Domenica, 15 Dicembre 2019
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QUIRINALE

Crisi di governo, il Pd apre a un nuovo governo. Berlusconi: "Incarico al centrodestra o voto"

Prime conferme, rispetto alle attese, per le consultazioni del presidente Mattarella dopo l’apertura della crisi di governo. Unica variazione sul tema rispetto alle aspettative della vigilia la richiesta di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni di affidare un incarico a un esponente di centrodestra.

Una possibilità però che il Quirinale non contempla, dato che l’ipotesi è già fallita lo scorso anno, dopo l’esplorazione del presidente del Senato Elisabetta Casellati durante le consultazioni seguite al voto del 2018, e la situazione non è cambiata rispetto a un anno fa.

I numeri portati dall’intero centrodestra infatti, se anche la Lega aderisse a questa stessa richiesta, non sono sufficienti a sostenere un governo in Parlamento e le due uniche opzioni sul tavolo dunque sono solo o governo politico con al centro Pd e M5s o elezioni anticipate.

Dunque il copione è stato rispettato: FI ha chiesto o un incarico al centrodestra o il voto, stessa linea da parte di FdI. Il Pd ha aperto al tentativo di dar vita a un nuovo governo. Anche sulla posizione che la Lega porterà alle 16 non ci sono grandi dubbi.

Tutti dunque attendono il M5s che nello studio alla Vetrata dovrà scoprire le sue carte. Se aprirà al tentativo di dar vita a un governo il Capo dello Stato darà ai partiti il week end e qualche giorno per avviare la trattativa e la prossima settimana si attende da loro il nome del premier individuato e un quadro chiaro di alleanze. A quel punto il premier verrebbe incaricato e dopo pochi giorni dovrebbe portare la squadra dei ministri. Se invece il M5s chiudesse non ci sarebbe che il voto anticipato: un premier tecnico-istituzionale verrebbe incaricato a tambur battente per presentarsi dopo un paio di giorni alle Camere con la certezza di essere sfiduciato e portare il Paese al voto anticipato ai primi di novembre.

Questa sera dunque il presidente Mattarella dovrebbe far conoscere le sue prime decisioni, dopo aver annotato le indicazioni dei partiti. Forse, se la decisione fosse netta, potrebbe spiegarla lui stesso uscendo dal suo studio nella loggia alla Vetrata. Ora è il momento delle scelte responsabili e il Capo dello Stato, senza nessuna preferenza per l’uno o per l’altro, ha chiesto ai partiti di scegliere: o governo o voto.

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