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E’ morto a 96 anni Emanuele Macaluso, storico esponente del Pci

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Emanuele Macaluso 

E’ morto Emanuele Macaluso, 96 anni (Caltanissetta, 21 marzo 1924), storico esponente del Pci, di area migliorista, e attento osservatore della sinistra italiana. Fu anche direttore dell'Unità. Il giornalista, politico, scrittore e sindacalista si è spento stanotte a Roma all'Ospedale Gemelli. Era ricoverato per problemi cardiaci aggravati dai postumi di una caduta.

L’Aula del Senato, su richiesta del capogruppo Pd, Andrea Marcucci, ha ricordato Emanuele Macaluso con un minuto di silenzio in apertura di seduta. Anche chi non ha condiviso idee può condividerlo  «Mi associo, a nome del governo, a questo ricordo del senatore Macaluso - ha affermato il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato -  Io credo che anche chi non ha condiviso le idee politiche possa condividere che è stato un grande protagonista della vita politica e culturale italiana».

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«Provo un dolore immenso per la morte di Emanuele Macaluso - scrive il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, su Facebook - Al Pd, alla sinistra, all’Italia lascia in eredità il suo impegno civile e politico e il suo amore per la democrazia. Ora il miglior modo per onorare questo grande italiano è spendere ogni nostra energia per affermare un’idea nobile di politica, basata sul confronto libero tra le idee, battersi per i diritti delle persone, per la giustizia sociale e per la libertà.Ciao Emanuele».

«Si è spento il faro. Resta la scintilla. Per quel poco di luce che ha fatto o che farà, nella mia vita, la luce è sua». Così il ministro per il Sud, Peppe Provenzano, annuncia la morte dello storico esponente della sinistra.

«Se ne è andato a 96 anni Emanuele Macaluso - crive su Facebook Arturo Scotto, coordinatore politico di Articolo Uno -  Sembra uno scherzo del destino, ma scompare a due giorni dal centenario del Pci. Protagonista delle lotte contadine nell’immediato dopoguerra, quando occupare le terre significava scontrarsi con i campieri della mafia e rischiare la pelle. Era nella geografia interna al partito un comunista «migliorista», ma aveva sempre rivendicato un’anima libertaria che lo avrebbe accompagnato sempre in ogni momento della sua vita. Una penna affilatissima, una vis polemica mai tenera nemmeno con i suoi compagni di strada, fino all’ultimo lucidissimo sulla necessità della sinistra di ritornare ad avere una dimensione popolare e antagonista all’ordine economico neoliberale. Mi mancherà tanto la sua voglia di libertà».

«La morte di Macaluso è una gravissima perdita. Egli insieme a Napolitano e Gerardo Chiaromonte ha impersonato la linea di segno opposto a quella di Enrico Berlinguer, e poi di Occhetto, D’Alema, Veltroni cioè la scelta netta per il socialismo riformista come superamento della crisi per implosione del comunismo. Il fatto che il Pds e poi il Pd non ha seguito la linea proposta da Macaluso e dagli altri miglioristi è stata una autentica sciagura non solo per la sinistra italiana ma per la democrazia in questo Paese. L’esplosione del populismo grillino che oggi è uno dei fattori fondamentali di crisi deriva anche dal giustizialismo antisocialista che ha segnato la nascita del Pds e la azione politica dei suoi eredi». Lo dichiara in una nota Fabrizio Cicchitto, Presidente di Riformismo e Libertà.

«È con cordoglio che diamo l’ultimo saluto a Emanuele Macaluso, un uomo che con la passione e la sua viva intelligenza ha attraversato la storia italiana. Mancheranno, ora più che mai, la sua voce critica, le analisi lucide e coraggiose». Così Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, che aggiunge: «Con Macaluso scompare non solo un protagonista della sinistra, ma uno sguardo attento ai cambiamenti, al riformismo, al futuro».

«Emanuele Macaluso: un uomo che è sempre stato dalla parte giusta - scrive in una nota Giuliano Pisapia - Nella sua #Sicilia contro la #mafia e nell’impegno per una #sinistra dalla parte dei lavoratori e dei bisognosi».

«Scompare con lui una figura eminente della Repubblica, un appassionato uomo di parte, capace di tenere vivo il confronto con le altre forze popolari e il dialogo con i corpi sociali». E’ il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a ricordare così Emanuele Macaluso, la cui morte, afferma in una dichiarazione «mi addolora profondamente». «Desidero esprimere - riprende - i miei sentimenti di vicinanza ai familiari, a quanti, hanno condiviso con Macaluso impegno e ideali, e a coloro che, nel confronto democratico, anche su posizioni diverse, ne hanno apprezzato l’acuta intelligenza e il senso del bene comune». «Macaluso - prosegue il Capo dello Stato - è stato un protagonista della storia repubblicana e ha contribuito da dirigente politico e da intellettuale alla crescita democratica del Paese. Il suo impegno politico, maturato da giovanissimo, è stato motivato dalla volontà di emancipazione dei più deboli e di tutela dei lavoratori, sviluppandosi nella Cgil e nel suo partito il Pci, con iniziative sovente coraggiose e difficili». «L'impegno meridionalista è rimasto una costante del suo pensiero e della sua azione politica, con un orizzonte ampio e un senso forte dell’interesse nazionale. Parlamentare di grande personalità, nei passaggi più critici per il Paese, ha difeso con determinazione le istituzioni democratiche. Giornalista e scrittore ha continuato a partecipare alla vita pubblica con spirito libero e critico. Con la sua longevità intellettuale - sottolinea ancora Mattarella - ha continuato ad essere testimone, e anche maestro per tanti giovani».

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