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CORSA AL QUIRINALE

Il centrodestra compatto su Berlusconi al Colle, ma è tensione Lega-Fdl

Sicilia, Politica
Berlusconi, udienza riabilitazione entro luglio

Il centrodestra dà il suo placet al sogno di Silvio Berlusconi al Quirinale. Un sostegno più esplicito rispetto a ieri, dopo la reunion dei tre leader a Villa Grande quando la parola d’ordine era una generica "compattezza» sul Colle. Il più diretto ora è il segretario della Lega: «Berlusconi sta decidendo. Ovviamente se decidesse di scendere in campo, avrebbe tutto il nostro sostegno», garantisce secco Matteo Salvini. Che però in un audio fuori onda carpito dal quotidiano il Foglio attacca il modo di stare all’opposizione di Giorgia Meloni, riaccendendo il contenzioso, mai sopito, con la leader di Fdi sulla leadership nel centrodestra.

Tace per ora Meloni, ferma però all’impegno all’unità sottoscritto nella nota comune, a fine vertice. E lo ribadisce Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: sulla partita del Colle «il centrodestra si muoverà come un sol uomo». Del resto l’ambizione dell’ex premier può andare avanti anche grazie all’assoluzione del tribunale di Siena. Per i giudici del processo Ruby ter, «il fatto non sussiste» rispetto alle accuse di corruzione in atti giudiziari. In caso di condanna, la sentenza avrebbe potuto ipotecare una candidatura. E non a caso la vicinanza di Salvini e Meloni si fa sentire con una telefonata all’alleato, oltre all’"abbraccio affettuoso», che rimarca la leader di FdI per «un caso che durava da troppi anni».

«Sollevato e soddisfatto» per il verdetto e nel giorno del suo ritorno a Bruxelles, al vertice dei Popolari, Berlusconi si smarca dall’eventuale salita al Colle per garbo istituzionale ("Per il momento non ho idea al riguardo"). Non perde lo humour: "Berlusconi come lo vedo? Lo vedo in forma dopo un po' di acciacchi dovuti al Covid», risponde offrendosi a flash e telecamere. Ma si svela un pò quando ammette che Mario Draghi "sarebbe certamente un ottimo presidente della Repubblica». Però aggiunge: «Mi domando se il suo ruolo attuale non porterebbe più vantaggi al nostro Paese». In altre parole, meglio che continui a fare il premier. In più il Cav rivendica di aver pensato lui a Draghi come presidente di un governo di coalizione. E ancora prima ricorda che il premier «ha con me un rapporto antico e solidissimo», anche perché «sono stato io che, vincendo le obiezioni forti di Tremonti, l’ho portato a governatore della Banca d’Italia».

Complimenti a parte, di ritorno in Europa la missione di Berlusconi è più ampia: da un lato cercare di salvare la reputazione del centrodestra a Bruxelles, dopo le polemiche interne tra sovranismi e revival fascisti, dall’altro sminare la crepa interna al suo partito. Il giorno dopo l'affondo della sua ministra Mariastella Gelmini su presunte "manipolazioni" dei sovranisti su FI, il Cav sminuisce: «Macché separazione, tutte cose esagerate, non c'è nulla di cui preoccuparsi». Ma allo stesso tempo bacchetta Gelmini: «Le dichiarazioni di ieri sono assolutamente contrarie alla realtà», aggiungendo: «Non so cosa le sia successo».

In realtà lo sfogo della ministra del Sud tradisce una crepa più profonda: quella che divide l’anima governista di FI (sostenuta dai tre ministri azzurri, oltre alla Gelmini, renato Brunetta e Mara Carfagna, bollati dagli altri come draghiani) da quella "sovranista" più vicina a Lega e FdI. Non lo nasconde Carfagna: «Non si è trattato di uno sfogo della ministra Gelmini ma di una denuncia politica sulla gestione del partito che è largamente condivisa», scandisce la ministra per il Sud. E Brunetta le fa eco: «Il malcontento c'è ed è diffuso». Tornando in Italia, per ora per il fondatore di Forza Italia la strada per il Quirinale resta libera e possibile, a maggior ragione con l’ok degli altri due alleati. Ma qualcuno teme il bluff. A dirlo apertamente è il Pd che liquida l’ipotesi come "un gioco delle parti» fra i tre leader, per nascondere i problemi dopo la batosta delle amministrative. Nel frattempo nella Lega continua la marcia a mostrarsi compatti e al lavoro su manovra, tasse e pensioni.

Lo fa Salvini riunendo i suoi parlamentari in un’assemblea a Roma. «E' stata una bellissima assemblea», spiega il segretario alla fine. Poco più d un’ora in cui, raccontano alcuni, c'è stato soprattutto un monologo del "capitano" e anche un accenno polemico a FdI, come rivela un audio diffuso dal Foglio: «C'è modo e modo di stare all’opposizione» e non «come è accaduto negli ultimi mesi, per mettere in difficoltà la Lega e il centrodestra», avrebbe detto. Ma poco dopo chiosa: «Non sarà un audio rubato a farci litigare».

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