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Le scorte di gas sotto il 70% in Italia, in Europa al 61%

Le scorte di gas sono scese sotto il 70% in Italia e poco sotto il 61% in Europa dopo un periodo di freddo intenso verificatosi il 18 gennaio.

The area of the Gas Transmission Operator GAZ-SYSTEM S.A. at the branch in Rembelszczyzna near Warsaw, Poland, 27 April 2022. ANSA/PAWEL SUPERNAK POLAND OUT

Le scorte di gas sono scese sotto il 70% in Italia e poco sotto il 61% in Europa dopo un periodo di freddo intenso verificatosi il 18 gennaio. Secondo i dati riportati da Gas Infrastructure Europe, con il 60,97% pari a 699,76 TWh, l’Europa dispone di stoccaggi equivalenti al 20% del consumo medio annuo di 3.495,22 TWh.

Situazione in Italia, Germania ed Europa

  • Italia: Le scorte sono al 69,66%, pari a 139,37 TWh, coprendo il 20,68% del consumo medio annuo di 673,87 TWh.
  • Germania: Le scorte si attestano al 65,03%, pari a 163,56 TWh, corrispondenti al 18,79% del consumo medio annuo di 879,13 TWh.

Prezzi del gas in calo al TTF di Amsterdam

I future su febbraio al TTF di Amsterdam hanno registrato un calo dell’1,04%, scendendo a 46,39 euro/MWh.

Italian Gas Index (IGI) in rialzo

Il valore dell’indice IGI (Italian Gas Index) per il 20 gennaio è pari a 50,16 euro/MWh, in aumento rispetto al 19 gennaio, quando si era attestato a 48,50 euro/MWh. Lo comunica il GME (Gestore dei Mercati Energetici).

L’indice, calcolato giornalmente dal GME, è uno strumento di interpretazione e valutazione delle dinamiche osservate sui mercati del gas in Italia. Si propone come un riferimento trasparente e replicabile dagli operatori per operazioni di hedging o per contratti di fornitura.

Prospettive per i prossimi mesi

Con il progressivo esaurimento delle riserve di gas, i prossimi mesi potrebbero risultare critici, specialmente in caso di condizioni meteorologiche rigide. Un eventuale aumento della domanda potrebbe portare a una nuova impennata dei prezzi, sia sui mercati europei sia a livello locale. Le attuali quotazioni in calo, però, potrebbero incentivare nuovi approvvigionamenti, consentendo di rimpinguare le scorte in vista della stagione primaverile.

Inoltre, eventuali interventi politici e normativi a livello europeo potrebbero favorire una maggiore stabilità dei mercati, riducendo i rischi legati a eventuali crisi di fornitura o tensioni geopolitiche. Rimane centrale l’impegno verso una maggiore diversificazione delle fonti energetiche e l’ottimizzazione dei consumi per mitigare l’impatto di eventuali fluttuazioni nei prezzi del gas.

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1 Commento

Maurizio

20/01/2025 14:16

Ma io non capisco....se abbiamo le scorte,acquistate a prezzi piu' bassi di quelli attuali, cone mai ci sono gli aumenti delle bollette?

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