Domenica, 03 Luglio 2022
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Elena aveva una busta nera in testa quando è stata assassinata dalla madre

Aveva una busta nera in testa Elena quando è stata assassinata dalla madre, Martina Patti, a Mascalucia (in provincia di Catania). L'ipotesi investigativa ha trovato maggiore consistenza dopo che, durante accertamenti medico legali, è stata esaminata la busta con dei tagli compatibili con colpi di coltello. La ricostruzione è stata confermata da fonti della Procura. Sul momento dell’omicidio la donna ha detto al Gip di «non ricordare bene», perché, ha sostenuto, «ero girata e non volevo guardare».

Martina Patti ha confessato solo dopo le rassicurazioni di suo padre

Martina Patti ha confessato di avere uccisa la figlia Elena, di 5 anni, solo dopo che suo padre "la rassicurava che il suo sentimento per lei non sarebbe mutato qualunque azione avesse commesso». Poi la donna ha «rotto il silenzio e iniziato a confidarsi, affermando 'la bambina non c'è più' e mostrandosi disponibile a portarlo sul luogo dove aveva seppellito il cadavere di Elena». E’ la ricostruzione dell’ammissione di colpe della 23enne fatta dal Gip Daniela Monaco Crea nell’ordinanza cautelare in carcere emessa nei suoi confronti per omicidio premeditato aggravato e occultamento di cadavere. L'ispezione del luogo indicato dall’indagata ha permesso il ritrovamento, sotterrato in una buca, del corpo della piccola che indossava soltanto una maglietta. Sul posto sono stati anche trovati un pantaloncino di colore giallo e cinque sacchi per la spazzatura di colore nero. A pochi metri sono stati trovati anche due spuntoni in metallo e una zappa e una pala con dei manici in legno.

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