorno a casa, di nuovo la partenza per cercare lavoro al Nord, la fabbrica, lo sfruttamento e la scoperta della politica, il legame e la solidarietà con gli altri emarginati; e ancora, la disillusione e la fine dei sogni di riscatto, il carcere e il manicomio, perseguitato dai “segni neri”, dal libro Cuore e da un amore del passato. Il suo racconto s’intreccia con una galleria di personaggi – fra cui il maestro Romeo Cianfarra, donn'Assunta, Teresa Giordani e ancora Tetè e la Sordicchia – e solo alla fine quest’uomo che riempie le tasche di sassi per paura che il vento possa portarselo via riesce a trovare uno scorcio d’amore.

Remo Rapino ha scritto un libro fuori canone che si muove ai margini e contagia ogni lettore, scompigliando le attese con la sua lingua funambolica e un punto di vista capovolto sulla realtà.

Remo Rapino, Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio - pagine 265 - euro 17

L'articolo nell'edizione di oggi della Gazzetta del Sud

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