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I funerali del Principe Filippo: quando il dramma storico va a braccetto con la telenovela

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C’erano, contemporaneamente, tutta la regalità dei Windsor e tutta la normalità di una famiglia borghese. E la morte, che può mettere ogni cosa nella giusta posizione

Nessun regista al mondo avrebbe mai potuto mettere in scena una cerimonia così composta, sobria e simbolica come quella che il Principe Filippo di Edimburgo, per 18 anni, ha pianificato per i suoi funerali. L’imponderabilità degli eventi ha contribuito a definire quei dettagli che neanche lui era riuscito a prevedere ed è così che il suo addio al mondo, amplificato dalle scelte imposte dalla pandemia e dalle situazioni familiari contingenti, è diventato una ulteriore rappresentazione della teatralità della monarchia inglese.

Nel funerale di Filippo c’erano, contemporaneamente, tutta la regalità dei Windsor – schierati in corteo con più medaglie del generale Figliuolo – e tutta la normalità di una famiglia borghese – con le quotidianità di vizi e virtù. Due storie che camminavano parallele, rendendo i partecipanti di volta in volta protagonisti di un dramma – come la circostanza dettava – ma che, inevitabilmente sfumava nella telenovela. Sopra tutto e tutti, l’intangibilità del dolore di Elisabetta, che sarà anche la più iconica regina esistente, ma il cui ruolo era quello della vedova che aveva perso l’uomo che le stava accanto da 73 anni. Un’immagine fragile e potente allo stesso tempo, quella di Queen Elizabeth vestita di nero, lei che indossa colori e cappelli improponibili, ma la cui scelta di sedere senza nessuno accanto manifestava la consapevolezza di regnare, da sola.

Dietro la simbologia del calesse con i guanti e il cappello di Filippo, delle perle di Kate già appartenute a Diana, degli onori tributati a un uomo che avrebbe voluto servire il Regno come militare più che come marito, di una jeep utilizzata come carro funerario, però, c’era in agguato la telenovela. Ed era un attimo, nelle fotografie del real passato coniugale che le tv mandavano in onda, immaginare Elisabetta e Filippo quasi come Sandra e Raimondo, vedere la distanza mantenuta nel corteo fra Harry e William come una ordinaria storia di liti fra fratelli, nella rigidità di Anna la presunzione del ruolo, nella espressione di Carlo il peso di un futuro incerto, nella emarginazione di Harry durante la cerimonia l’immagine del gran rifiuto, in quella di Andrea la sanzione per le sue allegre frequentazioni, per finire col quadretto idilliaco della famiglia di Edoardo, defilato ultimogenito della regina.

Tanto regalmente austero nella forma, tanto banalmente popolare nella sostanza, il funerale del Principe Filippo ha dimostrato che la morte può rimettere ogni cosa nella giusta posizione. Rotte le righe del corteo, all’uscita dalla cappella, la telecamera ha indugiato per un attimo sui figli di Carlo improvvisamente vicini, e lì si è capito che anche un funerale può essere utile.

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