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LA BUFERA

Fondi russi ai politici: Salvini e Meloni negano. Il Copasir: "L'Italia non è nel dossier"

La Russia ha trasferito segretamente dal 2014, anno dell’occupazione della Crimea, oltre 300 milioni di dollari a partiti politici, dirigenti e politici stranieri di oltre una ventina di Paesi per esercitare il suo 'soft power'. Al momento non risulta che vi sia l’Italia nel dossier degli 007 Usa, ma già venerdì il Copasir dovrebbe riunirsi con il sottosegretario con delega ai servizi segreti, Franco Gabrielli, per sentire se vi sono «ulteriori notizie».
Sicilia, Politica
Giorgia Meloni e Matteo Salvini

La Russia ha trasferito segretamente dal 2014, anno dell’occupazione della Crimea, oltre 300 milioni di dollari a partiti politici, dirigenti e politici stranieri di oltre una ventina di Paesi per esercitare il suo 'soft power'. E queste non sarebbero che «cifre minime» rispetto a quelle che probabilmente Mosca ha speso in questa attività, mentre si prepara nei prossimi mesi ad affidarsi sempre di più ai suoi mezzi di influenza coperta per tentare di minare le sanzioni internazionali per la guerra in Ucraina. A rivelarlo è stato un alto funzionario dell’amministrazione Biden in una conference call, mentre con una mossa inusuale il Dipartimento di Stato rendeva noto un cable inviato dal segretario di Stato Antony Blinken a numerose ambasciate e consolati Usa all’estero, molti dei quali in Europa, Africa e Asia del sud, manifestando le preoccupazioni americane.

Il cable, contrassegnato come «sensibile» ma non classificato, contiene una serie di 'talking point' che i diplomatici Usa dovranno sollevare con i governi che li ospitano in merito alla supposta interferenza russa. Si tratta di informazioni declassificate di un report dell’intelligence Usa, sulla scia di quanto già fatto dalla Casa Bianca per anticipare e smascherare le mosse del Cremlino in Ucraina. Informazioni che sono state condivise con i governi dei Paesi alleati coinvolti. La mossa ha seminato il panico soprattutto in Europa ed è piombata come una possibile "September surprise" alla vigilia delle elezioni legislative italiane, dove parte del dibattito politico verte su sanzioni occidentali e postura verso Vladimir Putin.

L’informativa non indica specifici 'target' russi e comunque non è la prima volta che l’intelligence Usa denuncia una campagna di influenza a suon di finanziamenti sui partiti nazionalisti, anti europei e di estrema destra che rappresentano circa il 20% del Parlamento europeo. Secondo un articolo apparso nel 2016 sul quotidiano inglese Telegraph, le agenzie di intelligence americane avevano raccolto informazioni che dimostrerebbero come il Cremlino stesse condizionando alcuni partiti politici in Europa. Alla National Intelligence guidata allora da James Clapper, il Congresso americano aveva assegnato l'incarico di controllare i finanziamenti russi degli ultimi 10 anni ai partiti europei, missione tuttora in corso. Anche allora non trapelarono i partiti coinvolti ma nel mirino dei media finirono forze politiche in Francia, Paesi Bassi, Ungheria, Austria, Repubblica Ceca e Italia, con la Lega di Matteo Salvini che all’epoca negò ogni coinvolgimento.

L'elenco di partiti

Il legame tra la Russia e i movimenti euroscettici è materia di studio da tempo: nel 2013 il Centro di Intelligence Euroasiatica ha pubblicato una lista di partiti anti europei, con tendenze xenofobe e anti liberali, che intrattengono rapporti con Mosca. Nell’elenco ci sono l’Ukip (Regno Unito), in epoca Brexit, AfD e il Partito Nazionale Democratico (Germania), Jobbik (Ungheria), Alba Dorata (Grecia) e il Front National (Francia) di Marine Le Pen, quest’ultima costretta nell’ultima campagna elettorale a gettare più di un milione di copie stampate - ma non ancora distribuite - di un depliant elettorale che la ritraeva stringere la mano allo zar.

Un caso clamoroso si verificò nel 2019 in Austria quando il quotidiano Der Spiegel pubblicò un video risalente a due anni prima, che riportava la conversazione tra Heinz-Christian Strache - leader del partito di estrema destra - e la nipote di un oligarca russo, sul finanziamento e il supporto mediatico della campagna elettorale in cambio di appalti pubblici: uno scandalo che portò alla sfiducia del governo - di cui Strache era vice cancelliere - e a nuove elezioni.

Il 10 marzo scorso il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che vieta le ingerenze straniere nella politica europea, mettendo nel mirino i finanziamenti da parte della Russia (ma anche della Cina). Ci sono tuttavia lacune legislative in un terzo degli stati dell’Unione a permettere questa pratica mentre dove è previsto il divieto ci sono alcune scappatoie che rendono possibile il trasferimento di fondi, mascherandone l’origine.

Von der Leyen: "Presto misure contro interferenze straniere"

"Non dobbiamo perdere di vista il modo in cui gli autocrati stranieri prendono di mira i nostri Paesi. Entità straniere finanziano istituti che minano i nostri valori. La loro disinformazione si sta diffondendo da Internet alle aule delle nostre università. Dobbiamo proteggerci meglio dalle interferenze maligne. Per questo motivo presenteremo un 'pacchetto per la Difesa della democrazia. Porterà alla luce le influenze straniere occulte e i finanziamenti loschi. Non permetteremo a nessun cavallo di Troia dell’autocrazia di attaccare le nostre democrazie dall’interno" ha detto intanto Ursula von der Leyen all’Eurocamera.

Le reazioni. Letta: "Vogliamo sapere come stanno le cose"

"Chiediamo di sapere come stanno le cose. Dal 2014 c'è stata sicuramente una forte influenza della Russia». Lo ha detto Enrico Letta a Tg1 Mattina, commentando il rapporto dei servizi Usa sui possibili finanziamenti a partiti e politici stranieri. «Questi temi devono essere al centro della chiarezza - ha aggiunto il segretario del Pd - chiediamo trasparenza e informazioni. E’ inquietante quel che sta accadendo. Sosteniamo l’Ucraina e soprattutto l’unità dell’Eruopa contro un tentativo russo che va rigettato».

Meloni: "Fondi alla Lega? Nulla di croncreto"

«Penso che l’Unione europea abbia nei mesi scorsi già ampiamente fatto degli esempi su come, soprattutto nelle altre nazioni», e anche lì l’Italia è stata citata marginalmente, «la Russia abbia cercato di usare la sua influenza. Penso che sia importante saperlo. E’ importante sapere se scelte che alcuni fanno sono convinte o dettate da interessi». Così la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a 'Radio 24'. Se emergesse che la Lega ha avuto finanziamenti? «Io penso che non risulterà: sono mesi che se ne parla e non c'è niente di concreto», risponde Meloni. «Mai chiesti e mai presi soldi, rubli o dollari dalla Russia. L’unica cosa che ho portato a casa da Mosca l’ultima volta che ci sono andato è stata 'Masha e orsò per mia figlia.

Salvini: "Fake news a 10 giorni dal voto"

"Strano che a dieci giorni dal voto arrivino queste fake news, sono dieci anni che ci sono inchieste e non hanno mai trovato nulla perchè non c'è nulla». Così il segretario leghista Matteo Salvini a Rtl 102.5. «Deve intervenire il Copasir? Facciano quello che vogliono, approfondiscano, chiedano. Io non ho mai preso un rublo, chi aiuta la Lega lo fa in Italia», afferma.

Il Copasir: "L'Italia non risulta nel dossier"

Al momento non risulta che vi sia l’Italia nel dossier degli 007 Usa sui finanziamenti russi a partiti stranieri ma già venerdì il Copasir dovrebbe riunirsi con il sottosegretario con delega ai servizi segreti, Franco Gabrielli, per sentire se vi sono «ulteriori notizie». «Mi sono doverosamente confrontato con il sottosegretario Gabrielli perchè è il Governo ad avere eventualmente notizie attraverso i canali ufficiali che riguardano anche i rapporti tra le nostre agenzie d’intelligence e ci è stato detto che in questi dossier non ci sono notizie che riguardano l’Italia», ha riferito Urso in collegamento da Washington con Agorà Rai 3. «Ho concordato con Gabrielli di fare comunque una riunione con il Copasir, penso per venerdì, e vedremo se ci saranno ulteriori notizie», ha aggiunto Urso. Stando al dossier dei servizi segreti americani, Mosca dal 2014 avrebbe finanziato con oltre 300 milioni di dollari partiti e dirigenti politici stranieri. Urso ha spiegato che a Washington avrà altri incontri, tra l’altro con il presidente della Commissione intelligence del Senato, Mark Warner, e ai suoi interlocutori chiederà «notizie in merito». Peraltro, ha sottolineato il presidente del Copasir, "l'ingerenza straniera esiste, Cina e Russia cercano di delegittimare e sottomettere la nostra democrazia ma noi dobbiamo garantire una campagna elettorale serena». «Noi dovremmo contrastare il gioco di Russia e Cina che vogliono far credere che il voto nei vostri Paesi non conti nulla, che sono in grado di condizionarlo», ha insistito

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