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Sanremo 2021: la Rai spinge per l'Amarello ter. Amadeus: "Il triplete? Se c'è l'idea"

Il presentatore potrebbe fare un passo indietro rispetto a quanto detto e non chiude definitivamente la porta. Sanremo 2021 va in archivio con una finale da 10,7 milioni di spettatori con il 53.5% di share (dati assoluti che si avvicinano a quelli del 2020, 11,5 milioni ma con uno share del 60.6%, e in linea con l’ultima puntata del 2019) e con una raccolta pubblicitaria record da 38 milioni di euro

«Spero che il prossimo festival sia quello del triplete per Amadeus e Fiorello: si meritano l'applauso di quella sala». I led dell’Ariston si sono spenti da poche ore quando l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, lancia l’assist alla coppia "Amarello", che ha escluso l'ipotesi di una terza edizione consecutiva, invitandola a fare marcia indietro. «Fanno parte del patrimonio di questa azienda, quindi il patrimonio va valorizzato ancor di più», sottolinea l'ad.

«Io e Rosario pensiamo che Sanremo sia un grande evento, non un programma tv: servono energia, forza, idee», riflette il direttore artistico, che lascia aperto uno spiraglio: «L'idea ora è di fermarci un attimo. Poi se la Rai lo desidera, se il pubblico lo desidera, se si ritrova l’energia, l’idea, vediamo. Al festival si lavora per un anno o quasi, quest’anno è come se fossero stati due anni in uno». Sanremo 2021 va in archivio con una finale da 10,7 milioni di spettatori con il 53.5% di share (dati assoluti che si avvicinano a quelli del 2020, 11,5 milioni ma con uno share del 60.6%, e in linea con l’ultima puntata del 2019) e con una raccolta pubblicitaria record da 38 milioni di euro, 1 milione in più dell’anno scorso. Salini ringrazia «tutti i lavoratori della Rai, nessuno escluso, che hanno lavorato in condizioni particolarmente complicate» e rende l’onore delle armi ai due conduttori: «In questo anno maledettamente drammatico, Ama e Fiore sono riusciti a non perdersi mai d’animo, ad andare dritti, a puntare all’obiettivo», sottolinea Salini, citando tra i momenti più difficili la riunione in cui si decise di andare in onda senza pubblico: «Per un artista e per un conduttore è quasi come non avere ossigeno, è come un giocatore che non riceve l’assist, non ha nessuno che gli dà la palla. Ma loro sono andati in gol tutte le sere».

Per di più la Rai «ha vinto la scommessa dei ragazzi» e «ha portato a compimento un processo partito un po' di anni fa, diventando una media company di servizio pubblico, integrando le piattaforme». Quanto alle critiche di essere rimasto dietro le quinte, «non è mai mancata la presenza dell’azienda», replica. «Un manager fa questo, lascia giustamente la scena agli altri, se poi ci sono problemi o obiettivi che non si realizzano, se ne prende la responsabilità». Amadeus, che stando ad alcune indiscrezioni era già destinato alla panchina, pronto a cedere la squadra al nuovo mister Alessandro Cattelan, ironizza: «Anche con Conte, mentre allena, dicono che arriveranno altri allenatori, ma magari è lui che vince lo scudetto». Poi, fuor di metafora calcistica, si dice "orgoglioso» del lavoro fatto: «C'è stato un passaggio epocale nella storia del festival, un voltare pagina, prendere un’occasione al volo per cambiare qualcosa. In un momento in cui intorno c'erano tanta incertezza, confusione, paura, dubbi, non avrei mai potuto fare il festival senza Fiorello al mio fianco, mio fratello, il più grade showman che abbiamo. Insieme abbiamo cercato di fare intrattenimento, una cosa difficilissima senza pubblico». Poi torna sul futuro: «Non ho mai ipotizzato di poter fare il direttore artistico di Sanremo nella prossima edizione senza presentarlo. Per come sono fatto io sarebbe difficile lavorare dietro le quinte, non perché voglia apparire. Ho sempre fatto il giocatore in campo, non so se sarei capace di stare dietro». Ora però, ribadisce, «sono felice di tornare al mio lavoro quotidiano, fare quiz, cercare nuove idee». Le incognite restano, i vertici di Viale Mazzini sono in scadenza, ad agosto gli scade il contratto: «Spero di continuare in Rai, che è la mia casa, è motivo di orgoglio e di onore. Spero di farlo il più a lungo possibile», dice Ama. Per lui e Fiore, intanto si potrebbero schiudere le porte di un progetto in coppia su Radio2: «Siamo nati con la radio, resta il nostro grande amore».

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