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TERRORISMO ROSSO

Brasile, Lula ammette: "Su Battisti ho sbagliato, mi scuso con le vittime"

Mea culpa dell’ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva sulla concessione dell’asilo a Cesare Battisti il 31 dicembre 2010, nell’ultimo giorno della sua permanenza alla guida del Paese sudamericano. Fu un «errore», ha detto per la prima volta il leader del Partito dei lavoratori (Pt, di sinistra) in un’intervista al canale YouTube 'TV Democracià, durante la quale ha anche assicurato di essere pronto a chiedere «scusa» alle famiglie delle vittime dell’ex terrorista, estradato in Italia a gennaio del 2019, nel primo mese di mandato dell’attuale capo di Stato Jair Bolsonaro.

«Ha ingannato molta gente in Brasile, non so se ha fatto altrettanto in Francia, ma la verità è che c'erano molte persone che pensavano che fosse innocente. E se abbiamo commesso questo errore, ci scusiamo senza dubbio», ha dichiarato Lula, che ha anche precisato di aver preso la decisione di non estradare Battisti perché il suo ministro della Giustizia di allora, Tarso Genro, era convinto che l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) non fosse colpevole. Una convinzione venuta meno dopo che Battisti, ormai in carcere in Italia, ha confessato di aver commesso quegli omicidi per i quali era stato condannato all’ergastolo.

«È stata una frustrazione per me perché Battisti ha compromesso un governo che aveva un rapporto straordinario, che ho ancora, con tutta la sinistra italiana e la sinistra europea», ha detto ancora Lula, secondo cui l’ex terrorista «non avrebbe dovuto mentire, almeno a chi lo voleva qui» in Brasile. "La base dell’amicizia in politica è che non si fa del male a un amico. Hai commesso un crimine, l’avvocato saprà come difenderti. Però non puoi mentire ai tuoi amici», ha aggiunto l'ex presidente-operaio, che poi ha ribadito che «non avrebbe alcun problema a chiedere scusa alla sinistra italiana e alle famiglie delle vittime di Cesare Battisti».

Scuse tuttavia considerate «tardive» e «inutili» da Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Pac in una sparatoria in cui lui stesso rimase ferito e perse l’uso delle gambe. «Adesso voglio vedere cosa dice chi aveva appoggiato la sua decisione. Perché dirlo oggi? Per fare notizia? Avrà le sue motivazioni personali. Io resto basito», ha aggiunto Torregiani parlando con l’Ansa. Le scuse di Lula sono invece state accolte con soddisfazione da Maurizio Campagna, fratello di Andrea, il poliziotto ucciso a 25 anni da Battisti. «Fa piacere che una persona come lui, che è stato presidente del Brasile, ammetta di aver fatto una
valutazione errata. E questo gli fa onore», ha osservato Campagna. «Certo le scuse sono arrivate un pò in ritardo, ma fanno piacere. Soprattutto fa piacere che Lula si scusi con i familiari. Alla fine si è ravveduto».

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