Domenica, 25 Ottobre 2020
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IL CASO

Lavoro nero e migranti, governo spaccato: la ministra Bellanova minaccia le dimissioni

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La ministra dell'Agricoltura italiana, Teresa Bellanova

Governo diviso sull'emersione dei lavoratori in nero immigrati e delle colf, in molti casi anch'esse straniere. Una divisione che va oltre le fibrillazioni politiche e che ha portato la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova a minacciare le sue dimissioni.

Un provvedimento, quello di emersione dal lavoro nero, su cui la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, parla di "una condivisione di fondo. Ieri abbiamo avuto degli incontri. Riguarderà anche tanti italiani oltre che gli stranieri. C'è la necessità di far emergere questi lavoratori non solo per garantire i diritti delle persone, ma anche per esigenze di sicurezza sanitaria che in questo momento sono necessarie. Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare ad un testo definito".

Non così ottimista proprio Bellanova: "Non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria".

E ancora: "Tra le persone - ha spiegato Bellanova - c'è diffidenza perché per anni si è fatta passare l'idea che i diversi sono i nemici e che gli immigrati vengono qui a toglierci il lavoro. Sono invece fondamentali per portare avanti alcune attività, non solo in agricoltura dove rischiamo sperperi enormi per la mancata raccolta, ma anche le badanti che assistono tante persone anziane".

"Puntiamo - ha proseguito la ministra - a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. Ci sarà anche un contributo per lo Stato, anche se non bisogna esagerare: si tratta di persone sfruttate per 3 euro l'ora facendo concorrenza sleale alle imprese che rispettano le regole". Bellanova non si è espressa sulle stime che parlano di 600mila persone interessate da un provvedimento di emersione dal lavoro nero. "Non sono in grado di dirlo, si tratta di chi può avere un contratto. Partiamo dai lavoratori nei campi, altrimenti qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi, e dalle badanti".

Il progetto però non piace al M5s, con il capo politico Vito Crimi in testa: "Le ipotesi di sanatoria in campo riguardano la possibilità di concedere permessi di soggiorno temporanei per gli immigrati irregolari. Questo non aiuta l'emersione del lavoro nero, anzi lo fa aumentare. Non accetto però i permessi di soggiorno temporanei, perchè così il lavoro nero aumenta". E neanche alle opposizioni che parlano di regolarizzazione di massa dei migranti.

"La regolarizzazione dei migranti è una battaglia giusta, che alcuni di noi combattono fin dal decreto Salvini 1, con lo scopo di far emergere dall’invisibilità queste vite che il populismo cerca di nascondere o, peggio, dà in pasto alle mafie. Già allora presentai un emendamento che ne prevedeva la sanatoria a carattere umanitario". Ad affermarlo è la deputata Pd, Enza Bruno Bossio, che aggiunge: "In questo delicato frangente storico di emergenza sanitaria, la regolarizzazione dovrebbe essere tema che unisce con responsabilità, scacciando dal dibattito qualunque speculazione politica o tentazione salviniana che pure vediamo in alcune parti del Movimento 5stelle. Stiamo parlando - prosegue la parlamentare Pd - per lo più di braccianti, già vessati da condizioni di lavoro disumane, sottopagati e sfruttati e con alle spalle un vissuto di soprusi e violenze. Le resistenze di Crimi e di parte dei 5stelle risultano ancor di più incomprensibili se pensiamo che questi lavoratori andrebbero a coprire oggi un vuoto di manodopera clamoroso nel comparto agricolo del nostro Paese provocato dalla pandemia in atto e necessario a sostentare tutti noi".

"La regolarizzazione dei migranti però, più di ogni cosa, è atto di civiltà e giustizia sociale e il Paese lo comprende con lo stesso senso di responsabilità e fiducia con cui ha affrontato in questi due mesi l’emergenza sanitaria. I grillini - afferma infine la deputata Bruno Bossio - dimostrino di essersi affrancati dalla subalternità a Salvini e Meloni, oggi hanno la possibilità di saldare i conti con il loro passato e compiere finalmente la scelta giusta".

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