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Ma sono matrimoni o corride? E alla fine quale sentimento vince?

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Quando il conduttore diventa il vero marchio di fabbrica di una trasmissione si deve acquistare il pacchetto completo...
Quattro matrimoni, visto in tv, Costantino della Gherardesca, Sicilia, Televisione
Costantino della Gherardesca

Quando il conduttore diventa il vero marchio di fabbrica di una trasmissione si deve acquistare il pacchetto completo. E così ha fatto Sky che ha preso il blocco Costantino della Gherardesca e Pechino Express, che trasmetterà nel 2022 dopo anni di messa in onda su Raidue. Nel frattempo però, Sky ha ben pensato di utilizzare l’ironia e il cinismo del nuovo acquisto per dare nuovo slancio ad altro suo format, ovvero Quattro matrimoni. E infatti la competizione fra quattro spose che con le loro nozze si sfidano per aggiudicarsi il viaggio di nozze, prima trasmessa su TV8, è passata in pompa magna su Sky uno.
Non c’è dubbio che i contrappunti di Costantino della Gherardesca siano fondamentali per ridimensionare le ambizioni delle spose, ciascuna convinta che la propria cerimonia sia il top dell’eleganza, così come sa riportare alla giusta dimensione le critiche quando, sempre con ironia, sostiene che ciascuna è libera di organizzare come meglio crede il giorno più bello della sua vita.
Ecco, appunto, il giorno delle nozze, quello al quale si arriva già stressati per l’ansia del passo e la tensione per la riuscita, viene trasformato nell’arena di una corrida, nella quale la sposa è infilzata non solo dalle eventuali critiche degli invitati, ma soprattutto dalla strategia delle competitrici.
Costantino della Gherardesca fa risaltare ancora di più e meglio questo aspetto che, al di là del gioco, diventa quasi una crudeltà, quando le signore, intorno al tavolo, arrivano alla resa dei conti e dei voti. Ben misero è il premio di fronte alle cattiverie espanse che si scambiano, le mortificazione patite per i giudizi non valgono il soggiorno in una spa, ci vorrebbe almeno un tour di un mese con volo business e albergo a 7 stelle.
Ma soprattutto, ciò che balza agli occhi è che i mariti sono una figura di mero contorno, un necessario orpello per poter partecipare alla competizione. Per questo non critichiamo il format, che, alla fine, riesce a far ridere e fornisce utili suggerimenti, per il discrimine fra sobrietà e l’eccesso, disegnando una linea sottile fra il desiderio di far di più e il trash. Il vero cattivo gusto, crediamo, invece, sia proprio nella volontà di partecipare al programma, rendendosi disponibili a mettere alla berlina anche i sacrifici di coloro che hanno contribuito a pagare tutto l’ambaradan delle nozze. Per questo motivo pregheremmo le spose di non fregiarsi di attributi come “romantica” o “di classe”, quando, alla fine, mostrano sentimenti del tutto incompatibili e riducono il loro giorno più bello a un qualsiasi sciocchezzaio.

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