Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Retrocessioni sì, scudetto forse: il calcio vara il piano B

Retrocessioni e promozioni di sicuro, scudetto forse. Mentre Cristiano Ronaldo avvia il suo conto alla rovescia per la Coppa Italia e il calcio italiano entra nella sua zona rossa in cui una nuova positività rimetterebbe tutto in discussione, la Figc vara definitivamente il piano B in caso la ripresa del campionato del 20 giugno non filasse liscia fino
al compimento del calendario, per il quale c'è tempo fino al 20 agosto.

Qualsiasi sia il percorso - anche con stop and go ripetuti o con un fermo definitivo - si arriverà a stabilire tutte le posizioni dalla A alla C, tranne quella dei Campioni d’Italia che potrà essere assegnata solo dal campo: per campionato finito, per play off o per matematica certezza in
caso di stop definitivo, ma mai con l’algoritmo.

«Non è la mia vittoria sulla Lega di A - ha detto il presidente federale, Gabriele Gravina, riferendosi alla volontà della massima serie di bloccare le retrocessioni - ma la vittoria del calcio: speriamo che l’algoritmo non serva mai, e che i campionati si chiudano regolarmente». Il n.1 di via Allegri non ha nascosto la speranza che di qui a 2 settimane anche la quarantena sia alleggerita (da collettiva a
individuale) per evitare nuovi stop.

La serie A ha votato contro in consiglio difendendo la delibera per il no alle retrocessioni votata venerdì, ma il dettagliato percorso di ipotesi stabilito a maggioranza in Figc (18 contro 3, tutti contro Dal Pino, Marotta e Lotito) è un argine ai rischi di nuovi contagi e di inopinate chiusure. E perfino contro le ipotesi di 'trucchi'. Per chi non dovesse
rispettare il protocollo, saltando i tamponi o eventualmente
occultando positività, c'è perfino il rischio esclusione dal
campionato.

Il calcio ha varcato in queste ore la soglia della sua zona rossa, da qui al 20 giugno: un nuovo caso costringerebbe alla quarantena tutta una squadra per i prossimi 14 giorni, mettendo di nuovo a rischio il calendario che diventa sempre più stretto. «Se qualche società nascondesse un positivo, per buttarlo in mezzo nel momento preferito, ci troveremmo con una banda di delinquenti. Servirebbe la
magistratura», ha tuonato il presidente del Frosinone terzo in
B, Maurizio Stirpe, riferendosi alla terribile 'ipotesi di scuola' circolata nelle ultime ore.

Ipotesi di scuola è il termine usato anche dal presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, per definire la volontà espressa solo tre giorni fa dalla Lega di A di bloccare le retrocessioni: una posizione neanche messa ai voti oggi in Figc, difesa dai tre consiglieri della A ma che sin dall’inizio era apparsa una battaglia persa. Era stata votata dai medio-piccoli club, da Cairo a Ferrero, dal Bologna al Lecce, con il voto contrario del Milan e l’astensione di Lazio Roma e Napoli, e ora per molti vale solo come 'conta'  interna alla Lega di A. Senza poter spostare la bilancia in Figc, i club avevano provato fino all’ultimo a incidere sulle retrocessioni, chiedendo un compromesso che le riducesse da tre a due.
Ma la federazione è andata avanti sulla sua strada.

Si gioca per salvarsi, essere promossi, andare in Champions, vincere lo scudetto. Serie A e B con la stagione regolare, oppure play off e play out se ce ne sarà tempo, o ancora classifica + algoritmo se non ne rimarrà; la C ferma il campionato, congela la classifica applicando l’algoritmo, promuove Vicenza, Monza e Reggina e retrocede Gozzano (che annuncia ricorsi, pur sapendo che le norme dell’emergenza Covid danno questo potere alla Figc e abbreviano i tempi della giustizia sportiva e amministrativa), Rimini e Rieti. Per la quarta promossa e la quarta retrocessa, play off e play out dal 5 luglio.

La A donne si ferma qui, e dalle calciatrici arriva l’ennesimo appello: fateci ripartire da professioniste. Per il resto, il consiglio federale ha rafforzato il pool della Procura federale per controllare l’attuazione del
protocollo anti-Covid, con 31 esperti del settore medico, ha stabilito sanzioni pesanti per chi 'bara'  e ha fissato le finestre del mercato (dall’1 settembre al 5 ottobre e dal 4 al 31 gennaio). Non si è invece discusso del prolungamento del termine dei contratti in scadenza, attualmente al 30 giugno, come consentito dalla Fifa.

L’Aic ha ricevuto dalla Federcalcio la rassicurazione di una convocazione a breve, ma il sindacato è preoccupato anche dal taglio degli ingaggi che ancora aleggia: Lotito in consiglio ha ribadito la necessità di un taglio di due mensilità, mentre un’ipotesi che non
dispiacerebbe all’Aic è dividere per 14 mensilità l’ingaggio di questa stagione e poi per 10 quello della prossima.

 

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