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L’EVENTO

Giornata mondiale contro l’Aids, il killer silenzioso che miete vittime dal 1981

Lazio, Liguria e Toscana sono le regioni più popolate in cui si è registrata l’incidenza più alta del virus
Sicilia, Cultura
World Aids Day

Una piaga latente ma non per questo meno letale. Ai tempi dell’irruzione violenta del coronavirus, la sfilza degli “altri” patogeni è scivolata nel dimenticatoio. Incluso il mostro dalle mille teste che tormenta l’umanità dagli anni ’80: l’Aids. Un killer silenzioso che ha mietuto 25 milioni di morti, accanendosi in particolar modo con il Vecchio continente. Anche l’Italia ha pagato un dazio abbastanza pesante, con quasi 50mila deceduti dall’inizio della diffusione dell’HIV.

Triste ricorrenza

Aumentare la coscienza riguardo al tema dell’Aids è l’obiettivo della giornata ad hoc, istituzionalizzata negli anni scorsi, e che ricade il primo dicembre. Una scelta operata in occasione di un vertice internazionale che riguardò i ministri della Sanità nel 1988. Si parlò di programmi per la prevenzione che vennero adottati da governi, organizzazioni internazionali e associazioni. Fino al 2004, la Giornata mondiale contro l’Aids è stata promossa dall’Uniaids (organo interno delle Nazioni unite).

Un virus devastante

L’Human immunodeficiency virus è un patogeno che attacca e distrugge, accanendosi su determinate parti dell’organismo umano, ovvero i globuli bianchi (denominati linfociti Cd4) deputati all’immunizzazione. Il sistema, con l’avvento del virus, perde colpi e si indebolisce. L’infezione da HIV si disvela attraverso effetti specifici. Teoricamente è possibile vivere per anni senza alcun sintomo e accorgersene con l’approssimarsi di una malattia. L’unico sistema per capire se si è infetti è sottoporsi al test HIV. L’Aids rappresenta una degenerazione dell’infezione da HIV ed è in grado di manifestarsi anche dopo diversi anni dall’acquisizione del contagio.

Otto lustri sotto pressione

Gli ultimi numeri legati alla diffusione dell’HIV risalgono al 2018 e indicano la presenza di quasi 3000 nuove diagnosi (5 casi ogni 5000 residenti). L’Italia, in particolar modo, si è piazzata al di sotto della media dei Paesi dell’Unione Europea. Il virus, negli anni, ha perso vigore ma in maniera latente continua a esistere e a insinuarsi nella popolazione mondiale: tra il 2012 e il 2015 si è registrato un calo, associato a una lieve risalita tra 2015 e 2017. L’ultimo anno censito, il 2018, è stato segnato da un drastico calo.

Numeri regionali e distinzioni

Lazio, Liguria e Toscana sono le regioni più popolate in cui si è registrata l’incidenza più alta del virus. La popolazione maschile ha occupato l’85% dei casi da HIV. L’età mediana, sempre nel 2018, si aggira sui 39 per i maschi e 38 per le femmine. La maggioranza delle diagnosi nuove di infezione da HIV è dovuta a rapporti sessuali non protetti.

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