
«Jannik Sinner non si accontenterà di aver raggiunto la vetta del mondo, è destinato a migliorarsi ancora, è un campione che non conosce l’appagamento, è questa la sua forza». Parola di Vincenzo Santopadre, ex giocatore, coach di Matteo Berrettini fino alla fine dello scorso anno e oggi nel team del francese Luca Van Assche.
Da capitano dell’Atp Cup è stato molto vicino all’altoatesino, ha buonissimi rapporti con Simone Vagnozzi e spiega all’Agi che se gli sarebbe ovviamente piaciuto parecchio allenare Sinner, il motivo non risiede nel fatto che sia diventato il primo azzurro numero uno del mondo della storia, «ma perchè lo trovo un ragazzo eccezionale dal punto di vista umano». E’ proprio la sua mentalità «fuori dal comune», chiarisce, a renderlo il grande campione che ha conquistato il mondo: «Intanto non si è fatto travolgere dalla fama, la ricchezza e la notorietà che gli sono piombate addosso, rendendolo una star che ha su di sè gli occhi di tutta l’Italia, non solo di quella appassionata di tennis. Ma, soprattutto, è un ragazzo che impara da tutto, dai momenti d’oro e dai periodi sfortunati come quello che ha appena attraversato con lo stop dovuto all’anca destra - spiega - sa che non deve correre per ritrovare in fretta lo stato di forma che aveva prima di Madrid, è un tennista che sa quando bisogna aspettare. I miglioramenti saranno dettati proprio dalle esperienze che Sinner sta vivendo».
Jannik ha migliorato il servizio ("sia nell’esecuzione, sia tatticamente") e uscirà dal Roland Garros con un bagaglio più ricco sulla terra battuta, «con una sicurezza maggiore nelle verticalizzazioni e nelle discese a rete». (AGI)
Sp4/Cau (Segue)
(AGI) - Roma, 4 giu. - Ora che ha trovato anche il back, il rovescio è molto vicino alla perfezione ma, analizza Santopadre, non basterà nè a lui nè al suo team: «Vagnozzi mi ha raccontato che hanno lavorato tanto per trovare il rovescio in back migliore per lui. Ma non si fermeranno, perchè sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni anche quando le cose vanno benissimo. Se Sinner è il campione che si migliorerà ancora i meriti vanno senz'altro a lui ma anche alle persone che gli stanno accanto».
Ora nel cotè sentimentale del team, ma con una presenza importante anche in tribuna è entrata la tennista russa Anna Kalinskaya e Santopadre è convinto che anche lei potrà essere decisiva nella crescita del campione: «Una relazione con un tennista non è semplice per chi appartiene a un altro mondo - chiarisce - avere al tuo fianco una persona che vive le tue stesse esperienze, che capisce le tue esigenze, che puoi incontrare nei tornei 'combined’è sicuramente un vantaggio».
C'è un solo fattore, a questo punto, che può minacciare il volo ad ali spiegate di Sinner: l’anca che lo ha fermato a Madrid costringendolo poi al ritiro dagli Internazionali d’Italia: «E' sicuramente una fonte di preoccupazione, perchè si sollecita molto nel tennis moderno - spiega Santopadre - sono convinto che quella di Jannik fosse sotto osservazione da tempo e da come è stata gestita la situazione dopo Madrid, sono sicuro che sia lui sia il suo team non correranno rischi inutili. E’ ciò che serve per assicurargli una lunga carriera al top, insieme alla fortuna che aiuta sempre e alla tenacia».
La tenacia di Sinner, Santopadre l’ha osservato, racconta, parecchi anni fa, quando era ancora allenato da Riccardo Piatti: «Stava entrando in campo per allenarsi con Matteo Berrettini e Piatti li sfidò: «Vi do 100 dollari se con la prima palla a disposizione riuscite a fare 300 scambi». Ovviamente non sbagliarono un colpo.
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