Mercoledì, 17 Luglio 2019
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IL CASO

M5S, a Catania nasce l'asse Casaleggio-Di Battista, gelo con Di Maio

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Alessandro Di Battista

Un asse inedito emerge, dalle ceneri delle Europee, nell'universo pentastellato: è quello tra Davide Casaleggio e Alessandro Di Battista. L'uomo della piattaforma Rousseau e il frontman delle piazze, oggi insieme, sul palco a Catania.

Entrambi, per motivi diversi hanno passato gli ultimi mesi lontano dalle luce dei riflettori. Entrambi, in modalità diversissime, tornano in campo nel momento più difficile del M5S innescando la reazione, gelida e piccata, del capo politico Luigi Di Maio.

Il vicepremier ha iniziato il lungo e non facile tour tra le assemblee regionali. Obiettivo, ricostruire una base dilaniata dall'alleanza con la Lega e dalla lontananza dal territorio dei big pentastellati. E ieri, agli attivisti umbri, Di Maio non ha risparmiato la sua irritazione nei confronti delle critiche di Di Battista.

"Noi siamo andati al governo per fare le cose, finché ci consentirà queste condizioni di farle, io continuerò. Perché se invece il tema è fare il ragionamento politico... è per questo che io mi sono incazzato in questi giorni quando ho sentito questa frase 'burocrati chiusi nei ministeri'", ha sottolineato Di Maio citando la frase dell'ex parlamentare.

Parole che Fanpage ha catturato un in audio e diffuso nel pomeriggio con la staff di Di Maio che, di fatto, conferma il senso delle dichiarazioni: "Nessu audio rubato, Di Maio è sincero, dice ciò che pensa, l'essenza del M5S è guardarsi in faccia e dirsi le cose". Di Maio, nell'audio, non risparmia una frecciata all'alleato Matteo Salvini, capace di saltare di Comune in Comune perché usa l'aereo di Stato, che il leader M5S rifiuta invece di utilizzare.

Parole che il Pd subito amplifica chiedendo al ministro dell'Interno di riferire in Parlamento sull'uso di voli di Stato in campagna elettorale. Agli attivisti Di Maio ha ribadito come finora, a "fare" le cose nel governo giallo-verde siano stati soprattutto i ministri M5S.

Concetto che, da Catania, Casaleggio riprende. "Nove riforme su undici al governo sono state fatte dal M5S, raccontiamolo", spiega il fondatore di Rousseau aprendo alla proposta del Dibba sulla deroga al doppio mandato in caso di crisi di governo. "Ne stiamo parlando, noi continuiamo a verificare se le nostre regole sono attuali".

A tarda sera, sul palco, in scena l'inedita intervista di Casaleggio a Di Battista. All'evento Rousseau Lab sono presenti tutti i pentastellati siciliani, inclusi il ministro Giulia Grillo che, assieme a Danilo Toninelli, è attivissimo in queste ore con l'obiettivo non dichiarato di evitare di esser vittima del rimpasto.

Nel frattempo, il gruppo parlamentare ribolle non risparmiando critiche né a Di Maio e neppure a Di Battista: "ma perché è venuto a sporcarsi le mani?", è il concetto ribadito da più di un deputato in questi giorni. Mentre secondo l'inner circle dimaiano le critiche al capo dipendono soprattutto da un fattore: l'annunciato rimpasto dei sottosegretari. Ma quel rimpasto, assicurano, nel medio periodo ci sarà.

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