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IL CASO

Frase razzista al Tg3, l'ira dei sindaci di Reggio e Palermo: la testata si scusa

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Giuseppe Falcomatà

“A Napoli, Palermo o Reggio Calabria una gambizzazione – colpi d’arma da fuoco agli arti inferiori – non farebbe nemmeno notizia, ma ad Ostia sì”. È l'attacco che il giornalista della Rai Fabrizio Feo ha scelto per il suo servizio andato in onda sul Tg3 e finito nelle ultime ore al centro di accesissime polemiche.

Tra i primi a reagire con indignazione è stato il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà, autore di un post al vetriolo pubblicato sulla sua pagina Facebook: «Come si può continuare a tollerare questo razzismo strisciante? Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Ho dovuto riascoltarlo tre volte per essere certo che non fosse uno scherzo: "A Napoli, Palermo o Reggio Calabria una gambizzazione non farebbe nemmeno notizia. Ad Ostia sì". Nell'edizione di ieri un giornalista del Tg3 ha pensato di iniziare cosi un servizio sul ferimento di un parente degli Spada di Ostia. Un paragone schifoso e del tutto fuori luogo. A Reggio Calabria, quindi, un grave fatto di sangue non dovrebbe fare notizia? Come fossimo tutti un branco di trogloditi violenti e sanguinari».

«Peppino Impastato – continua Falcomatà - diceva "la mafia è una montagna di merda" e aggiungo che puzza sempre alla stessa maniera ovunque essa sia. Perché, allora, questa ignobile distinzione, con un retrogusto razzista?».

All'analisi non sfugge neanche Vittorio Feltri «che su Rete4 afferma convinto che "i meridionali sono inferiori" e meritano di fare “una brutta fine”: noi – osserva Falcomatà - non dobbiamo perdere la capacità di indignarci, anche di fronte a queste narrazioni stereotipate su palcoscenici nazionali. Le parole sono importanti, vanno pesate a dovere».

«E se il fango ferisce, il pregiudizio uccide. Ci chiedano scusa. Chiedano scusa alla Reggio bella, gentile e civile, a quella stragrande maggioranza di persone perbene ed onesti cittadini che è stanca dei racconti stereotipati e delle calunnie gratuite, degli sputi indegni sulla propria storia millenaria e sul lavoro che da sempre le donne e gli uomini del Sud, i nostri giovani, hanno fatto e continuano a fare garantendo la costruzione di un futuro di speranza per il Sud e per l’Italia».

«Noi la criminalità continueremo a combatterla ogni giorno, con orgoglio, per liberare la nostra terra dai tentacoli asfissianti della 'ndrangheta e dalla violenza, camminando come sempre in salita e controvento, ma a testa alta e portando sulle gambe onestà, coraggio, competenza, giustizia e naturalmente, la nostra capacità di indignarci. Quanto alle offese in Tv, si cambia canale».

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando minaccia di querela il Tg3 nazionale. «Chiedo alla RAI di volere con estrema urgenza e a termini di legge porre rimedio al gravissimo fatto avvenuto ieri, quando un servizio del Tg3 è stato aperto dal giornalista con delle parole pesantemente denigratorie delle città di Napoli, Palermo e Reggio Calabria», ha affermato il sindaco del capoluogo siciliano. «Da un telegiornale della Rai - ha aggiunto - non ci aspettiamo simili cadute di stile di stampo razzista, offensive anche della professionalità degli operatori dell’informazione delle tre città coinvolte. Mi aspetto dalla direzione della prestigiosa testata una pronta replica, senza la quale la città dovrà adire le vie legali e chiedere l’intervento della Commissione di vigilanza».

In serata arrivano le scuse del Tg3. L’intento - spiega il Tg3 - era di «descrivere la penetrazione della criminalità organizzata in tutto il Paese al di là degli stereotipi e dei pregiudizi su regioni o città più o meno minacciate. L’effetto è stato purtroppo contrario. Ce ne rendiamo conto, molti cittadini si sono sentiti offese per questo ci scusiamo».

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