Lunedì, 10 Maggio 2021
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Il principe Filippo e le mille battute, mai politically correct - FOTO GALLERY

Filippo è stato la "roccia" della regina Elisabetta per oltre 70 anni, ma anche il "principe delle gaffe", esempio di caustico umorismo british che lo hanno reso famoso. Schietto, fin troppo, il consorte della monarca non si ha mai tenuto a freno lo spirito e la lingua, e ha sempre detto quello che che pensava a chiunque, suscitando risate e sdegno in ugual misura.

Tra quelle più celebri, le parole rivolte a un gruppo di studenti britannici in Cina durante una visita di Stato nel 1986: «Se restate ancora, vi verranno gli occhi a mandorla», disse, scatenando un putiferio. E sempre facendo riferimento ai cinesi, a un incontro con il Wwf nello stesso anno, ironizzò sulle loro abitudini alimentari: «Se ha quattro gambe e non è una sedia, se ha due ali e non è un aeroplano e se nuota e non è un sommergibile, i cantonesi se lo mangeranno».

Considerato rude, maleducato e ignorante dalla famiglia reale agli albori della sua storia con Elisabetta, Filippo nei decenni ha suscitato l’offesa di "sudditi" ai quattro angoli del Commonwealth. «Sembra che sia stato messo da un indiano», disse nel 1999 guardando a un quadro elettrico vecchio stampo in una fabbrica vicino Edimburgo; mentre durante una serata di gala a Palazzo per le Indie Britanniche nel 2009, rivolgendosi all’imprenditore indiano Atul Patel, sostenne che c'era «buona parte della sua famiglia» quella sera.

«Siete quasi tutti discendenti dei pirati, giusto?», aveva chiesto a un ricco abitante delle isole Cayman nel 1994, mentre in Australia nel 2002 a un imprenditore aborigeno di successo aveva domandato se si tirassero «ancora le lance». «Le Filippine devono essere mezze vuote se siete tutti qui a lavorare per il servizio sanitario nazionale britannico», aveva notato ancora nel 2013, incontrando un’infermiera filippina all’ospedale di Luton.

"Democratico" nel colpire tutti, indistintamente, con le sue frecciate, il duca di Edimburgo non salvava neanche la famiglia reale. «Se quell'uomo fosse riuscito a rapire Anna, lei gli avrebbe fatto passare l’inferno durante la prigionia», aveva affermato, commentando il tentativo di rapimento ai danni della principessa nel 1974; sempre a proposito della figlia, aveva sostenuto che «se non scoreggia o non mangia fieno, non le interessa», ironizzando sulla passione di lei per i cavalli (condivisa con la madre).

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