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Gel e mascherine, ecco dove ci si protegge di più: bene Messina. Catanzaro e Vibo indietro

Ecco la classifica a livello nazionale delle province in cui nei primi nove mesi del 2020 si sono acquistate in farmacia più confezioni di gel e mascherine. Messina è quinta, le due province calabresi agli ultimi due posti

Se c'è un aspetto legato alla pandemia di coronavirus, vi è certamente quello legato al fattore legato alla protezione. Si è tanto parlato di mascherine e gel igienizzante e, secondo uno studio condotto da Iqvia per il Sole 24 Ore, sono quasi 30 milioni di mascherine e 10 milioni e mezzo di confezioni di gel igienizzante ad essere stati acquistati dagli italiani. Queste cifre si riferiscono solamente agli acquisti nelle sole farmacie (esclusa la grande distribuzione e gli altri canali di vendita).

A guidare la classifica delle province in cui sono stati acquistati più gel e mascherine è Genova, con circa 7 confezioni, tra mascherine e gel, acquistate in media da ciascun cittadino maggiorenne. A seguire, ecco le città di Asti, Alessandria e Modena. In fondo alla classifica, invece, si trovano due città calabresi: Catanzaro e Vibo Valentia. La città capoluogo di regione è ultima con 1,59 di unità acquistate per abitante maggiorenne. 0,57, invece, la spesa media per abitante maggiorenne (in euro). Poco più su Vibo con 1,68 di unità acquistate , mentre è più alta la spesa media: 0,63.  Il dato nazionale: 2,69 e 0,71.

Il dato di Messina e delle altre province calabresi

Molto positivo il dato di Messina, piazzatosi al quinto posto in classifica: 4,26 di unità acquistate per abitante maggiorenne, 1,47 la spesa media per abitante maggiorenne. Cosenza è al 45° posto, rispettivamente con 2,90 e 0,90. Crotone al 66° posto con 2,51 e 0,78. Reggio Calabria è al 93° posto con 2,03 e 0,63.

Un indice che, come riporta il principale quotidiano economico italiano, potrebbe dipendere da diverse caratteristiche del territorio: la qualità della rete delle farmacie, l’impatto locale delle campagne di sensibilizzazione, la percezione del rischio legata alla maggiore (o minore) esposizione al contagio della popolazione e l’indice di vecchiaia.

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