Mercoledì, 28 Settembre 2022
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Maurizio Costanzo, i 40 anni di uno show da record tra grandi ospiti e ricordi

Quarant'anni per uno show televisivo sono un record probabilmente irraggiungibile per chiunque, eppure Maurizio Costanzo li annuncia con un semplice «vabbè», come fosse una cosa di tutti i giorni. A 83 anni, il conduttore non ha certo la verve di un quarantenne, ma continua a dirigere con l’abilità di saper cogliere ogni spunto che possa far discutere o entusiasmare il suo pubblico, che a tratti sembra la curva di uno stadio più che la platea di un programma tv.

Dalla pandemia al gossip, dalla guerra alla musica, il suo spettacolo è il regno dell’infotainment, informazione e intrattenimento. «Dopo 12 anni torno al Parioli», ha esordito Costanzo aprendo la puntata della 40/a edizione al via domani in seconda serata su Canale 5. Da lì ha dato il via il 14 settembre del 1982, prima su Rete 4 e poi sulla rete ammiraglia Mediaset, allo show più longevo del piccolo schermo, scrivendo pagine di storia della televisione.

Grandi politici e star su quel palco

Da Giulio Andreotti a Francesco Cossiga, da Silvio Berlusconi a Massimo D’Alema, tutti i grandi politici sono saliti su quel palco. Star del cinema come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Monica Vitti, Paolo Villaggio, Massimo Troisi, Sophia Loren, Alberto Sordi, ci sono passate. Così come artisti del calibro di Carmelo Bene, Andrea Camilleri, Alda Merini e Fernanda Pivano. Tanti personaggi sono figli di quello show, come Vittorio Sgarbi, Platinette o Giampiero Mughini. Costanzo ha chiamato anche i magistrati Borsellino e Falcone e la lotta alla mafia è stata uno dei punti fermi della trasmissione.

L'attentato di via Fauro

Non a caso a via Fauro, a due passi dal teatro, il conduttore fu vittima di un attentato mafioso nel 1993. Michele Santoro, che nel 1991 diede vita alla maratona evento Mediaset-Rai con Costanzo dopo la morte di Libero Grassi, ha ripercorso quella giornata. «Sono arrivato a casa sua in una scena di guerra - ha detto -. Ho visto Maurizio ancora frastornato, Maria (De Filippi, ndr) sul letto che non riusciva a proferire parola. Quello era un avvertimento alla tv: state esagerando, tornate a fare la televisione». «Lui è la tv con la t maiuscola - ha aggiunto -. Magari per il cinquantenario facciamo qualcosa assieme».

"Anche Messina Denaro venne in platea"

Costanzo ha poi ricordato un dettaglio, rivelato già due anni fa a Un giorno a pecora: «Nelle indagini hanno scoperto che a metà platea c'era Messina Denaro, il grande latitante, veniva a vedere lo show e magari gli piaceva pure».

Quella volta che Berlusconi convocò Costanzo

Non solo Santoro, alla puntata d’esordio non poteva mancare Enrico Mentana che ha parlato della volta in cui Silvio Berlusconi lo convocò con Costanzo per annunciare loro la sua discesa in campo. «Ci sembrava una sgrammaticatura terribile che diventasse capo di una parte politica mentre noi ci affannavamo in tv - ha detto il direttore del TgLa7 -. Non siamo però mai stati due orfanelli, abbiamo continuato a fare il nostro lavoro e non abbiamo avuto ritorsioni. Non lo abbiamo mai votato peraltro». «Mai votato», ha confermato Costanzo. Tra Mentana e Santoro sono scoppiate poi scintille sul conflitto ucraino, perché il primo ha sostenuto che in tv viene dato spazio a tutte le opinioni, mentre per il secondo assistiamo a «una grande fanfara con la stessa musica: mandiamo più armi, facciamo più morti».

Gli ospiti e i ricordi

Tra gli ospiti anche Mara Venier, Carlo Conti, Enrico Papi, Drusilla Foer, Giuseppe Cruciani, Eva Robin's, presente anche alla puntata d’esordio. E non mancano canzoni, balli, quiz. E' il salotto dell’infotaiment. «Con il tuo lavoro e il tuo impegno hai lasciato un segno indelebile nella tv italiana - ha detto in un messaggio l’ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi. -. Quante sfide affrontate insieme, ricordo anche il nostro entusiasmo e le risate insieme. Oggi hai la stessa passione». «Padre e figlio - ha risposto Costanzo - mi hanno consentito di arrivare a questa data. Vorrei ricordare tre persone che non ci sono più: Alberto Silvestri, mio coautore, Paolo Pietrangeli, il regista, e il maestro Franco Bracardi».

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