Sabato, 25 Settembre 2021
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Venezia, "Il buco" Premio Speciale della giuria. Frammartino: "Grazie alla Calabria"

A "Il buco" di Michelangelo Frammartino (Italia, Francia, Germania) il Premio speciale della giuria della 78esima Mostra del cinema di Venezia. Il regista, ricevendo il premio, ha detto «grazie al direttore che ci ha invitato al concorso, alla giuria e ai compagni di viaggio, al grande speleologo calabrese Antonio La Rocca, grazie ai produttori che hanno creduto in questo salto nel buio. Grazie agli speleologi che si prendono cura del buio e di tutto ciò che non ha ancora forma e grazie alla Calabria, la regione più bella di Italia».

Il Buco" è l'Abisso del Bifurto sulle pendici del Pollino

È ambientato nell’Abisso del Bifurto, grotta di origine carsica detta anche "Fossa del Lupo", il film "Il buco". La pellicola girata in quei luoghi dal regista di origini calabresi, racconta l’impresa compiuta nel 1961 da un gruppo di speleologi calatisi a quasi 700 metri sottoterra dove venne scoperta l’allora seconda grotta più grande del mondo. Solo due superstiti, entrambi ultraottantenni, di quella spedizione Beppe De Matteis e Giulio Gècchele, hanno assistito alla proiezione del film al Lido che ha contato 10 minuti di applausi.
L'abisso del Bifurto, nel territorio del comune di Cerchiara di Calabria, è un profondissimo inghiottitoio che scende in verticale per 683 metri esempio dell’attività carsica sulle pendici del Pollino. Occupa il quarantesimo posto nella graduatoria delle grotte più profonde del mondo ed è, secondo gli speleologi, una delle cavità più difficili dell’intero Mezzogiorno.

Soddisfazione di Pino Citrigno, allora direttore della Calabria Film Commission

Giuseppe Citrigno, ex presidente della Calabria Film Commission (quella smantellata dalla Regione Calabria senza tanti complimenti malgrado i successi nel sostegno a film d'autore che hanno avuto importanti risultati e riconoscimenti), ha “accompagnato” il film di Frammartino a Venezia da privato cittadino. «Sì, perché è una grandissima soddisfazione vedere questo film in concorso e così ben accolto» «“Il Buco” – aggiunge – ha partecipato ai bandi del 2019 ed è stato ritenuto meritevole, ottenendo un contributo di circa 150mila euro, da spendere tutti sul territorio: vitto, alloggio e utilizzo di maestranze locali». A Venezia purtroppo non era presente nessuno dell’attuale Commission (che oggi poi è finalmente intervenuta con un comunicato). «Credo – commenta Citrigno – che sia giusto che non venga nessun esponente politico della Regione perché siamo in pieno periodo elettorale. Mi sarei aspettato, invece, qualcuno della Commission. Questo film, che tra l’altro è stato già venduto in Germania e in Francia, illustra meravigliosamente la Calabria ed è quindi qualcosa che ci dovrebbe unire tutti nel segno positivo della nostra regione».

Oggi è arrivata poi una nota a firma di Gianvito Casadonte, direttore artistico della attuale Calabria Film Commission, che però non ha fatto alcuna menzione del sostegno fornito dal suo predecessore e dalla Film Commission orientata sulla tutela e promozione della Calabria come set del cinema d'autore, menzionando il loro recente bando ma non il generoso e proficuo lavoro svolto in precedenza, e di cui il film di Frammartino è certa testimonianza.
"Il suo racconto cinematografico – ha scritto Casadonte - ha incantato ancora tutti, undici anni dopo 'Le quattro volte', grazie alla profondità e alla bellezza delle immagini, unite ad un complesso lavoro di ricerca. Così l'impresa compiuta nel 1961 da un gruppo di speleologi, scesi fino a quasi 700 metri sottoterra alla scoperta dell'allora seconda grotta più grande del mondo, diventa una straordinaria storia in grado di esaltare la vera 'calabresità', con il suo cuore autentico. Il prestigioso premio a Frammartino è la dimostrazione di quanto la forza delle nostre radici e il bagaglio storico e culturale calabrese rappresentino un patrimonio tutto da esplorare, capace di rilanciare l'immagine e la reputazione della regione a livello nazionale ed internazionale".
"In questa stessa direzione va anche il recente bando per il sostegno alle produzioni audiovisive, pubblicato dalla Calabria Film Commission di Giovanni Minoli - prosegue Casadonte - che punta alla promozione del territorio, a rafforzare la visibilità del patrimonio naturalistico e artistico locale, a far conoscere la ricchezza delle tradizioni popolari e antropologiche della Calabria. Sono convinto che questa sia la giusta strategia da seguire per fare del cinema e dell'audiovisivo un potente strumento con l'obiettivo di ribaltare, in termini
positivi, la narrazione del nostro territorio al di fuori dei confini regionali".

Manna, Anci Calabria: "E' l'immagine della Calabria che vogliamo"

"Il Leone stretto tra le mani di Michelangelo Frammartino è l’immagine della Calabria che vogliamo: resistente, poetica, capace ancora di vedere nel buio la luce del proprio coraggio".
Il presidente Anci Calabria, Marcello Manna ha così commentato il Premio speciale che la Giuria della 78ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ha tributato a Il Buco del regista dalle origini caulonesi.
"Questo riconoscimento, le parole d’amore di Frammartino rivolte alla nostra regione, sono una ventata d’aria nuova che deve spazzare l’immagine di una terra di vinti e ultimi. La Calabria è patrimonio identitario, naturale, storico, artistico. La Calabria è capitale umano da esportare. Il Buco è storia di un’impresa che ai più sembrava impossibile, ma che un gruppo di speleologi insieme a una comunità di pastori ha reso possibile. La tenacia di vedere oltre gli steccati ha fatto sì che si scoprisse la seconda grotta più profonda del mondo, l’Abisso di Bifurto. Una storia che narra un’altra Calabria, più ardita, tenace, ignota a tanti, ma, proprio per questo bisognosa di essere raccontata senza distorsioni”, ha proseguito il presidente Anci che ha concluso: “da questa visione, da questo esempio concreto di rivoluzione culturale bisogna ripartire per costruire il nostro futuro".

 

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