Venerdì, 30 Ottobre 2020
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Sanremo

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LA TERZA SERATA

Citofonare... Benigni e il Festival di Sanremo diventa cantico d’amore

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Spiazzante (e spiazzato?) Benigni. Spiazzato (e spiazzante?) il pubblico. Sul palco su cui per 70 anni si è cantato l'amore, il superospite del Festival decide di recitare «la canzone delle canzoni». Il Cantico dei cantici, un «erotico santissimo» tratto dal più antico e sacro dei testi, la Bibbia. Tanta roba, forse troppa, certamente fuori da qualsiasi schema e zona di comfort sanremese. Roberto Benigni non è mai banale, si sa. Divide, si sa anche questo. E dividerà anche stavolta. Nella terza serata del Festival giunge non a cavallo, come fece nove anni fa, ma accompagnato da una banda lungo il red carpet di corso Matteotti. Amadeus lo accoglie fuori dall'Ariston e poi gli concede il cuore del palco, non prima del classico sketch rompighiaccio costellato di giochini satirici.

«Quest'anno si può votare anche via citofono – dice Benigni – . Potete citofonare e dire “ci hanno detto che qui c'è gente che canta”. Ti hanno dato pieni poteri, Amadeus!». Ma più che la trama centrale, la battuta a sfondo politico sembra quasi un occhio strizzato al pubblico prima di, appunto, spiazzarlo. Nel 2011, il filone didattico di Benigni si era concentrato sul rassicurante Inno di Mameli. Nel “Sanremo 2020” il premio Oscar decide di osare, conscio che, in fondo, solo i grandi possono permetterselo. «Il Cantico dei cantici è la canzone più bella della storia dell'Umanità – spiega, e appare sinceramente emozionato – . Parla di amore fisico, di due giovani che cantano il loro amore . Qui c'è anche erotismo puro. L'amore come frammento dell'infinito. L'infinito messo alla portata di tutti noi». Il pubblico è curioso, aspetta di capire. Benigni gli strizza di nuovo l'occhio: «Si dovrebbe fare di più l'amore. Dovremmo metterci tutti a fare l'amore qui all'Ariston, anche l'orchestra, tutti a fare l'amore diretti da Beppe Vessicchio». Ma anche questa è una parentesi. Il monologo di Benigni è un monologo d'élite, prendere o lasciare. «Il Cantico rappresenta tutte le coppie che si amano, la donna col suo uomo, la donna con la sua donna, l'uomo col suo uomo».

Chiusa l'esegesi, inizia l'interpretazione. Versi di una poetica stordente, intrisi di autentica, divina e aulica pornografia («piantami il tuo stendardo»), che si concludono con un inno al più nobile dei sentimenti: «Chi darà tutta la sua vita per amore, la salverà e non la perderà». Il pubblico applaude. Ma non in piedi. E l'uscita di scena di Benigni somiglia a un film interrotto prima dei titoli di coda. Si discuterà di questo, ma non solo.

Perché a Sanremo c'è sempre un “caso” di cui parlare. E non è la parentesi più caciarona che altro che ha visto Morgan e la sua momentanea tentazione (reale?) di non presentarsi sul palco. Il caso è il caso Tiziano Ferro. La metafora calcistica, specie nella serata in cui la prima fila dell'Ariston “sfoggia” Cristiano Ronaldo (in sala a godersi Georgina Rodriguez, co-conduttrice di serata assieme alla loquace presentatrice albanese Alketa Vejsiu), è fin troppo facile. Del resto a ricorrervi sono stati più volte gli stessi protagonisti: se Amadeus è l'ala, o il mediano, della “squadra” Sanremo, Fiorello è l'attaccante, «quello che deve far gol», aveva detto nei giorni scorsi lo stesso conduttore e direttore artistico. Già, ma Tiziano Ferro? Il cantautore romano dev'essersi fatto l'idea che il suo posto rischi di essere... in panchina. Così tra la fine dell'interminabile seconda serata del Festival e l'inizio della terza, ecco nascere il caso che rischia di “rompere lo spogliatoio”. A Tiziano non era andata giù di doversi esibire, mercoledì, solo all'1 di notte, tanto da lasciarsi sfuggire un «lancio l'hashtag #fiorellostattezitto». Costringendo ieri mattina Amadeus a mettere le cose in chiaro (anche perché Fiorello non la prende bene, seppur in silenzio): «L'hashtag è #fiorelloparlaquantovuoi. Quella di Tiziano è stata una battuta infelice, ma la stanchezza fa brutti scherzi».

L'incidente diplomatico degli hashtag prosegue nel pomeriggio, quando Ferro scrive con amarezza su Instagram: «Niente, anche stasera in scaletta dopo mezzanotte. Era stato detto sarei passato prima...». Ma chiarisce che il problema non è certo Fiorello, a cui lascia un bigliettino di scuse in camerino “immortalato” su Instagram, con tanto di #tizianostattezitto e di «sono rammaricato, torno a fare il cantante». E infatti, a quasi mezzanotte e mezza, Tiziano torna a fare il cantante e va bene così. Con due canzoni. E un «grazie Sanremo» che sembra chiudere il caso. Perché la musica mette tutti d'accordo. Come la musica di Mika ed il suo omaggio a Fabrizio De Andrè. “Amore che vieni”. Straordinario, senza hashtag.

Il look del giorno

Il 18 febbraio inizia la Milano Fashion Week, e, si sa, i cinesi non ci saranno, causa coronavirus, ma almeno che invitino gli albanesi sfebbrati, così Alketa Vejsiu capisce che il rosa confettone con catenelle di strass pendenti alla festa di piazza del santo patrono fa chic ma a Sanremo fa choc.

Stasera finalissima dei Giovani

Stasera arriva Dua Lipa, la popstar da oltre 6 miliardi di streaming e la cantante più giovane in assoluto ad avere raggiunto 1 miliardo di visualizzazioni su YouTube. Attesi anche Ghali e Gianna Nannini. Regine della serata Antonella Clerici, che torna sul palco che l’ha già vista nelle vesti di conduttrice, e Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi. Tornano in scena tutti i 24 Campioni con le canzoni in gara. A esprimere il proprio voto è la Giuria della Sala Stampa. Stasera la finale delle Nuove Proposte.

La classifica generale

Al primo posto Francesco Gabbani, poi a seguire: Le Vibrazioni, Piero Pelù, Pinguini Tattici Nucleari, Elodie, Diodato, Irene Grandi, Tosca, Michele Zarrillo, Levante, Marco Masini, Alberto Urso, Giordana Angi, Raphael Gualazzi, Anastasio, Paolo Jannacci, Achille Lauro, Enrico Nigiotti, Rita Pavone, Riki, Elettra Lamborghini, Rancore, Bugo e Morgan, Junior Cally.

L'articolo nell'edizione di oggi della Gazzetta del Sud

 

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