Lunedì, 20 Settembre 2021
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Ologrammi e "realtà mista": il dono dell’ubiquità nel futuro dell’hi-tech?

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Quale sarà la prossima rivoluzione nell’informatica dopo l’era degli smartphone? Microsoft è pronta a scommettere sulla “realtà mista” e lancia la sfida con Mesh, la piattaforma abilitata per la grande rete in cui sarà possibile migliorare le riunioni virtuali (utili per il lavoro, la telemedicina, formazione, concerti, allenamenti sportivi, o più semplicemente le interazioni interpersonali), a tal punto da potersi sentire fisicamente presenti nella stessa “stanza”.  Il servizio in cloud (basato sulla piattaforma Azure) ideato dalla  compagnia di Redmond, infatti, permetterà agli utenti di trasformarsi in un ologramma (in modo fotorealistico) e condividere oggetti virtuali in 3D, muoversi e interagire attraverso il proprio avatar, per incontri a distanza  sempre più “realistici” grazie alla realtà mista, virtuale e aumentata.

 

I nostri avatar 3D in uno spazio virtuale condiviso

Le persone, rappresentate come avatar 3D in uno spazio virtuale condiviso, anche grazie all’audio “spaziale”, riescono a capire dove si trovano rispetto agli altri utenti, muovendosi e interagendo con ognuno dei partecipanti, avendo l’opportunità di importare, mostrare e “maneggiare” ologrammi tridimensionali già predisposti o di servirsi di strumenti di design 3D per plasmarne nuovi “oggetti”.

Un prototipo di app già realizzato è utilizzabile per adesso soltanto con i visore HoloLens, ma il progetto ha l’ambizione di far sì che chiunque possa partecipare a incontri virtuali senza dispositivi ottici  Ar o Vr, utilizzando anche smartphone, tablet o pc. Una facilità di utilizzo che, secondo Microsoft, nei prossimi questa tecnologia invaderà il mercato tra consumatori e imprese.

Mit: ologrammi tridimensionali in tempo reale anche sullo smartphone

Dobbiamo aspettarci, quindi, che il dono dell’ubiquità o, meglio, della bilocazione (o multilocazione se preferite) non sarà più una prerogativa dei santi o degli asceti, ma sarà consentita anche ai comuni mortali?  Siamo davvero di fronte alla realizzazione dei sogni di Morton Heilig, Jaron Lanier  o dei visionari del cyberpunk? Forse è ancora troppo presto per affermarlo con certezza, ma una speranza la danno pure i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che hanno annunciato sulla rivista Nature un nuovo sistema di intelligenza artificiale capace di creare ologrammi tridimensionali in tempo reale, perfino sullo smartphone.

Visori Microsoft per le forze armate Usa

Nel frattempo, in attesa di questo “paradiso virtuale”,  Microsoft resta dentro i confini della realtà… aumentata, aggiudicandosi un contratto governativo negli Usa da 22 miliardi di dollari per la realizzazione di visori da destinare alle forze armate. Grazie all'augmented reality ai soldati sarà consentita una visione potenziata dei luoghi circostanti, attraverso scritte, ologrammi ed elementi che arricchiranno lo spazio di informazioni e “superpoteri” fino ad oggi impensabili.

In arrivo i i nuovi occhiali Apple per la “augmented reality”?

All’appuntamento con il futuro, naturalmente non può mancare Apple.  In un’intervista al New York Times, l’amministratore delegato Tim Cook ha affermato che nei prossimi mesi sarà proprio la realtà aumentata a cambiare le regole del mercato hi-tech. E c’è chi è pronto a scommettere che durante la Worldwide Developers Conference, la conferenza annuale dedicata agli sviluppatori (7-11 giugno), il colosso fondato da Steve Jobs sia pronto ad annunciare i nuovi occhiali che potrebbero segnare la prossima avanguardia della “augmented reality”.

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