Lunedì, 25 Maggio 2020
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L'ANALISI

La "Gazzetta", i distributori, gli edicolanti e... i mascalzoni

Il lavoro paga. E in "Gazzetta" cerchiamo di farlo bene: anche in questi giorni, settimane, mesi di coronavirus. È uno sforzo quotidiano da parte di tutti coloro che rendono possibile l’arrivo in edicola del “giornale di carta”. E, pure, l’informazione h24 su “Gazzetta online”: a marzo 3.023.907 gli utenti unici e 14.754.932 le visualizzazioni, un grandissimo risultato. Ebbene, un «grazie» a chi continua a seguirci, a fidarsi di noi.

Sì, questo è il verbo da rimarcare, specie in una stagione così avversa: fidarsi. "Gazzetta", ad esempio, sa di potersi fidare degli edicolanti e dei distributori, coscienti del loro ruolo, cruciale per la compiutezza d’una democrazia. Su dieci edicole, in Italia, otto sono rimaste aperte. Responsabilità e coraggio, anche se – certo – servono aiuti, e tra le richieste al governo c’è quella di trovare soluzioni per scongiurare l’inevitabile crisi di liquidità.

"Gazzetta" sa pure di potersi fidare dei suoi lettori: molti, costretti a casa, hanno optato per l’abbonamento digitale. “Numeri” importanti, per noi. E non possiamo nascondere la soddisfazione.

Il lavoro paga. Tranne quando qualcuno – e confidiamo nella magistratura e nella Polizia postale – ne ruba il frutto. La copia clonata del “giornale di carta”, a costo zero, offende i sacrifici dell’intera “filiera” e l’onestà dei lettori perbene. Impariamo tutti a essere comunità, impariamolo almeno adesso: in tempi di pandemia potrebbe riuscire, chissà, persino ai mascalzoni.

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