Venerdì, 17 Settembre 2021
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Euro 2020

Home Foto Euro 2020 Da Eriksen all'abbraccio Vialli-Mancini, alla bolgia di Wembley. Flash da Euro 2020 - FOTO

Da Eriksen all'abbraccio Vialli-Mancini, alla bolgia di Wembley. Flash da Euro 2020 - FOTO

Lo choc in avvio con il dramma sfiorato di Eriksen e il sogno realizzato dell'Italia, in mezzo autogol, rigori, gol da cineteca e storie di abbracci e amicizia. Calato il sipario su Euro 2020 sono tante le immagini-cartolina di un torneo rimandato causa covid, cominciato con la paura per il malore del danese e finito con le lacrime di gioia degli ex gemelli del gol Vialli-Mancini dopo i rigori a Wembley.

Un europeo memorabile. non solo per la vittoria dell'Italia e di tutta Europa che tifa azzurro contro l'Inghilterra fuori dall'Ue, ma anche per le tante battaglie social e sociali, tra gesti e manifestazioni in favore dei diritti e delle libertà. Faranno di certo venire sempre i brividi quei giocatori della Danimarca che, nonostante lo choc per quanto accaduto al loro compagno di squadra, fanno cordone per proteggere dagli occhi indiscreti il fantasista nerazzurro steso a terra mentre i medici cercano di rianimarlo dopo l'arresto cardiaco. Un vero miracolo per una morte scampata che fa da contraltare a chi è in grado di darla la vita, ovvero una mamma. Quella di Federico Chiesa la cui immagine mentre la chiama con il suo telefonino, subito dopo aver vinto l'Europeo, è diventata immediatamente virale. Segno che anche per un campione ormai affermato come l'attaccante della Juventus la mamma è sempre la mamma.

Dalla gioia incontenibile per un trofeo appena vinto da condividere con chi la mamma, ad una delle peggiori frustrazioni per un calciatore, il maledetto autogol. Come dimenticare tutte le autoreti (11 in tutto, è record) del primo e forse ultimo Europeo di calcio itinerante: a inaugurare la serie è stato, nella prima partita del torneo all'Olimpico di Roma tra Italia e Turchia, lo juventino Merih Demiral. E poi solo per citarne alcuni l'estremo difensore bianconero, Wojciech Szczęsny, autore di un autogol della sua Polonia contro la Slovacchia. Nel match fra Ungheria e Portogallo, poi vinto dai lusitani per 3-0, l'autorete è magiara e porta il nome di Orban. Decisiva infine l'autorete nella supersfida fra Germania e Francia con la deviazione nella propria porta del tedesco Hummels.

Da delusioni difficili da digerire a polemiche e immagini che resteranno nella pancia della tv e della pubblicità, con Cristiano Ronaldo che in conferenza stampa toglie dal tavolo una bottiglia di Coca Cola, sponsor di Euro 2020, consigliando a tutti di bere solo acqua. Un gesto imitato da altri giocatori come Pogba (che scansa la birra) e l'azzurro Locatelli a cui è seguito a fare da controcanto quello di Leonardo Bonucci che, sempre davanti a giornalisti, si è scolato prima una birra e poi la celebre bevanda dalle bollicine nere rifiutata dal compagno alla Juve CR7.

Altra immagine di Euro 2020 quella di Manuel Neuer, portiere e capitano della Germania che nel match vinto 4-2 dai tedeschi contro il Portogallo ha indossato al braccio una fascia arcobaleno come gesto di solidarietà nei confronti della comunità LGBT. Tra i flash del torneo merita un posto quello che vede protagonista l'ex capitano della Roma Daniele De Rossi, ora nello staff azzurro, che prende in braccio il laterale azzurro e giallorosso Leonardo Spinazzola che in un Europeo memorabile (che i romanisti hanno associato alle gesta di Bruno Conti nel 1982) ha dovuto rinunciare alla semifinale e alla finalissima di Wembley per un infortunio al tendine di Achille. Per una immagine bella eccone una che è contro qualsiasi fair play, quella dei giocatori dell'Inghilterra che si tolgono dal collo la medaglia d'argento ricevuta dal presidente dell'Uefa Ceferin, come a non voler rispettare e accettare la vittoria della Nazionale italiana. E infine l'istantanea del pubblico che torna sugli spalti (il pienone a Budapest, gli oltre 60mila di Wembley) segnale di speranza dopo le chiusure da covid. Un europeo che si è chiuso e le immagini che restano.

© Riproduzione riservata

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