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Francia, Macron chiude scuole e università: "E' la più grave crisi sanitaria degli ultimi 100 anni"

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Emmanuel Macron

Retromarcia sulle scuole, che da lunedì chiudono in tutta la Francia «fino a nuovo ordine», via libera alle elezioni dei sindaci domenica prossima e appello al massimo sforzo dei francesi, invitati a «limitare allo stretto necessario» gli spostamenti: ha avuto toni solenni il discorso alla nazione di Emmanuel Macron in piena crisi del Coronavirus, promettendo di proteggere la salute dei francesi «costi quel che costi» e di evitare - insieme con i partner europei - la crisi "economica e finanziaria».

Per affrontare la «più grave crisi sanitaria degli ultimi 100 anni», Macron ha illustrato una serie di misure in qualche caso inattese, in altri contraddittorie ma ha fatto tutto il possibile per smentire chi pensa che la Francia sottovaluti la crisi del Covid 19. Ha fatto appello ai francesi, al senso civico, agli sforzi di ognuno dovrà fare per uscire da questa crisi, ringraziando «gli eroi in camice bianco» di un sistema sanitario francese che «uscirà da questa crisi ancora migliore». La crisi deve «risvegliare quello che c'è di meglio in noi», ha affermato Macron, questa «anima generosa che in passato ha permesso alla Francia di affrontare le prove più dure».

Molti gli appelli all’unità di intenti dell’Europa, sia per fronteggiare la crisi sanitaria ("il virus non ha frontiere") sia per evitare quella economica. Dopo febbrili consultazioni durate tutto il giorno, Macron ha deciso di chiudere «fino a nuovo ordine» le scuole su tutto il territorio da lunedì, una decisione fin qui esclusa anche dal ministro competente, Jean-Michel Blanquer. Chiudono anche asili e università: «i nostri ragazzi e i nostri giovani sono quelli che propagano più rapidamente il virus, a volte senza avere neppure sintomi». Senza limitare le attività lavorative, Macron ha però invitato le imprese a «intensificare» il telelavoro. Restano funzionanti i trasporti pubblici, altrimenti "bloccheremmo tutto», ha aggiunto il presidente. In controtendenza rispetto alle previsioni delle ultime ore, anche la conferma delle elezioni dei sindaci, che porterà 45 milioni di persone alle urne domenica prossima: «Non ci sono controindicazioni», ha sottolineato.

Non ha esplicitamente confermato il ballottaggio di domenica 22, ma la mobilitazione elettorale alla vigilia della chiusura delle scuole fa già discutere. Quanto alle misure che limitano i movimenti, Macron ha invitato «i nostri connazionali più fragili», gli over 70, quelli che hanno problemi respiratori o malattie croniche, ad evitare per quanto possibile di uscire. A tutti, in generale, ha chiesto di «limitare gli spostamenti allo stretto necessario».

«Siamo solo all’inizio di quest’epidemia - ha ripetuto - ovunque in Europa sta accelerando, si sta intensificando. La priorità assoluta sarà la nostra salute, non transigo su nulla». "Nonostante i nostri sforzi - ha riconosciuto - il virus continua a propagarsi. Lo sapevamo, lo temevamo. La malattia colpirà prima le persone più vulnerabili. Poi, una possibile seconda ondata colpirà un pò più tardi i più giovani, meno esposti alla malattia».

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