Sabato, 04 Luglio 2020
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Calcetto e sport di contatto, Spadafora a Conte: "Non decide il Cts"

Il parere del Cts non è dirimente, sulla ripresa degli sport di contatto di base - dal calcetto al taekwondo - deve decidere il governo.

È una posizione chiara - come la linea di demarcazione che segna all’interno dell’Esecutivo - quella espressa dal ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora con una lettera al premier, Giuseppe Conte, e al ministro della Salute, Speranza. Spadafora non ci sta e scende in campo rivolgendosi direttamente a Conte perché il 'no' del Comitato tecnico scientifico alla ripresa degli sport da contatto diventi un «sì».

Dopo essersi detto in disaccordo con il parere del Cts, confermando il suo «parere positivo in attesa di quello del ministro Speranza», oggi Spadafora ha scritto sottolineando che, «pur riconoscendo l’alto valore del lavoro svolto in questi mesi dalle autorità sanitarie, il parere del Comitato tecnico scientifico sugli sport di contatto non è del tutto dirimente», ricordando che «le valutazioni di specie non spettano esclusivamente al Cts ma al Governo, che, nella piena assunzione delle proprie responsabilità, si determina sulla base del contesto generale, in ordine ad un quadro di valutazioni più ampie e approfondite».

Spadafora ricorda che «diventa sempre più difficile spiegare il motivo di posizioni del tutto intransigenti e, nello specifico, dell’impossibilita di individuare soluzioni e percorsi che, a certe condizioni, possano consentire la ripresa degli sport di contatto e soprattutto delle attività sportive amatoriali (partite di calcetto, beach volley, pallavolo, ecc.)» ed auspica che «il Consiglio dei Ministri possa quanto prima elaborare una linea univoca e fornire le risposte chiare che il Paese attende».

E per sottolineare l’incongruenza del no, cita gli assembramenti consentiti in «manifestazioni politiche» o «eventi sportivi». «So bene quanto importante sia il rispetto delle norme di distanziamento fisico ma non credo si possa prescindere dall’osservazione empirica di quanto accade».

La decisione del Cts ha suscitato non poche polemiche: in una nota congiunta Federbasket, Federvolley e Federazione Italiana Giuoco Handball esprimono «tutta la propria delusione per un veto che blocca ulteriormente, non solo l’attività sportiva delle proprie discipline, bensì la grande maggioranza dello sport italiano». Il presidente della Federazione italiana Taekwondo, Angelo Cito, definisce «incomprensibile» la decisione del Cts di non autorizzare gli sport da contatto «e soprattutto la generalizzazione che se ne fa.

La decisione del Cts di non autorizzare ancora oggi gli sport come i nostri si fa fatica davvero a comprenderla», si rammarica Cito. Per il sen. Claudio Barbaro, presidente di ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane, «quello che passa con il no del Cts è, nella percezione generale, un messaggio di diseguaglianza e diseducativo: una volta risolto il problema del Calcio di Serie A, tutto il resto sembra poter attendere».

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