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"Un professore"... Filosofia? No, un mobile componibile (come quelli dell'Ikea)

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"Un professore". Claudia Pandolfi e Alessandro Gassmann

Preferite i professori anni 70 del Collegio di Raidue o un Professore della fiction di Raiuno? Potete scegliere senza alcun condizionamento, considerato che sono tutti personaggi di fantasia, modellati con una buona percentuale di approssimazione sulla realtà. Quanto agli studenti, quelli del reality di Raidue sono ragazzi che con la scusa di riprendere gli studi cercano una alternativa in tv e, probabilmente, grazie al seguito sui social, si guadagneranno ulteriori spazi nell’universo mondo della comunicazione, mentre quelli della fiction devono rappresentare tutte le varie sfumature e problematiche adolescenziali e scolastiche, neanche se la classe fosse formata col manuale Cencelli.

Un professore, anzi, il professore di Raiuno è, ovviamente, docente di filosofia. Diciamo ovviamente, perché, fra tutte le materie scolastiche, la filosofia è la scelta più scontata per il dialogo con gli studenti, ma soprattutto la più immediata per creare empatia con il pubblico. Poiché ogni puntata prende lo spunto dalle teorie di grandi pensatori per creare un legame con la trama contemporanea, si comprende come la fiction abbia l’aspirazione, alta, anzi troppo alta, di voler diventare una sorta di compendio teorico - pratico in cui la formazione culturale va di pari passo con quella adolescenziale. Il che è una sorta di ossimoro, perché non dobbiamo dimenticare che siamo su Raiuno.

A ricordarci, infatti, che siamo sulla rete generalista, che non sono i ragazzi della terza C ma che a fare solo lezioni di filosofia poi il pubblico rischia di cambiare canale, ci pensa tutto il resto, così “Un professore” diventa un contenitore di stereotipi che si possono assemblare come un mobile componibile, anche senza brugola. Ne consegue che il professor Dante, in quanto interpretato da Alessandro Gassman è un uomo affascinante, in quanto separato è in cerca di un’anima gemella, in quanto padre assente è in conflitto con il figlio, in quanto professore di filosofia è anticonformista per definizione, in quanto protagonista di una fiction di Raiuno alla fine delle sei puntate – salvo seconda serie – deve innamorarsi e riconciliarsi con l’amore, il figlio, il passato e il preside.

Se, brutalmente, volete sapere se si tratta di un prodotto interessante, la risposta è ni, perché non ci pare abbia slancio e sia coinvolgente. Quanto alle nostre banali perplessità, ci siamo chiesti perché mai su Raiuno i filosofi non sono spiegati cronologicamente come a scuola e ci siamo anche risposti: è una fiction.

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