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GIUSTIZIA

Brasile, dal superministro di Bolsonaro omaggio a Falcone e Borsellino

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Sergio Moro

Sergio Moro rende omaggio a Falcone e Borsellino. Nel giorno del suo insediamento come 'superministro' della Giustizia di Jair Bolsonaro, il magistrato simbolo delle inchieste anticorruzione della Mani pulite brasiliana ha voluto ricordare i due colleghi italiani, indicati da sempre come i suoi modelli.

Nominato responsabile di un dicastero che coordinerà la Giustizia e la Sicurezza Pubblica, Moro ha dato inizio oggi alla sua carriera politica dopo 22 anni in magistratura e 5 anni a capo della task force di giudici della Procura di Curitiba che ha lanciato la più grande inchiesta anticorruzione della storia del Brasile. Nel suo discorso, il magistrato ha detto che una delle principali sfide che dovrà affrontare come ministro sarà la lotta contro la criminalità organizzata, «ogni giorno più potente», per la quale saranno necessari «più intelligence, leggi più efficaci e operazioni coordinate fra i diversi organismi della sicurezza».

«Il rimedio è universale, anche se non è sempre facile implementarlo: cattura dei criminali, isolamento dei capiclan in carcere, identificazione delle strutture e confisca dei beni», ha affermato Moro, sottolineando che «in Italia l’immagine di invulnerabilità di Cosa Nostra è stata distrutta grazie allo sforzo congiunto della polizia e dei magistrati, fra i quali i giudici eroi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino».

Con il nuovo governo, ha annunciato, in Brasile «sono finiti i posti sicuri per i criminali»: l’obiettivo è «porre fine ad un’era di grande corruzione, nel rispetto dello Stato di diritto». Il fatto che Moro abbia accettato di occupare un posto di rilievo nel gabinetto del leader dell’ultradestra Bolsonaro - che si è insediato ieri come presidente, dopo aver vinto le elezioni dello scorso ottobre - ha rilanciato le polemiche sulla sua presunta parzialità politica, denunciata sopratutto dai dirigenti del Partito dei Lavoratori (Pt).

E’ stato lui, infatti, che ha inflitto la prima condanna penale all’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, confermata successivamente in secondo grado. Lula, leader storico del Pt e della sinistra latinoamericana, sconta una pena di 12 anni e dallo scorso aprile è rinchiuso in una cella del comando di polizia di Curitiba. Secondo il Pt e gran parte della sinistra brasiliana, l'intera inchiesta 'Lava Jato' è stata strumentalizzata per combattere Lula e i suoi alleati, e fa parte di un più vasto piano «golpista» che include anche l’impeachment di Dilma Rousseff nel 2016 e il veto alla ricandidatura di Lula alle elezioni dello scorso ottobre.

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