Martedì, 27 Ottobre 2020
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Caos migranti in Sicilia, Musumeci: "Contagi negli hotspot, dallo Stato solo silenzi"

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Nello Musumeci

«Mi fa rabbia che non ci sia stata da parte dello Stato alcuna risposta al problema che abbiamo posto. Quegli hotspot non sono assolutamente adatti dal punto di vista sanitario, soprattutto in questo contesto di pandemia». Lo ha detto, a Omnibus, su La7, il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

Mi chiedo perché questo scontro istituzionale noi confronti di un presidente della Regione che ha sempre assicurato il massimo di collaborazione. Se avessero fatto un bagno di umiltà e ammesso che abbiamo ragione, chiedendo anche 10-15 giorni di tempo, avremmo detto di sì. Invece si risponde col silenzio».

Musumeci ieri ha inviato ai nove prefetti dell’Isola un atto di diffida per chiedere l’esecuzione della sua ordinanza numero 33 del 22 agosto che prevedeva dalla mezzanotte del 24 lo svuotamento degli hotspot.

«Se le prefetture e quindi il Viminale non procederanno - ha aggiunto - saremmo di fronte a una grave omissione. Sono pronti a impugnare? Hanno chiamato i loro costituzionalisti per il ricorso al Tar? Anche noi abbiamo i nostri esperti». Palazzo d’Orleans, insomma, non starà a guardare le mosse di Roma e reagirà: «Se faranno sentire le loro trombe - avverte - noi faremo suonare le nostre campane».

«Difendere la salute dei cittadini e proteggerli è un mio preciso dovere. Altro che propaganda - prosegue -. Se non è impugnata vuol dire che è vigente e va eseguita. E io ho il dovere di occuparmi della salute di chiunque sia sulla nostra Isola. Non posso girarmi dall’altra parte e neppure fare finta di niente. Il silenzio del governo centrale, mentre a Lampedusa ci sono 1.200 persone stipate dentro l’hotspot, è sempre più assordante».

Sono passati due mesi dalla richiesta dello stato di emergenza per Lampedusa, ricorda: «Ho letto anche di attacchi politici e persino di qualche intellettuale. Evidentemente abbiamo modi molto diversi di concepire il rispetto per la dignità della vita. Per me dignità della persona vuol dire anche un posto dove stare salubre e protetto dal contagio. Per altri, evidentemente, non è così. Ma è un loro problema».

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