Mercoledì, 19 Febbraio 2020
stampa
Dimensione testo

Economia

Home Economia La Pubblica amministrazione punta ai pagamenti on line, multe per chi non li adotta
TASSE

La Pubblica amministrazione punta ai pagamenti on line, multe per chi non li adotta

Puntare sempre di più ai pagamenti online anche nella pubblica amministrazione. A questo punta il decreto Milleproroghe e le amministrazioni pubbliche devono allacciarsi al sistema nazionale dei pagamenti PagoPa, in modo che i cittadini possano versare tasse, rette e bolli anche via smartphone in modo «sicuro» ed «economico».

Gli enti che ricorrono ad altre soluzioni, o impediscono del tutto le transazioni online, sono fuori legge. I loro dirigenti saranno chiamati a risponderne. In ballo ci sono incarichi, stipendi e si rischia anche sul fronte disciplinare.

Ora che l’adesione a PagoPa, l’infrastruttura pubblica per i pagamenti elettronici, fosse obbligatoria non è una novità. Anzi la scadenza per mettersi in regola nell’ultimo Milleproroghe viene rinviata da inizio anno a fine giugno. Ma un conto è stabilire un dovere, un altro accompagnarlo con delle multe. Ed è quello che è accaduto nel decreto, che adesso è all’esame del Parlamento, per essere convertito in legge.

«Per la prima volta siamo riusciti a introdurre sanzioni ai dirigenti pubblici che non integrano i servizi in Pago Pa e quindi non adempiono al loro obbligo di digitalizzazione. Questo è un importante passo avanti», dice la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano.

I responsabili degli uffici pubblici hanno quindi sei mesi di tempo per evitare punizioni che possano riflettersi sulla valutazione delle loro performance, sulla riconferma dell’incarico o sulla retribuzione di risultato. Il messaggio è chiaro: chi si mette di traverso alla digitalizzazione reca un danno al Paese.

Per venire incontro alle difficoltà che potrebbero avere alcune amministrazioni, come i piccoli Comuni, il legislatore ha anche previsto la possibilità di appoggiarsi a realtà più grandi, ad esempio le città metropolitane, o ad operatori che già sono abilitati in PagoPa. Oggi la situazione è già migliorata rispetto a qualche tempo fa, per cui si contano 60 milioni di pagamenti elettronici andati a buon fine, per un controvalore di oltre 11 miliardi di euro. Ma è anche vero che delle 18 mila amministrazioni che risultano iscritte al sistema quelle attive sono meno (15.600 circa) e quelle operative ancora meno (4.500).

Il problema è che se PagoPa resta al palo non decollerà neppure l’identità digitale. Si tratta di dare la possibilità ai cittadini di pagare via web tributi e quant'altro devono ad enti pubblici, scuole, università in un modo che lo Stato ritiene «sicuro» e «trasparente». Un’unica autostrada digitale attraverso cui gestire le transazioni.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook