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OMOFOBIA

Spirlì: "Il ddl Zan mette paura. Se avessi un figlio e lo vedessi al Gay Pride lo prenderei a calci nel c..."

(ANSA) «Omofobia in Italia? Ma no, riguarda altri paesi. L’Italia non è un Paese omofobo, i paesi omofobi sono quelli dove ti tagliano la testa se sei omosessuale, come l’Iran dove vengono impiccati. Gli omosessuali italiani non lo dicono questo, che nei paesi musulmani vengono ammazzati i gay . E invece la sinistra e gli omosessuali italiani scelgono di stare dalla parte di Hamas, dove gli islamici ammazzano i gay». A dirlo il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì a La Zanzara su Radio 24.

«Le associazioni gay? Non servono a niente - ha aggiunto - solo a fare soldi. E questa legge serve a rafforzare l'associazionismo multicolore. Gli omosessuali possono avere la giornata dell’orgoglio dove possono offendere chiunque, sopra i carri c'è gente travestita da prete o da suora col culo di fuori. Loro possono offendere la religione. Devono starsene a casa e vivere l’omosessualità come le persone serene, a casa, in silenzio e a farsi le proprie cose in tranquillità. L'omosessuale non è un essere speciale, è un essere normale come tutti gli altri, appartiene all’umanità. Il Gay Pride mi ha sempre fatto schifo, una carnevalata inutile che non è mai servita a niente e a nessuno. Se dovessi avere un figlio omosessuale e lo vedessi su un carro del Gay Pride lo prenderei a calci nel c... con gli anfibi e lo accompagnerei a casa e gli spiegherei cosa significa essere omosessuali con dignità, senza bisogna di diventare un deficiente su un carro».

«Chi difende la legge Zan - ha detto ancora Spirlì - vuole fare passare gli altri per pazzi, invece dietro le parole nasconde tutta una serie di censure e gravissimi pericoli per la libertà, se passasse tapperebbe la bocca a tutti. Voglio vivere senza categorie e voglio poter dire che la famiglia è fatta da una madre, da un padre e dai figli. Appena lo dici, e non aggiungi che ci sono anche le famiglie omosessuali corri un pericolo. Due gay fanno una coppia di persone che si vogliono bene, ma non sono famiglia. Se passasse la legge Zan per queste cose che ho detto potrei essere querelato».

«Se mi chiameranno in audizione sulla legge Zan ci andrò sicuramente - ha detto Spirlì -  Non sono d’accordo e invece sono per la proposta del centrodestra che è molto più umana, più rispettosa e non crea categorie. La legge Zan censura, tappa la bocca e mette paura alla gente di usare le parole. Questa è la santa verità».  «Esistono gli stati d’animo - prosegue - che disprezzano, non le parole, fra poco dovremo stare attenti a come respiriamo per non finire in tribunale. Si può usare la parola frocio? Sì, se non è usata in modo dispregiativo la userò e continuerò a usarla. Se noi la utilizziamo per un gioco o perché la leggiamo in un libro corriamo il rischio di essere accusati. La legge Zan è un capestro, una forca caudina. Cerca di tappare la bocca e impedire la libertà per cui abbiamo combattuto duemila anni e adesso dobbiamo stare attenti a quello che diciamo. Vi rendete conto che già non possiamo utilizzare parole come zingaro, negro, siamo alla follia. Le parole non sono armi, se non quando caricate a pallettoni da chi le pronuncia». (ANSA)

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