Giovedì, 09 Febbraio 2023
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IN PARLAMENTO

Il 2023 della politica si apre con i... decreti. Ci sarà una nuova stagione di riforme istituzionali?

Dopo le maratone in commissione e Aula durante le feste natalizie per approvare in extremis la manovra e il decreto Rave, trascorsa l’Epifania il Parlamento riprenderà l’attività ordinaria all’insegna dei decreti da convertire: innanzitutto il dl Aiuti quater, all’ultimo passaggio prima di diventare legge; il decreto Ucraina con il nuovo invio di armi e mezzi; il decreto Elezioni, il decreto Ischia, il Milleproroghe e, infine, l’appena licenziato dal Cdm decreto migranti, che prevede una stretta sulle Ong.

Parallelamente inizierà l’iter - che però non si prevede brevissimo, anche a causa delle opinioni non unanimi all’interno dello stesso governo - del ddl sull'Autonomia differenziata, caro alla Lega, il cui testo predisposto dal ministro Calderoli è ora al vaglio della presidenza del Consiglio.

Una nuova stagione di riforme istituzionali?

L’avvio del 2023 potrebbe poi anche essere segnato dal riaccendersi dei riflettori sulle riforme. E’ stata la stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della conferenza stampa di fine anno, a inserire le riforme costituzionali - presidenzialismo o premierato? - tra le priorità dell’azione di governo, non escludendo un ddl di iniziativa dell’esecutivo qualora le opposizioni puntassero al pantano. A muoversi, intanto, sarà la ministra Casellati, che ha già «parlato con la maggioranza e entro gennaio lo farà con le forze di minoranza», ha spiegato la premier. Sul tavolo resta anche l’opzione di dar vita a una Bicamerale, magari più snella e veloce rispetto a quelle del passato, ma se le forze di opposizione dovessero aprire al confronto, allora si potrebbe procedere seguendo la via ordinaria, ovvero in commissione Affari costituzionali. C'è poi il capitolo fisco: «Sul tema della riforma fiscale noi intendiamo andare avanti», ha assicurato Meloni. Ma al momento è tutto allo stato pre-embrionale.

Tutti gli step per la conversione in legge dei decreti

In attesa di capire su quali provvedimenti intende puntare il governo ad inizio anno, Camera e Senato saranno impegnate con la conversione in legge di diversi decreti. Il primo da licenziare perchè la scadenza è più prossima, precisamente il 18 gennaio, è il decreto Aiuti quater, che contiene il nuovo pacchetto di misure a favore di famiglie e imprese contro il caro energia. Già approvato dal Senato con voto di fiducia, il testo del provvedimento approderà lunedì 9 gennaio nell’Aula della Camera per la discussione generale. Non è escluso che il governo ricorra alla questione di fiducia anche nel passaggio a Montecitorio per evitare il rischio di blitz da parte delle opposizioni nella parte molto controversa delle nuove norme sul superbonus (materia su cui il governo è intervenuto nuovamente anche in manovra). L’Aula del Senato, invece, sarà impegnata da martedì 10 gennaio con il decreto Ucraina, che prevede la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari. Il provvedimento va convertito in legge entro il 31 gennaio: è al primo passaggio a palazzo Madama e dovrà quindi poi essere esaminato anche da Montecitorio.

Ci sono poi il decreto Ischia, approvato dal Cdm a inizio dicembre dopo la frana che ha devastato parte dell’isola e il decreto Elezioni, che dispone per tutto il 2023 che le operazioni di voto si svolgono sia domenica che lunedì. Inizierà a giorni l’iter parlamentare del decreto Milleproroghe, in scadenza a fine febbraio. Infine, il decreto a tutela dell’interesse nazionale nei settori produttivi strategici, licenziato dal Cdm il 1 dicembre. Infine il decreto con le norme sulle Ong: licenziato dal Cdm tra Natale e Capodanno, il provvedimento prevede un 'codice di condottà che regola l’attività di soccorso in mare da parte delle Ong, con sanzioni per i trasgressori, fino alla possibile confisca della nave. Il testo non è ancora stato firmato dal Capo dello Stato e, di conseguenza, non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Infine, per quel che riguarda l’Autonomia differenziata, il ministro Calderoli ha riferito di aver trasmesso il testo del ddl alla presidenza del Consiglio. Il passaggio successivo sarà l’esame e il via libera del Cdm, che il ministro leghista punta ad incassare entro gennaio. Dopodichè il ddl sarà discusso in Conferenza unificata con gli enti locali, per poi tornare in Cdm. L’ultima parola spetterà al Parlamento.

 

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