
«Non si è mai visto un allarme diventare così ampio sulla base di così pochi dati». Nicola Magrini, direttore dell’Aifa, condanna con queste parole il clima di panico che si è scatenato dopo lo stop alle somministrazioni del vaccino AstraZeneca. A causa del decesso di alcune persone vaccinate con il siero anglo-svedese, diversi Paesi europei, tra i quali Francia, Germania, Spagna e anche l'Italia hanno deciso "a cascata" di sospenderne la somministrazione in "via cautelativa". Poi, dopo il responso dell'Ema, ieri Italia, Francia, Germania e Spagna hanno annuciato la ripresa della campagna vaccinale.
Nessuna connessione tra i decessi e il vaccino
Tutto questo, va chiarito, nonostante finora né in Italia né altrove, esistano prove sulla connessione tra l'inoculazione e la morte. Una correlazione esclusa nei giorni scorsi, anche dall’autopsia effettuata per accertare le cause del decesso a Trapani del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco.
E puntuòli sera sono arrivate le dovute precisazioni da parte di AstraZeneca che ha sottolineato come finora in tutta l’Europa e nel Regno Unito, su un totale di 17 milioni di soggetti vaccinati con il siero prodotto insieme con l’Università di Oxford e in collaborazione con l'Irbm di Pomezia «ci sono stati 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 eventi di embolia polmonare segnalati tra coloro a cui è stato somministrato il vaccino, in base al numero di casi che la Società ha ricevuto all’8 marzo». L’azienda puntualizza, inoltre, che tale numero di eventi “è molto più basso di quanto ci si aspetterebbe che si verifichi naturalmente in una popolazione generale di queste dimensioni ed è simile per altri vaccini Covid-19 autorizzati”.
Nel caso dei decessi verificatisi in Italia, ribadendo che non hanno avuto alcun problema migliaia di persone vaccinate con gli stessi lotti di AstraZeneca “sospetti”, è giusto adesso aspettare i risultati degli altri accertamenti istologici disposti dalla magistratura per verificare se si sia trattato di coincidenze o se si siano prodotte “alterazioni” in alcune dosi del siero somministrato.
Ma, come dimostrano le migliaia di rinunce (in Sicilia così come in tutta la Penisola) da parte di persone che avevano prenotato la profilassi, l’allarme diffuso negli ultimi giorni potrebbe rallentare drasticamente la corsa all’immunizzazione, unica soluzione per il ritorno alla “normalità”.
Sono comprensibili, per questo, gli appelli a fermare gli allarmismi e le rassicurazioni da parte dell’Oms che, sulla base dei dati scientifici, ha confermato l’uso imprescindibile del vaccino di Oxford nel Piano globale anti-Covid. Una fermezza, come indicano i numeri, basata sull’evidenza inopinabile della “matematica”, e non sulla spinta emotiva di ipotesi, almeno per ora, senza alcun fondamento.
Cosa si sa dei coaguli di sangue?
Il panico in Europa si è scatenato a causa delle segnalazioni di coaguli di sangue diagnosticati in diverse persone, tra le quali una deceduta in Austria e un’altra in Danimarca. Tempestivamente, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha rivelato di aver avviato un’indagine, ma di disporre già di dati a sufficienza per escludere che sia dimostrabile una connessione con il vaccino. Fino al 10 marzo - afferma l’Ema - sono stati registrati 30 casi di “eventi tromboembolici” - coaguli di sangue che bloccano parzialmente o completamente una vena - “tra quasi 5 milioni di persone che avevano ricevuto l'AstraZeneca nell'Unione Europea - un'incidenza non superiore a quella osservata nella popolazione generale”.
E’ stato calcolato, infatti, che nei Paesi occidentali, una persona ogni 37 secondi muore a causa di trombi che ostruiscono il flusso di sangue nelle vene o nei polmoni (ovvero più di 843.000 morti ogni anno). Gran parte delle vittime di tromboembolia venosa (TEV) sono europee (540mila), tant’è che nel Vecchio Continente muoiono più persone colpite da TEV che da cancro al seno, cancro alla prostata, AIDS e incidenti stradali messi insieme.
I coaguli di sangue, soprattutto se di grandi dimensioni, possono danneggiare i polmoni, il cuore o il cervello. I casi gravi possono essere fatali, ma le persone con piccoli coaguli possono essere curate fuori dall'ospedale con i farmaci .
Per avere un quadro più chiaro della situazione, basta analizzare i dati di due dei Paesi nei quali la campagna vaccinale procede a ritmo più serrato, come il Regno Unito, con oltre 25 milioni di iniezioni già somministrate, e gli Usa, con quasi 106 milioni (in Italia siamo a 6,61 milioni).
Stati Uniti: cosa si sa dei decessi “dopo” la vaccinazione
Secondo quanto riferito dai Centers for Disease Control and Prevention, importante organismo di controllo sulla sanità pubblica americana, negli Stati Uniti, che utilizzano vaccini di Pfizer-BioNTech, Moderna Inc. e Johnson & Johnson, fino all'8 marzo sono stati segnalati 1.637 decessi tra le persone sottoposte alla profilassi, ma non c’è alcuna prova su una correlazione causa-effetto. L’uso del vaccino AstraZeneca dovrebbe partire negli Stati Uniti all’inizio di aprile.
“Oltre 92 milioni di dosi di vaccini COVID-19 – si legge sul sito dei CDC - sono state somministrate negli Stati Uniti dal 14 dicembre 2020 all'8 marzo 2021. Durante questo periodo, il VAERS (programma statunitense per la sicurezza dei vaccini, ndr) ha ricevuto 1.637 segnalazioni di morte (0,0018%) tra le persone che hanno ricevuto un vaccino COVID-19 . I medici del CDC e della FDA (l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ndr), esaminano ogni caso clinico di morte non appena notificato e i CDC richiedono le cartelle cliniche per valutare ulteriormente i rapporti. Una revisione delle informazioni cliniche disponibili, inclusi certificati di morte, autopsia e cartelle cliniche, non ha rivelato alcuna prova che la vaccinazione abbia contribuito alla morte dei pazienti”.
Regno Unito: solo una “connessione temporale” con i decessi
La MHRA (Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari del Regno Unito) ha informato che, fino al 28 febbraio, ci sono stati 227 decessi successivi alle iniezioni con il vaccino Pfizer-BioNTech, e 275 dopo l'iniezione di AstraZeneca (in altri quattro casi il marchio non era specificato). Nel totale di 506 morti, per lo più di anziani o di persone con patologie pregresse, dopo i necessari accertamenti e gli esami autoptici la connessione si è rivelata soltanto “temporale” e del tutto casuale.
Un episodio emblematico si verificò proprio in Gran Bretagna durante la sperimentazione del vaccino AstraZeneca. Due volontari svilupparono sintomi neurologici compatibili con la mielite trasversa, una sindrome infiammatoria che colpisce il midollo spinale ed è spesso causata da infezioni virali. Fu per questo che l’azienda anglo-svedese interruppe temporaneamente le sperimentazioni, ma le indagini alla fine non individuarono prove che collegassero i sintomi al vaccino. In seguito si scoprì che uno dei volontari che si era ammalato era affetto da una sclerosi multipla non diagnosticata.
Casi analoghi in diversi paesi del mondo
E ad analoghe conclusioni sono arrivati gli scienziati e le autorità per i casi verificatisi in Austria, Corea del Sud, Germania, Spagna, Norvegia, Belgio e Perù. Per questo, prima di arrivare ad affrettate deduzioni di fronte ad eventi luttuosi, si deve tenere conto che durante una colossale vaccinazione che non ha precedenti nella storia, è inevitabile imbattersi nelle correlazioni casuali tra la somministrazione delle dosi e il manifestarsi di patologie diffusissime in ogni angolo del pianeta.
9 Commenti
Anna Solari
15/03/2021 14:36
E' necessario vaccinarsi ma si dovrebbe avere maggiore attenzione alle categorie deboli: era stato affermato che AstraZeneca e' inadatto ai grandi anziani, ma ora lo si assegna con leggerezza e le negazioni degli effetti anche letali appaiono pretestuose. Si dovrebbe consentire un margine di scelta. E non e" cosi'. La necessita' di coinvolgere fortemente i medici di base a Bologna e' totalmente ignorata. Cosa gravissima. Grande superficialita' e vanterie immeritate. Come e" d'uso qui.
Maurizio La Rosa
15/03/2021 15:31
In merito alla vaccinazione con AstraZeneca delle fasce di età sopra i 55 anni, la stessa era stata esclusa in un primo momento perché i dati raccolti dopo gli studi clinici non erano ancora sufficientemente chiari (per gli standard imposti dalle autorità di controllo farmacologico) per consigliarne la somministrazione. La disponibilità di dati ulteriori ha comportato la rimozione di questo limite di età. Allo stesso modo, i dati a disposizione qualche tempo fa attestavano che il vaccino AstraZeneca fosse meno efficace degli altri. Dopo l'avvio della campagna vaccinale è emersa un'efficacia del vaccino superiore alle attese e paragonabile a quella delle soluzioni di Pfizer e Moderna.
marisa ageno
16/03/2021 12:37
Se ci sono stati decessi anche dopo la somministrazioni degli altri vaccini Pfaizer e Moderna ( i primi ad essere usati) perchè solo ora si punta il dito contro il vaccino Astra-Zeneca?
Giuseppina Ferlita
16/03/2021 19:20
io ho fatto la prima dose del vaccino Astra Zeneca , se la smettono con tutte queste fesserie e mi permetteranno di fare la seconda dose a maggio ,io la farò. Secondo me è tutta messa in scena e spionaggio aziendale. Per non parlare del danno che fanno i signori giornalisti,che sicuramente si saranna vaccinati per primi
Lorenzo Rossi
28/03/2021 10:54
Idem relativamente a prima e seconda dose. Non so se c'entri lo spionaggio aziendale, certamente molti giornalai (i giornalisti sono altra cosa) hanno creato tanti titoli acchiappaclick senza alcuna base scientifica, speculando sulla paura delle persone, per il proprio tornaconto personale. E purtroppo non pagheranno.
Mara Del Piccolo
21/03/2021 10:11
Premetto che sono sempre stata una sostenitrice dei vaccini, ma mi sono posta la stessa domanda di Marisa Ageno "perché puntare il dito contro AstraZeneca e non anche Pfizer e Moderna?" Vorrei anche dire a Giuseppina Ferlita che ritengo molto indelicato nei confronti dei famigliari delle persone decedute usare il termine "fesserie", indipendentemente dal fatto che possa esserci o meno un nesso tra decessi e vaccino. Se fosse accaduto a sua madre o a sua figlia, forse non si sarebbe espressa nello stessa maniera.
MARCO
29/03/2021 13:02
Io ho effettuato la prima dose con il vaccino Astrazeneca (con il lotto ritirato). Ho effettuato dopo 10 giorni il D-Dimero test ed ho scoperto di avere un valore quattro volte superiore al valore massimo (rischio trombosi!!!). Ora sono con cardioaspirina in attesa di ripetere l'analisi. Non credo che farò il richiamo.
Ilenia Di Luciano
09/04/2021 00:11
unico commento sensato e costruttivo
Mara Del Piccolo
29/03/2021 16:03
Buonasera Marco, come mai ha fatto il D-Dimero test? Non è certamente un esame di routine e di solito si fa quando si sospettano determinate patologie, quindi penso che lo avrà fatto per il timore che il vaccino le avesse potuto procurare problemi di coagulazione. Gliel'ha consigliato il suo medico?
Angelo Langella
02/04/2021 13:39
Sono dei criminali assassini se un dio esiste li dovra punire amaramente.
Pino
13/04/2021 17:43
Sarebbe tutto risolto se ci fosse libertà di scelta del vaccino! E si fosse più liberi di scegliere col proprio medico!
Susanna
03/05/2021 19:06
perche non si ammette che astrazeneca costa molto meno ed è per questo che lo hanno preso? se chiedevano agli italiani si sarebbero pagati di tasca loro il vaccino migliore.