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L'EPIDEMIA

Coronavirus, 3.015 nuovi casi in Francia: si teme seconda ondata epidemica

In Francia il forte rimbalzo di casi di Covid e il costante aumento di pazienti in terapia intensiva fanno temere una prossima seconda ondata epidemica e accrescono la pressione sul governo del presidente Emmanuel Macron, mentre è polemica sulla deroga agli assembramenti di persone concessa al parco divertimenti di Puy du Fou, in Vandea, ed è invece stata annullata l’annuale fiera agricola di Chalons en Champagne. Durante il fine settimana di Ferragosto, l’agenzia di Salute pubblica ha confermato 3.015 nuovi casi ieri e altri 3.310 sabato, mentre 4.860 persone sono attualmente ricoverate per sintomi da coronavirus, di cui 376 persone in terapia intensiva; le vittime dall’inizio della pandemia sono 30.410.

Si tratta di dati record rispetto a quelli registrati dalla fine del confinamento, a giugno. A preoccupare le autorità sanitarie è, in particolare, l’aumento dei ricoveri degli under 40 nelle ultime tre settimane. Gli altri indicatori del deteriorarsi della situazione sanitaria Oltralpe sono il boom del numero di focolai - sui 746 cluster censiti dall’inizio della pandemia, 263 sono attivi - e il passaggio in zona rossa di Parigi e della regione Bouches du Rhone (sud), dove il virus circola ad una velocità superiore rispetto alla media nazionale.
A far tremare il governo del premier Jean Castex e il presidente Macron, in vacanza nella residenza estiva del Forte di Brègancon, è il rischio che i crescenti contagi possano ipotecare il ritorno alla normalità ad inizio settembre, quando riapriranno le scuole e quando molti dei lavoratori dovrebbero rientrare in azienda. In questo periodo di ferie per molti francesi, nell’occhio del ciclone delle autorità ci sono le riunioni di famiglia, gli assembramenti per feste con amici e le riunioni di lavoro con colleghi, individuati come acceleratori del propagarsi del virus.

Negli ultimi giorni il ministro della Salute, Olivier Vèran, ed altri esponenti governativi hanno ribadito l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi ma anche all’aria aperta, ormai in molte città del Paese. Oltre a coprire bocca e naso, Vèran ha ricordato la necessità di rispettare il distanziamento sociale e di igienizzarsi spesso le mani. Il governo francese sta cercando di giocare d’anticipo: già da domani il ministro del Lavoro, Elisabeth Borne, lancerà una serie di consultazioni con partner sociali, sindacati e vertici di ogni settore professionale per proporre l’obbligo della mascherina sul luogo di lavoro. Secondo alcune ricerche scientifiche, il 20% dei cluster si formerebbe proprio nelle aziende private. «Per questo motivo il telelavoro deve essere mantenuto o attuato laddove è possibile nelle zone di circolazione attiva del virus» ha detto Borne.

Poco confortante la valutazione del direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Thènon, a Parigi. «Non abbiamo imparato la lezione e non siamo ancora pronti» ha detto Gilles Pialou all’emittente France Inter, lanciando un appello alla responsabilità di tutti i francesi. «Ormai sappiamo come funziona, anche se la malattia non ci ha ancora svelato tutti i suoi segreti. Cambieremo argomento quando sapremo gestire l’epidemia, ma oggi siamo ancora lontano da quel momento» ha sottolineato Pialou. A tutti i cittadini l’infettivologo chiede di «adottare e rispettare la cultura della mascherina e dei gesti barriera», mentre le autorità devono «andare sul terreno per capire cosa accade, come funzionano le cose, per attuare protocolli realizzabili».

Al momento, per far fronte al rimbalzo dei casi di Covid-19, le autorità sanitarie hanno riattivato 85 cellule di crisi. A confermare la crescente preoccupazione dei francesi per il rischio sanitario aumentato è l’ultimo sondaggio Ifop, in base al quale il 53% teme maggiormente le conseguenze del Covid-19 sulla propria salute rispetto alle conseguenze economiche del diffondersi del virus, che spaventano solo il 29% degli intervistati.

 

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