Martedì, 20 Aprile 2021
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CORONAVIRUS

La Consulta: spetta allo Stato e non alle Regioni determinare le misure contro la pandemia

coronavirus, Sicilia, Politica
Il Palazzo della Consulta sede della Corte Costituzionale

Spetta allo Stato, non alle Regioni, determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia. Lo ha stabilito la Corte costituzionale accogliendo il ricorso del governo contro la legge anti-Dcpm della Valle d’Aosta.

Intanto l’Italia non intende «rassegnarsi» ai tagli di dosi di vaccino anti-Covid e avvia, in accordo con l'Europa, una forte pressione sulle aziende le quali, a loro volta, annunciano una spinta sulla produzione. Una posizione netta quella annunciata oggi in Parlamento dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ha sottolineato come il nostro Paese sia al lavoro da tempo per verificare concretamente la possibilità di mettere a disposizione impianti farmaceutici italiani per accelerare la produzione dei vaccini. «Voglio ricordare - ha detto il ministro nelle comunicazioni al Parlamento sulle nuove misure per il contrasto della pandemia - che il vettore virale del vaccino AstraZeneca viene dall’Irbm di Pomezia e che l’infialamento sia per AstraZeneca che per Johnson & Johnson avviene e avverrà presso la Catalent di Anagni». È «decisiva, per una risoluta accelerazione della nostra campagna vaccinale, la consegna puntuale delle dosi che abbiamo per tempo opzionato. L’Italia non si rassegna alla riduzione delle dosi. Con i vertici delle istituzioni comunitarie, stiamo esercitando il massimo di pressione nei confronti delle aziende produttrici affinché si trovino soluzioni necessarie per aumentare la produzione dei vaccini», ha chiarito il ministro.

Intanto, AstraZeneca - all’indomani dell’indiscrezione circa un probabile dimezzamento delle dosi previste per l’Ue nel secondo trimestre 2021 - assicura il proprio impegno con l’obiettivo di rispettare i contratti, pur sottolineando le difficoltà legate alla produzione del vaccino. L'azienda ha infatti oggi chiarito la propria posizione precisando che «le date di consegna delle dosi, la frequenza e il volume possono subire alterazioni dovute ai processi di produzione e alle tempistiche dei processi di controllo qualità». Tuttavia, l’impegno è volto al rispetto dei contratti. Per quanto riguarda l’Italia, ha assicurato, «questa settimana supereremo 1,5 milioni di dosi consegnate e abbiamo l’obiettivo di superare i 5 milioni di dosi per la fine di marzo» e «i 20 milioni di dosi entro il secondo trimestre 2021». AstraZeneca, ha affermato anche un portavoce del gruppo britannico all’Afp, sta cioè lavorando per «aumentare la produttività nella sua catena Ue» e userà anche la sua «capacità globale per raggiungere la consegna di 180 milioni di dosi all’Ue nel secondo trimestre». Sempre sul fronte dei vaccini e delle terapie, si segnalano nuovi passi avanti. La società cinese CanSino Biologics ha infatti reso noto di avere consegnato all’autorità farmaceutica nazionale una richiesta per l'approvazione del proprio vaccino. I test hanno dimostrato che ha un’efficacia del 65,28% per la prevenzione di tutti i casi sintomatici di contagio e del 90,07% dei casi gravi 28 giorni dopo la somministrazione di una sola dose. Pfizer, invece, ha annunciato che per rispondere alla maggior richiesta di vaccino ha in programma di produrre 2 mld di dosi nel 2021, e il colosso Novartis ha siglato una partnership proprio per la produzione del vaccino Pfizer. Investirà 74 milioni in ricerca clinica nel 2021. Buone notizie dalla Fda anche per il vaccino monodose della Johnson&Johnson, che fornisce una protezione forte contro il virus e può ridurre il contagio dalle persone vaccinate.

Il vaccino ha il 72% di efficacia negli Usa e il 64% in Sudafrica. Annuncia il proprio impegno pure il colosso farmaceutico Gsk: continuerà a valutare i modi alternativi in cui può contribuire alla risposta globale alla pandemia, incluso il supporto allo sviluppo e alla produzione di altri vaccini. L’Ema, infine, ha avviato l’esame dei dati sull'anticorpo monoclonale regdanvimab, sviluppato da Celltrion, per il trattamento di Covid-19. Tutto ciò mentre cresce la minaccia delle varianti del virus SarsCov2 le quali, ha detto Speranza, «condizioneranno l'epidemia» e per questo «è necessario alzare la guardia».

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