Venerdì, 05 Marzo 2021
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Bufera su Tara Gins, l'ex ciclista licenziata per delle foto su Playboy

Doveva essere la direttrice sportiva di una squadra belga under 23 di ciclismo, ma l'ex ciclista professionista Tara Gins è stata licenziata ancor prima di cominciare il suo incarico a causa di alcune foto osé scattate per la rivista PlayBoy e per un calendario.
La bellissima 30enne belga, ciclista professionista dal 2016 al 2018, aveva raggiunto l'accordo per proseguire la sua nuova carriera da ds e invece si è vista negare la possibilità non perché giudicata per le sue capacità nel gestire quel ruolo (che aveva già svolto nei due anni precedenti nella squadra amatoriale belga S-Bikes AGU) bensì per dei servizi fotografici in cui ha posato nuda prima di insediarsi come direttore sportivo della squadra.

A raccontare l'accaduto è stata la stessa Tara Gins tramite alcune stories pubblicate sul suo profilo Instagram: “Mi hanno detto che un membro dello staff si era imbattuto in qualche mia foto. Ha girato quegli scatti agli altri membri della dirigenza e qualcuno a quel punto ha minacciato il presidente della squadra di girare quelle foto allo sponsor. “Un servizio fotografico – ha scritto infatti l'ex ciclista in merito al suo licenziamento –. Ne ho fatti due negli ultimi due mesi, uno per Playboy e uno per un calendario: non sono certa nemmeno di quali siano le foto ‘incriminate'.  Il calendario è uscito nella prima settimana di gennaio, quindi immagino che siano quelle le immagini che hanno ritenuto compromettenti, ma di questo non sono certa al 100%.

Nel servizio per Playboy ero nuda – ha aggiunto –, ma con le parti più intime coperte, quindi niente di volgare. Nel calendario invece ero in topless. E non c’era nessun riferimento al ciclismo. Dopo la telefonata di sabato – ha concluso Tara Gins – ho inviato un messaggio al presidente della squadra spiegandogli il mio punto di vista e cosa ne pensavo. Ovvero, mi sarebbe piaciuto essere giudicata per le mie capacità come direttore sportivo e non da alcune foto. Lui mi ha risposto che in linea di principio era d’accordo con me, ma mi ha anche detto: ‘Non posso farci niente perché ho degli sponsor e non posso perderli’”.

 

 

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