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L'orologio dell'Apocalisse mai così vicino a mezzanotte: 89 secondi alla catastrofe globale

Le lancette dell’orologio dell’Apocalisse non sono mai state così vicine a mezzanotte. Ferme a 90 secondi ormai da due anni, oggi sono spostate di un secondo: un’azione simbolica, quella del Comitato per la scienza e la sicurezza del Bulletin of the atomic scientists, l'organizzazione di scienziati al servizio della pace che ogni anno scandisce il tempo che manca alla catastrofe globale. Lo fa dal 1947, due anni dopo la fondazione dell’organizzazione da parte di Albert Einstein, e mai nei suoi 77 anni l’organizzazione aveva portato la lancetta dei secondi tanto vicina al limite. Se un tempo considerava solo la guerra nucleare, oggi comprende anche le minacce legate al cambiamento climatico, alla biologia e alle nuove tecnologie. Le tendenze che lo scorso anno avevano destato molte preoccupazioni non sono state affatto arginate, «nonostante gli inequivocabili segnali di pericolo», scrive il comitato presieduto dal fisico Daniel Holz, dell’Università di Chicago, e del quale fanno parte del Nobel per la Pace Juan Manuel Santos e il fisico Robert Socolow, professore emerito dell’Università di Princeton. «Continuare ciecamente sulla strada attuale è una forma di follia. Stati Uniti, Cina e Russia hanno il potere collettivo di distruggere la civiltà» e di conseguenza «hanno la responsabilità primaria di riportare il mondo indietro dall’orlo del baratro, e possono farlo se i loro leader iniziano seriamente a discutere in buona fede delle minacce globali», dicono i ricercatori. Spostare le lancette avanti di un secondo è, rilevano, un "segnale forte: poiché il mondo è già pericolosamente vicino al precipizio, lo spostamento anche di un solo secondo dovrebbe essere considerato un’indicazione di pericolo estremo». Per quanto riguarda le guerre, gli scienziati temono che possano sfuggire al controllo quelle in Ucraina e in Medio Oriente.

«I Paesi che hanno armi nucleari stanno aumentando le dimensioni e il ruolo dei loro arsenali, investendo centinaia di miliardi di dollari in armi che possono distruggere la civiltà. Il processo di controllo degli armamenti nucleari sta collassando e i contatti ad alto livello tra le potenze nucleari sono del tutto inadeguati di fronte al pericolo che incombe», osserva il comitato. Preoccupano anche le conseguenze del cambiamento climatico, in deciso aumento con eventi come alluvioni, cicloni, ondate di calore, siccità e incendi. «La crescita dell’energia solare ed eolica è stata impressionante, ma rimane insufficiente per stabilizzare il clima», dicono gli scienziati, e «a giudicare dalle recenti campagne elettorali, il cambiamento climatico - aggiungono - è considerato una bassa priorità negli Stati Uniti e in molti altri Paesi». Da tenere d’occhio, avverte il comitato, sono anche le malattie emergenti come l’influenza aviaria, «il rischio che terroristi o Paesi possano raggiungere la capacità di progettare armi biologiche per le quali non esistono contromisure» e le applicazioni a scopo militare dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie spaziali.

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