Venerdì, 27 Gennaio 2023
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L'incidente mortale: Miriam, le telefonate al papà, poi la lite col fidanzato

Una serata di Hallowen in pizzeria con il nuovo fidanzato, le telefonate al papà per rassicurarlo che avrebbe dormito fuori e sarebbe tornata la mattina seguente. Poi il litigio con quel 19enne che frequentava da poco. Il ritorno verso casa a piedi, nella notte, e quella macchina che arriva veloce e non le lascia scampo. Gli ultimi momenti di vita di Miriam Ciobanu, la 22enne investita la notte scorsa nel trevigiano, sono una concatenazione di eventi sfortunati e tragici da sembrare irreali, come fossero la sceneggiatura di un film. Ma Miriam, che stava per iscriversi all’Università di Padova e sognava una laurea in psicologia criminale, ha perso la vita così, in una notte iniziata come una festa, con un giovane amore, finita nel peggiore dei modi, investita da un’auto il cui conducente, un 23enne, tornava a sua volta da una festa, ma ubriaco e alterato dagli stupefacenti. Sulla strada dov'è avvenuto lo schianto l’Audi del giovane investitore ha lasciato il segno di una frenata di una ventina di metri. Pare che il ragazzo abbia pensato di aver colpito un animale selvatico. Quando è sceso e ha capito è scoppiato in un pianto dirotto.

Mirian Ciobanu viveva con la mamma e il suo nuovo compagno, un uomo di origini romene, a Onè di Fonte, distante 2-3 chilometri da Paderno, frazione di Pieve del Grappa dove c'è la casa del fidanzato della 22enne. Aveva trascorso la serata con lui ed il fratello di questi, in una pizzeria della zona. Poi, vista l’ora tarda, aveva chiamato il padre al telefono, prima della mezzanotte, avvisandolo che avrebbe dormito a casa di una amico, perchè non si preoccupasse. Qualcosa però è andato storto: lei ed il fidanzato hanno litigato, in modo pesante. Non è chiaro se sia stato il ragazzo a metterla alla porta, o se lei, arrabbiata, abbia deciso di tornarsene a Fonte, da sola, a piedi. Avrebbe tentato anche un’ultima chiamata al padre, per dirle com'era cambiata la situazione; ma l’uomo non avrebbe sentito lo squillo del cellulare, perché stava dormendo. Miriam si è incamminata lungo via Vittorio Veneto, il tratto comunale della provinciale 20, e poco dopo c''è stato l’investimento mortale. Appassionata di viaggi e di libri, Miriam era una bella ragazza dai lunghi capelli neri, gli occhi intensi, che non temeva di esporsi per esprimere le proprie idee. Come quando aveva fatto un lungo post contro l’iniziativa della parrocchia di San Zenone degli Ezzelini, che aveva "festeggiato" la bocciatura in Senato del ddl Zan. Idee politiche e diritti civili. Nei suoi profili social, in questi mesi, aveva le frasi di Luigi Pirandello da "Uno nessuno e centomila": «Andate là che è un giuoco magnifico, codesto della vostra coscienza che vi basta». Oltre che sulla sua famiglia, il dramma è calato da ieri notte anche sulle famiglie degli altri due ragazzi coinvolti in questa vicenda. Il conducente dell’Audi, e il fidanzato 19enne di Miriam, probabilmente con un senso di rimorso grande come una montagna. Chi ha potuto sentirlo dice che il giovane è sconvolto, non vuole parlare con nessuno, teme soprattutto che il suo nome esca sui media. Nelle prossime verrà comunque ascoltato dai Carabinieri.

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