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IMOLA

Ciclismo, al via i Mondiali: Ganna e Nibali a caccia del trionfo tricolore

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Vincenzo Nibali

Il santuario dei motori, l’autodromo 'Enzo e Dino Ferrari' di Imola, per quattro giorni verrà prestato al ciclismo. Il Mondiale 2020 non era previsto in Italia, si sarebbe dovuto svolgere nel Canton Vallese ma le restrizioni in vigore in Svizzera fino a fine mese hanno costretto la federazione mondiale alla cancellazione. Il Bel Paese, dove il ciclismo gode di passione e vanta tante capitali locali, è occorso con diverse candidature per ospitare il sempre prestigioso evento iridato seppur quest’anno sia dimezzato (non si svolgeranno le categorie giovanili).

Nel ciclismo, si sa, la maglia arcobaleno è tutto. Ad essere prescelta è stata l’Emilia Romagna, in particolare l’autodromo di Imola dove ci sono ampi spazi e tutto è già organizzato a settori che consentono di garantire quel necessario distanziamento sociale tra gli addetti ai lavori e i 2.246 spettatori ammessi. In questo luogo sacro per i motori, l’1 settembre del 1968, Vittorio Adorni conquistò il titolo mondiale, dieci anni dopo l’ultimo italiano, Ercole Baldini, quindici dopo il mitico Fausto Coppi.

L’Italia del ciclismo ai Mondiali ha quasi sempre ben figurato ma adesso il titolo professionisti (oggi Elite) su strada manca da oltre un decennio: dal 2008 quando a Varese, Alessandro Ballan vinse davanti a Damiano Cunego per una doppietta azzurra che non si registrava dal 1972 (Marino Basso-Franco Bitossi). Sarà proprio la gara Elite maschile in agenda domenica quella più attesa. Saranno 259 chilometri (5.500 metri di dislivello) tutti da vivere con alcuni dei big reduci dalle fatiche del Tour de France conclusosi domenica scorsa sui Champs-E'lysees. Il tracciato di 28,8 km da ripetere nove volte presenta due salite, quella del 'Mazzolanò con una pendenza media del 6,1% e quella del 'Gallisternà lunga come la precedente (2,7 km) ma con una conformazione differente.

Il percorso sembra essere fatto 'su misura' per diversi corridori, dal francese Julian Alaphilippe allo svizzero Marc Hirschi, dal belga Wout van Aert (vincitore di Strade Bianche e Milano-Sanremo 2020) allo scalatore transalpino Thibaut Pinot. Osservato speciale è lo sloveno Tadej Pogacar, fresco vincitore del Tour davanti al connazionale Primoz Roglic (quest’ultimo gareggerà solo nella prova in linea). Attese, e anche parecchie, sulla squadra azzurra con la stella Vincenzo Nibali che ha rinunciato al Tour proprio per concentrarsi prima sul Mondiale e poi sul Giro d’Italia (dal 3 ottobre). Non sarà al via Peter Sagan, iridato tre volte dal 2015 al 2017. Il Mondiale di Imola - il 14/o in Italia (il primo fu a Milano nel '26) - si aprirà domani con la cronometro individuale donne.

La grande favorita è Chloè Dygert, star del ciclismo USA che tenterà il bis dopo il dominio dello scorso anno a Yorkshire. In crescita sono date le cronowomen olandesi, in primis Anna van der Breggen che dopo quattro argenti, gli ultimi tre consecutivi, andrà all’assalto dell’oro. Venerdì sarà la giornata della crono maschile. Rohan Dennis, australiano, punta alla terza vittoria consecutiva dopo i successi a Innsbruck e nello Yorkshire. Una vittoria a Imola lo vedrebbe eguagliare il record del suo connazionale Michael Rogers (tre titoli, 2003-2005). Dal Belgio il pericolo per Dennis si chiama Victor Campenaerts, bronzo alcune settimane fa agli Europei di Plouay e terzo ai Mondiali di due anni fa. Fari puntati anche sull'olandese Tom Dumoulin. Sul percorso di 32 km lotterà per una medaglia anche l’italiano Filippo Ganna, bronzo nel 2019 e già campione iridato dell’inseguimento su pista. Sabato sarà il turno della prova donne Elite.

La campionessa in carica Annemiek van Vleuten non potrà difendere la maglia iridata causa la caduta (polso fratturato) la scorsa settimana al termine della settima tappa del Giro d’Italia femminile quando era leader della classifica. Senza Van Vleuten, la favorita va sempre ricercata nella squadra dei 'tulipanì ed è Anna Van der Breggen. L’Olanda inseguirà il quarto trionfo consecutivo dopo Chantal Blaak (2017), Van der Breggen (2018) e Van Vleuten (2019). Il resto del mondo spera di succedere alla danese Amalie Dideriksen che vinse nel 2016 in Qatar.

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