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Festival di Sanremo, alle ultime prove l’applausometro segna Giorgia superstar

L'Ariston scalda i motori. Dirige le operazioni il palermitano Pippo Balistreri

Se fosse solo per la voce non ci sarebbe gara: Giorgia e poi il resto del mondo. Trent’anni dopo il suo trionfo a Sanremo con «Come saprei» è lei a strappare l’applauso più forte nelle prove del giorno prima. Si presenta da favorita... Ma spesso al Festival chi entra papa esce cardinale. Completo, pantalone in nero, tacchi alti, e poi quella voce che incanta: Giorgia, con «La cura per me», scritta con Blanco e Michelangelo, fa sussultare l’Ariston strapieno di giornalisti. Brano complesso, lei lo doma. Poco prima si era esibito un altro dei favoriti, Achille Lauro. Anche lui in nero con camicia bianca, elegantissimo (e poi sul red carpet in cappello e... veletta), riceve molto entusiasmo e consensi con «Incoscienti giovani». È la sua quarta partecipazione e mai come questa volta ha chance di vittoria. Ma forse non è la sua canzone più bella tra le quattro.

Apprezzamento per l'esibizione raffinata e potente di Noemi. Il suo è brano che guadagna molto con la versione live con orchestra. L'esibizione più emozionate è quella di Simone Cristicchi, commuove con la ballad dedicata alla mamma. Un brano emotivo. Simpatici e ironici i Coma Cose, ma occhio al valore di ciò che dicono. Non deve passare in secondo piano nonostante il motivetto sia da tormentone. I loro «Cuoricini» hanno fatto ballare la platea, ma non sono la cosa più importante del brano. Buona performance anche per Marcella Bella e Gaia – entrambe accompagnate da quattro ballerini in scena – e Rose Villain. Divertenti le esibizioni di Willie Peyote e del team di rapper capitanato da Shablo. La sorpresa è Tony Effe: composto e misurato. E la platea approva. Altro che alza l’asticella.
I 29 cantanti si alternano mentre a dirigere le operazioni è il palermitano Pippo Balistreri, direttore del palco quasi ininterrottamente dal 1981.

Olly e la sua «Balorda nostalgia» fanno abbassare le quote: occhio che in prima fila c’è il giovanotto. In sala lo sussurrano: «Vince lui». Fedez si ritrova la platea piena e sussulta: «Ah, ma è pieno?». Poi si lascia trasportare dalla musica, regalando un'interpretazione intensa e sentita del suo brano dedicato alla depressione. Alla fine sono applausi. Il resto del suo carrozzone in Liguria è tutto tranne musica. In una sorta di “squid game” sanremese dopo la Michielin (ieri sul palco con la caviglia fasciata e sul red carpet con le stampelle) tocca a Kekko dei Modà cadere dalle scale (non quelle del palco, ma dietro le quinte). Si teme la rottura di una costola, ma alla fine è il cantante stesso a tranquillizzare.

Alcuni hanno scelto look casual come i Modà, Massimo Ranieri (che ha aggiunto una giacca informale e le bretelle, accolto con un lungo applauso anche lui), Rocco Hunt, Bresh, Shablo feat Guè, Joshua, Tormento (che da veri duri indossano anche occhiali scuri). Tanti in total black: gli uomini in completo più o meno elegante, da Francesco Gabbani (molto convincente la sua esecuzione, altro in salita) a Willie Peyote. Rkomi lascia più che intravedere il petto nudo, mentre Irama arriva sfoggiando un lungo e pesante cappotto stile campagna di Russia, con tanto di alamari e mostrine. Noemi propone un lungo abito a sirena, che fa dimenticare l’epoca dei meme irridenti. Look sobrio per Elodie, in gonna e top, ma stupirà durante la settimana.

Simone Cristicchi, Brunori Sas e Lucio Corsi sono pronti a contendersi il premio della critica. Il calabrese è l’autore più autore e alla fine delle prove augura a tutti «buon travaglio». Da stasera. A tutti.

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