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Nations League, l'Italia conquista il terzo posto: battuta l'Olanda 3-2. Mancini: buona partita

Roberto Mancini

MARCATORI: 6'pt Dimarco, 20'pt Frattesi; 23'st Bergwijn, 28'st Chiesa, 45'st Wijnaldum
OLANDA (4-3-3): Bijlow 6; Dumfries 6, Geertruida 5.5 (1' st Wijnaldum 7), Van Dijk 6, Aké 6; Wieffer 5.5 (32'st Veerman 6.5), De Jong 5.5, Simons 6 (18' st Koopmeiners 6); Malen 5.5 (1' st Bergwijn 6.5), Gakpo 5.5, Lang 6 (1'st Weghorst 6.5). In panchina: Flekken, Noppert, Blind, Botman, Malacia, Timber, De Roon. Allenatore: Koeman 5.5
ITALIA (4-3-3): Donnarumma 6.5; Toloi 6, Acerbi 6, Buongiorno 7, Dimarco 7 (29'st Spinazzola 6); Frattesi 8, Cristante 6.5, Verratti 6.5 (40'st Barella sv); Raspadori 6.5 (18'st Chiesa 7), Retegui 6 (40'st Pellegrini sv), Gnonto 5.5 (19'st Zaniolo 6) . In panchina: Vicario, Meret, Bonucci, Darmian, Di Lorenzo, Jorginho, Immobile. Allenatore: Mancini 6.5
ARBITRO: Nyberg (Svezia) 6.5
NOTE: pomeriggio sereno, terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Dimarco, Barella, Acerbi, Weghorst. Angoli: 9-3 per l'Olanda. Recupero: 6'; 9'.

L’Italia di Roberto Mancini batte l’Olanda e si aggiudica il terzo posto della Nations League, togliendosi una piccola soddisfazione dopo la sconfitta beffa in extremis contro la Spagna in semifinale. Allo stadio De Grolsch Veste di Enschede gli Azzurri s'impongono 3-2 grazie alla rete di Dimarco, al primo sigillo in Nazionale di Frattesi e al gol di Chiesa, mentre a nulla serve il lampo olandese di Bergwijn e la zampata nel finale di Wijnaldum (poco prima annullato dal Var anche un gol a Weghorst per fuorigioco).

Passano appena sei minuti dal fischio d’inizio e gli Azzurri sbloccano subito il risultato grazie a Dimarco: Frattesi crossa da destra, la palla arriva sui piedi di Raspadori che controlla e di suola serve il laterale interista, bravo ad indovinare il mancino di prima intenzione che vale l’1-0.
Gli Oranje provano a reagire ma di fatto non portano mai seri pericoli dalle parti di Donnarumma, mentre l’Italia continua a premere e al 20' trova anche il raddoppio: il gol lo firma Frattesi, che controlla di petto un tiro di Gnonto deviato e di mancino batte Bijlow.
Soltanto nel finale di frazione l’Olanda crea la prima vera palla gol con Gakpo che, servito da Simons, fallisce da pochi passi la rete che avrebbe accorciato le distanze.

Nelle prime battute della ripresa la nazionale di Koeman tenta di aumentare i giri del proprio motore, andando nuovamente subito ad un passo dal gol ancora con Gakpo, stavolta murato da un attento Donnarumma, che però non può nulla al 68' sull'iniziativa di Bergwijn che riporta a galla i suoi. Nel momento di maggior sofferenza della gara, ci pensa poi il neo entrato Chiesa a riportare momentaneamente il sereno tra le fila azzurre: lo juventino al 73' riceve da Frattesi e fulmina il portiere per il gol del 3-1 con un bel mancino in diagonale.
Nel finale l’Olanda si vede annullare dal Var un gol di Weghorst per fuorigioco, ma prima dell’inizio dei 9 lunghissimi minuti di recupero, gli Oranje riescono comunque ad accorciare nuovamente con Wijnaldum. Entrati nell’extra-time Pellegrini fallisce clamorosamente quello che sarebbe stato il definitivo colpo del ko, poi succede poco altro: al triplice fischio resiste il 3-2 dell’Italia.

Dopo la vittoria nella finale per il 3° e 4° posto della Nations League contro l’Olanda a Enschede, gli azzurri di Roberto Mancini riprenderanno il loro cammino nelle qualificazioni europee a settembre: sabato 9 saranno di scena a Skopje contro la Macedonia del Nord, mentre il 12 affronteranno l'Ucraina allo stadio 'Giuseppe Meazza' di Milano.

Mancini sorride: "Abbiamo tante soluzioni diverse"

«Abbiamo giocato una buona partita, specie nel primo tempo, e poi vincere è sempre importante». Sono le prime parole di Roberto Mancini, dopo la vittoria per 3-2 sull'Olanda nella finale per il terzo posto di Nations League. «Da questo risultato traggo indicazioni buone - ha aggiunto ai RaiSport il ct azzurro - Abbiamo tante soluzioni interessanti. Nel secondo tempo, per esempio, ho inserito Chiesa e Zaniolo esterni e l’attacco era più fisico, mentre nel primo eravamo più leggeri e tecnici».

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