Lunedì, 06 Febbraio 2023
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Privacy e phishing: cosa è e come difendersi dai “pescatori di dati”

Parte la campagna di comunicazione istituzionale del Garante per la Protezione dei Dati Personali, al fine di sensibilizzare cittadini e consumatori sull’importanza di proteggere i dati personali. “Finalmente un po’ di privacy” è lo slogan scelto per diffondere il valore dei dati e l’importanza di proteggerli, raccontando il lavoro di un’Autorità vicina alla gente.

È questo l’obiettivo di una serie di spot radio tv realizzati dal Garante per la privacy, diffusi sulle reti della RAI. La campagna di comunicazione istituzionale segue una narrazione in cui il Garante, impersonato da un attore, interviene in diverse situazioni quotidiane in aiuto alle persone che vedono insidiata la propria privacy e i propri dati personali, talvolta senza rendersene conto. Dall’uso delle app alle frodi digitali, dal cyberbullismo al revenge porn, dal telemarketing selvaggio agli assistenti digitali, dai dati sanitari alla profilazione e all’uso delle password, il Garante è sempre pronto a mettere in guardia dai rischi di un uso improprio dei dati e a indicare le forme di tutela. Il   claim  finale  “Se proteggi i tuoi dati proteggi te stesso”  è un invito ad essere sempre più consapevoli del “valore privacy”. La campagna, finanziata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il fondo a vantaggio dei consumatori, si snoderà in una serie di spot, lungo un periodo che coprirà anche i primi mesi del 2023. Agli spot si affiancano anche affissioni digitali visibili negli aeroporti di Torino Caselle, Milano Linate, Napoli Capodichino. Le stesse affissioni saranno inoltre ospitate, a titolo gratuito, da Ferrovie dello Stato Italiane sulle Frecce e sui nuovi treni regionali. News, approfondimenti e tutti i contenuti della campagna saranno inoltre pubblicati sul sito web istituzionale www.gpdp.it e sui profili social.

Phishing: data breach in agguato

Cosa fare quando riceviamo messaggi che ci suggeriscono in modo pressante e urgente di cliccare link, aprire allegati, rispondere fornendo dati personali o chiamare determinati numeri telefonici? E’ il momento di prestare molta attenzione e fermarsi a riflettere sulla possibilità che siamo appena stati oggetto di un tentativo di  phishing.  Il phishing è una tecnica illecita utilizzata per appropriarsi di informazioni riservate relative a una persona o a un’azienda - username e password, codici di accesso (come il PIN del cellulare), numeri di conto corrente, dati del bancomat e della carta di credito – con l’intento di compiere operazioni fraudolente. La truffa avviene di solito via e-mail, ma possono essere utilizzati anche sms, chat e social media. Il “ladro di identità” si presenta, in genere, come un soggetto autorevole (banca, gestore di carte di credito, ente pubblico...) che invita a fornire dati personali per risolvere particolari problemi tecnici con il conto bancario o con la carta di credito, per accettare cambiamenti contrattuali o offerte, per gestire una cartella esattoriale. In genere, i messaggi di phishing invitano a fornire direttamente i propri dati personali, oppure a cliccare un link che rimanda ad una pagina web dove è presente un form da compilare. I dati così carpiti possono poi essere utilizzati per fare acquisti a spese della vittima, prelevare denaro o addirittura per compiere attività illecite.

Mai fornire dati a sconosciuti

Dati, codici di accesso e password personali non dovrebbero mai essere comunicati a sconosciuti. È bene ricordare che, in generale, banche, enti pubblici, aziende e grandi catene di vendita non richiedono informazioni personali attraverso e- mail, sms, social media o chat. Se si ricevono messaggi sospetti, è bene non cliccare sui link in essi contenuti e non aprire eventuali allegati, che potrebbero contenere virus o programmi trojan horse capaci di prendere il controllo di pc e smartphone. Una piccola accortezza consigliata è quella di posizionare sempre il puntatore del mouse sui link prima di cliccare: in molti casi si potrà così leggere in basso a sinistra nel browser il vero nome del sito cui si verrà indirizzati.

Occhio agli indirizzi

I messaggi di phishing sono progettati per ingannare e spesso utilizzano imitazioni realistiche dei loghi o addirittura delle pagine web ufficiali di banche, aziende ed enti. Tuttavia, capita spesso che contengano anche grossolani errori grammaticali, di formattazione o di traduzione da altre lingue. È utile anche prestare attenzione al mittente (che potrebbe avere un nome vistosamente strano o eccentrico) o al suo indirizzo di posta elettronica (che spesso appare un’evidente imitazione di quelli reali). Meglio diffidare dei messaggi con toni intimidatori, che ad esempio contengono minacce di chiusura del conto bancario o di sanzioni se non si risponde immediatamente.

Proteggersi è meglio

È utile installare e tenere aggiornato sul pc o sullo smartphone un programma antivirus che protegga anche dal phishing. Programmi e gestori di posta elettronica hanno spesso sistemi di protezione che indirizzano automaticamente nello spam la maggior parte dei messaggi di phishing. Meglio non memorizzare dati personali e codici di accesso nei browser utilizzati per navigare online.  Se si fanno acquisti online, è più prudente usare carte di credito prepagate o altri sistemi di pagamento.

Come rimediare

Nel caso si abbia il dubbio di essere stati vittime di phishing è consigliabile contattare direttamente la banca o il gestore della carta di credito attraverso canali di comunicazione conosciuti e affidabili.

Rubrica settimanale pubblicata sull'inserto Noi Magazine di Gazzetta del Sud, dedicato ai giovani e all'Istruzione, in collaborazione con il Garante  per la Protezione dei Dati Personali nell’ambito dell'adesione di Società Editrice Sud al  Manifesto di Pietrarsa, l'iniziativa del GPDP per l'educazione digitale in particolare delle giovani generazioni.

© Riproduzione riservata

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