Lunedì, 30 Gennaio 2023
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Gli Usa: i russi si sono ritirati da Kiev e Kharkiv. Il Papa mostra la bandiera ucraina da Bucha

La ritirata russa da alcune parti dell’Ucraina «è come il riflusso di un’onda, che lascia scoperte la morte e la distruzione che si sono lasciati alle spalle". Blinken ha anche detto di «temere, purtroppo, che ne vedremo ancora (di orrori) man mano che i russi si ritirano, annunciando che gli Stati Uniti hanno stanziato altri 100 milioni di dollari di aiuti militari supplementari a Kiev.

E la procuratrice generale ucraina, Irina Venediktova, ha fatto sapere, dopo una visita serale a Bucha, che si stanno già indagando non meno di 5.000 casi di presunti crimini di guerra commessi dai militari di Mosca.

Oggi, nel 42/esimo giorno di guerra, preannunciato nella notte da allarmi aerei a Zaporizhzhia e nella lontana Leopoli, la comunità internazionale si appresta a un’ulteriore stretta su Mosca: nuove sanzioni sono in programma da parte degli Stati Uniti contro altre banche e imprese statali. Ma il centro del mondo oggi sarà a Bruxelles, dove gli ambasciatori dell’Unione europea vareranno un quinto pacchetto di sanzioni che bandiranno il carbone russo e impediranno alle navi di approdare nei porti europei e ai tir di entrare. E potrebbero addirittura colpire - anticipa il Wall Street Journal - le figlie di Vladimir Putin.

La cronaca della giornata

20.22 Kiev: "A Mariupol i russi usano forni crematori per i cadaveri delle vittime civili e anche per propri soldati" -  "I nostri servizi segreti ci dicono che la Russia cerca di nascondere i propri delitti e per questo sta usando forni crematori mobili (a Mariupol, ndr) per bruciare i cadaveri delle nostre donne e bambini. Gli stessi forni crematori li sta usando anche per il proprio esercito. Li hanno portati dalla Crimea e li stanno usando anche per bruciare i propri soldati, di modo che non li vedano in Russia, immaginate se dovessero vedere migliaia di cadaveri che tornano in patria". Lo ha detto a Sky TG24 la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk.

19.54 Draghi: "Se Ue decide embargo gas noi ci siamo. Situazione in divenire, per ora non sul tavolo" - L'embargo del gas dalla Russia "non è un'ipotesi al momento oggetto di discussione ma la situazione si sta modificando davanti ai nostri occhi". Così in conferenza stampa il presidente del consiglio, Mario Draghi. "Non è sul tavolo e non so se lo sarà mai ma tanto più diventa orrenda questa guerra tanto più i paesi alleati si chiedono che cosa si può fare per indebolire la russia, in assenza di una nostra partecipazione diretta alla guerra. E' una situazione in divenire". E ha aggiunto: "Se dovessero cessare le forniture di gas oggi, fino al tardo ottobre siamo coperti. Non vedremmo conseguenze fino all'autunno. Noi andiamo con l'Ue, se si decide per l'embargo del gas noi ci siamo. Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace. Cosa vogliamo? la pace o il termosifone caldo? o meglio, ormai, la pace o il condizionatore d'aria acceso?". Così il premier Mario Draghi.

19.25 Draghi: "Guerra in Ucraina pesa su aspettative di crescita e fiducia" - La guerra ha "causato un peggioramento delle prospettive di crescita: su questo ha pesato l'aumento dei prezzi energia e la fiducia dei consumatori e degli investitori che è diminuita e che era molto positiva all'inizio dell'anno. E' diminuita non solo per l'aumento dell'inflazione, ma per la situazione generale bellica, è una guerra vicina a noi. Consumatori e imprese vedono un futuro meno positivo".  Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante la conferenza stampa al termine del Cdm. Riferendosi al conflitto in corso in Ucraina, Draghi ha aggiunto: "Siamo tutti al lavoro per costruire una risposta comune a uno shock comune, come lo è stato la pandemia. Bisogna ripetere l'esperienza di straordinaria unità nazionale che ha ispirato l'azione di governo durante la pandemia".

19.16 Biden: "Guerra tutt'altro che conclusa. Siamo pronti a sostenere Kiev a lungo" - La guerra in Ucraina è tutt'altro che conclusa: lo ha detto Joe Biden ad un evento pubblico, ribadendo che gli Usa sono pronti a sostenere Kiev a lungo. Parlando della capitale ucraina, ha aggiunto che Kiev "è ancora in piedi, con un governo operativo" e la campagna militare russa "ha già fallito i suoi obiettivi iniziali".  Gli Stati Uniti, "in stretto coordinamento con gli alleati", sono determinati "ad aumentare i costi economici per Putin" per l'invasione dell'Ucraina e ad "accrescere l'isolamento economico della Russia".

19.12 Kiev: colpite le ferrovie, ci sono vittime - Le ferrovie statali ucraine hanno dichiarato mercoledì che ci sono state numerose vittime dopo che tre razzi hanno colpito una stazione ferroviaria nell'Ucraina orientale, danneggiando edifici, binari e materiale ferroviario. "Ci sono vittime", si legge in un comunicato, senza fornire dettagli sul numero delle vittime o sul luogo dell'attacco.

19.10 Sindaco Kiev ai cittadini: "Aspettate ancora prima di tornare" -  "Kiev continua a vivere sotto la legge marziale, anche se si stanno pulendo le strade e stanno riaprendo sempre più bar, negozi e stazioni di servizio. I cittadini di Kiev che erano partiti stanno tornando. Ma a chi non è ancora tornato a casa chiedo: per favore aspetta ancora. La minaccia di bombardamenti resta ancora probabile". E' l'appello lanciato dal sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, su Telegram. "Invito i residenti di Kiev che già si trovano in città a fare attenzione, a non ignorare gli allarmi e a seguire le regole del coprifuoco, in vigore dalle 21.00 alle 6.00", aggiunge il sindaco, spiegando che, anche se i russi sembrano aver rinunciato a prendere la capitale ucraina, "bisogna rimanere preparati ad altri scenari".

18:36 Pentagono, i russi si sono ritirati da Kiev e Kharkiv - Le truppe russe si sono "completamente ritirate" dalle zone di Kiev e Kharkiv. Lo riferiscono fonti del Pentagono secondo quanto riportato dalla Cnn. La Difesa americana ha ribadito che adesso il fronte più duro della battaglia si è spostato nell'est dell'Ucraina.

18.24 Chanel ferma le vendite ai cittadini russi all'estero - Il marchio del lusso Chanel rende noto di aver interrotto la vendita dei suoi prodotti ai clienti russi all'estero, se questi hanno intenzione di portarli poi in Russia, in risposta all'invasione dell'Ucraina. La mossa, che alcuni russi hanno criticato, arriva dopo che la società parigina ha chiuso le sue boutique in Russia. "Le più recenti leggi sanzionatorie dell'Ue e della Svizzera includono un divieto di 'vendita, fornitura, trasferimento o esportazione, direttamente o indirettamente, di beni di lusso a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità o organismo in Russia o per l'uso in Russia'", scrive l'azienda in un comunicato. "Abbiamo avviato una procedura per chiedere ai clienti per i quali non conosciamo la residenza principale di confermare che gli articoli che stanno acquistando non saranno utilizzati in Russia", ha detto Chanel, senza approfondirne il funzionamento. Si tratta di una misura difficile da applicare, eppure alcuni influencer russi sui social media hanno già detto che gli viene chiesta l'identificazione e gli viene negata la possibilità di acquistare prodotti nelle boutique Chanel da Parigi agli Emirati Arabi Uniti.

17.23 Gb: nuove sanzioni a Mosca, stop a petrolio e carbone russo entro il 2022 - Nuovo pacchetto di sanzioni anche dal Regno Unito contro la Russia, in  contemporanea con Usa e Ue e in risposta ai crimini di guerra in Ucraina. Il governo di Boris Johnson ha annunciato oggi in particolare il congelamento sull'isola di ogni asset di Sberbank, la principale banca pubblica di Mosca, nonché l'impegno ad azzerare già entro quest'anno tutte le importazioni di petrolio o carbone russi.

17.14 Orban, condanno aggressione, Mosca sa che siamo avversari - "I russi sanno che noi facciamo parte della Nato e che siamo avversari. Noi condanniamo l'aggressione all'Ucraina". Lo ha detto il rieletto premier ungherese Viktor Orban, in conferenza stampa a Budapest, chiarendo la sua posizione sul conflitto. Vladimir Putin era stato fra i primi a congratularsi lunedì per la vittoria elettorale e gli aveva proposto una "partnership"

16.52 Biden: Con le nuove sanzioni Mosca paga atrocità Bucha - "Ho detto chiaramente che la Russia avrebbe pagato un caro e immediato prezzo per le sue atrocità a Bucha". Sono le prime parole del presidente Usa, Joe Biden, dopo l'annuncio delle nuove sanzioni americane contro Mosca per il massacro di civili nella cittadina ucraina alle porte di Kiev. "Oggi, insieme ai nostri Alleati e partner, annunciamo un nuovo round di devastanti sanzioni", ha scritto Biden su Twitter rilanciando il comunicato in cui si elencano le nuove misure.

16.29 - Usa, le figlie di Putin saranno sanzionate - Le nuove sanzioni varate dagli Usa, in raccordo con G7 e Ue, contro la Russia colpiranno le figlie di Vladimir Putin, Maria e Iekaterina, e la figlia del ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov. Lo ha confermato un alto funzionario dell’amministrazione Usa in un punto con la stampa. «Sappiamo - ha spiegato la fonte - che Putin e i suoi sodali usano le loro famiglie per nascondere i loro beni, per questo abbiamo deciso di congelare anche gli asset dei parenti».

16.27 - Governo Lugansk, bombardamenti su Sievierodonetsk - Il governatore del Lugansk, Serhiy Gaidai, ha segnalato bombardamenti russi su Sievierodonetsk, dove una decina di palazzi sono in fiamme. Non ci sono ancora notizie su possibili vittime. Sievierodonetsk è diventato il centro amministrativo dell’area del Lugansk controllata dall’Ucraina dopo che, nel 2014, i separatisti filorussi hanno conquistato la città che dà il nome all’Oblast. Gaidai ha esortato i residenti a lasciare l’area finchè possibile.

16.24 - Onu, 1.563 civili uccisi da inizio conflitto, 130 i bimbi - Sono almeno 1.563 le vittime civili dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, tra cui 130 bambini. Lo rende noto l’ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Onchr), aggiungendo che i feriti sono almeno 2.213, di cui 188 minori, e precisando che le cifre sono probabilmente sottostimate, viste le difficoltà negli accertamenti sul terreno.

16.20 - Cremlino, ritiro truppe da Kiev gesto buona volontà di Putin - «Il presidente Vladimir Putin ha ordinato il ritiro delle truppe dalla regione» di Kiev come «gesto di buona volontà» per i negoziati. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, all’agenzia Ria Novosti, ripresa dai media ucraini. Le forze russe hanno cominciato a ritirarsi dalla regione attorno alla capitale ucraina il 28 marzo. Secondo gli Stati Uniti, tuttavia, si è trattato di un ritiro strategico per riposizionare le truppe verso il sud e l’est del Paese.

16.09 - Russia, pronte nuove provocazioni "in stile Bucha" - L’Ucraina ha completato la preparazione di nuove provocazioni che coinvolgono la popolazione civile a Konotop, Trostianets, Borodianka e Katyuzhanka secondo lo «scenario di Bicha». Lo ha denunciato il generale Mikhail Mizintsev, capo del Centro di controllo della difesa nazionale della Federazione russa. «Al momento, è stata completata la preparazione di tali provocazioni con il coinvolgimento della popolazione civile nelle città di Konotop e Trostianets, nella regione di Sumy, nonché a Borodyanka e Katyuzhana, nella regione di Kiev», ha affermato Mizintsev, citato da Ria Novosti. Secondo il generale, Kiev sta preparando l’ennesimo materiale provocatorio sulla morte di civili, presumibilmente in seguito alle azioni dell’esercito russo.

16.06 Olena a Gostomel, così mi hanno rapito marito e figlio - «Il 28 febbraio i militari russi sono entrati nella mia casa e hanno portato via mio marito Oleg e mio figlio di vent'anni. Li hanno rapiti perché mio marito è un ex poliziotto e in casa hanno visto armi e i suoi distintivi. Ma adesso assieme a mio figlio faceva il volontario». Sono le parole di Olena, medico ucraino a Gostomel, riferite all’inviato
Ansa sul posto. «Mi hanno detto che adesso sono in Russia, nella prigione di Kursk. Spero siano vivi», ha detto Olena.

16.03 -  Putin a Orban, 'a Bucha provocazioni rozze e ciniche' - Nella conversazione con il premier ungherese Viktor Orban, il presidente russo Vladimir Putin ha respinto le accuse a Mosca sui crimini di guerra a a Bucha, parlando di «provocazioni rozze e ciniche» da parte dell’Ucraina. Lo riferisce il Cremlino, secondo cui i due leader hanno inoltre discusso delle relazioni bilaterali e dei colloqui con Kiev. Lo riferisce il Cremlino.

15.59 - Lugansk, 'attesa offensiva russa entro 3-4 giorni' - Il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, Serhiy Gaidai, prevede che le forze russe sferrino un’offensiva entro 3-4 giorni. Lo riporta la Ukrainska Pravda. «Registriamo il rafforzamento costante di soldati e equipaggiamenti. Penso che abbiano in programma di completare presto i rinforzi e in 3-4 giorni cercheranno di condurre un’offensiva», ha detto Gaidai.

15.58 - Mosca, Kiev ha interrotto scambio prigionieri guerra - La parte ucraina ha interrotto lo scambio di prigionieri di guerra previsto per oggi. Lo ha fatto sapere il generale Mikhail Mizintsev, capo del Quartier generale di coordinamento interdipartimentale russo per la risposta umanitaria in Ucraina e considerato anche la capo delle operazioni di assedio a Mariupol. «La parte ucraina, riguardo questa questione puramente umanitaria, sta mostrando incoerenza e sincera indifferenza per il destino dei cittadini del loro stesso Paese», ha affermato il generale citato da Ria Novosti. «Le autorità di Kiev da un pò di tempo hanno interrotto lo scambio di prigionieri di guerra, secondo accordi prestabiliti. Anche lo scambio previsto per oggi è stato interrotto da parte ucraina"; l’elenco - secondo Mosca più volte ridotto - comprendeva alla fine 38 militari.

15.40 - Mosca, a Bucha provocazione Kiev, media occidentali complici - «Ci sono prove sufficienti che la Russia non sia colpevole di crimini a Bucha». Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, citata dalla Tass, accusando l’Ucraina di aver attuato una «provocazione» e «i media occidentali» di esserne «complici», allo scopo di imporre un nuovo pacchetto di sanzioni e sabotare i negoziati con Kiev. «Nemmeno un civile è stato colpito durante la permanenza delle forze russe a Bucha», ha sostenuto Zakharova.

15.40 - Media, generale che ordinò bombe su Bucha è di origine ucraine - Il generale russo che ha dato l'ordine di bombardare Bucha è di origini ucraine. Lo scrive l'agenzia Unian in base alle informazioni dell’ufficio dei servizi ucraini Sbu di Cherkasy, raccolte dal sindaco di una delle città della regione. «Vitaly Shkolenko, il comandante russo che ordinò il bombardamento di Bucha e Irpin è un mio parente e in passato ha visitato più volte i parenti qui», ha affermato il sindaco di Tekucha, Alexander Gershun.

15.20 - Kiev, russi attaccano raffinerie ma nostre forniture garantite - «Gli occupanti russi stanno distruggendo deliberatamente le raffinerie di petrolio. Ma abbiamo diversificato le forniture sin dai primi giorni delle ostilità. Quindi soddisferemo il bisogno di carburante. Sappiamo come farlo, le forniture ci saranno». Lo ha sottolineato il ministero dell’Energia di Kiev, citato dall’agenzia Unian.

15.19 -  Kiev invita popolazione a evacuare tre regioni orientali - «E' necessario essere pronti per un ulteriore aggravamento della situazione": lo ha detto - come riferisce l’agenzia ucraina Unian - il ministro per la reintegrazione dei territori occupati dell’Ucraina, Iryna Vereschchuk, invitando i residenti di tre regioni orientali ad evacuare immediatamente. Le aree interessate sono quelle di Lugansk, Donetsk e parte della regione di Kharkiv.

15.13 - Stoltenberg, prepararsi a lungo scontro con la Russia - «Dobbiamo essere pronti ad un lungo confronto con la Russia, per questo dobbiamo mantenere le sanzioni e rafforzare la nostra difesa». Lo ha detto Jens Stoltenberg, il segretario generale della Nato, aprendo il Consiglio atlantico al livello dei ministri degli Esteri.

14.53 - Orban, chiesto a Putin cessate fuoco, invitato a Budapest - Il premier ungherese Viktor Orban ha annunciato di aver parlato con il presidente russo Vladimir Putin esortandolo a dichiarare «un cessate il fuoco immediato» e di averlo invitato a Budapest insieme ai leader di Francia, Germania e Ucraina. «Ho suggerito al presidente Putin di dichiarare un cessate il fuoco immediato», ha detto Orban in una conferenza stampa. «La sua risposta è stata positiva, ma con delle condizioni».

14.22 - Kiev, 25 ragazze violentate dalle forze russe a Bucha - Venticinque ragazze hanno raccontato di essere state violentate dalle forze russe a Bucha. E’ quanto ha affermato alla Bbc un alto funzionario ucraino. Lyudmyla Denisova, commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino, ha affermato che un numero gratuito che offre supporto alle vittime di violenza sessuale ha ricevuto almeno 25 denunce di stupro di ragazze di età compresa tra i 14 e i 24 anni da parte dei soldati russi. «Le violenze sono avvenute un mese fa. Continueremo a documentare questi terribili crimini e ogni criminale sarà punito», ha detto Denisova mentre Mosca nega di aver compiuto atrocità a Bucha.

14.20 - Russia: Peskov, abbiamo risorse per ripagare debito - La Russia dispone di «tutte le risorse necessarie per ripagare il proprio debito». Lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov alla Tass sottolineando che «come è noto una gran parte delle riserve sono state bloccate all’estero, quindi, se il blocco continua e le operazioni effettuate con valuta congelata vengono bloccate, le cedole potrebbero essere pagate in rubli». «Anche se è impossibile - prosegue - teoricamente si potrebbero proclamare alcune situazioni di insolvenza, naturalmente, ma sarebbero situazioni di default artificiali».

14.04 - Kiev, 10 edifici in fiamme nel Lugansk dopo bombe russe - Almeno 10 grattacieli sono in fiamme nella città ucraina di Sievierodonetsk, nel Lugansk, dopo essere stati bombardati dall’esercito russo. Lo riferisce il Guardian online che cita il governatore locale. Al momento non si hanno notizie di eventuali vittime. Proprio questa mattina, le autorità dell’Ucraina orientale hanno esortato i civili a evacuare, avvertendo che i bombardamenti russi potrebbero interrompere le vie di fuga mentre i militari aumentano gli attacchi nell’area del Donbass.

13.50 - Sanzioni Ue, consenso su pacchetto ma decisione slitta - I Paesi Ue hanno espresso un consenso sul quinto pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia, ma per dare il tempo di approfondire questioni tecniche la decisione formale è stata rinviata a domani. Lo si è appreso da fonti europee al termine della riunione del Comitato a cui partecipano gli ambasciatori dei 27 presso le istituzioni Ue, il Coreper. L’approfondimento delle questioni tecniche ci sarà nel pomeriggio e tra i nodi - si apprende ancora - c'è quello di come comportarsi in merito ai contratti in essere tra Paesi Ue e Russia per l’import di carbone, oggetto del quinto pacchetto di misure.

13.36 -  Kiev, pesanti combattimenti in corso a Est - Funzionari ucraini riferiscono che sono in corso pesanti combattimenti nell’est dell’Ucraina. Il governatore militare della regione orientale di Lugansk ha esortato i civili ad evacuare da alcune città. «Le truppe russe muovono verso Sloviansk (nel Donetsk), Barvinkove (vicino a Kharkiv), Rubizhne (nella regione di Luhansk) e, naturalmente, Mariupol», ha detto Vadym Denysenko, consigliere del ministero dell’Interno ucraino. Il sud-est di Mariupol è già stato bombardato per molte settimane. Secondo i funzionari, circa 100.000 civili chiedono di essere evacuati da Mariupol. Più a nord, Serhii Haidai, il governatore ucraino della regione di Lugansk ha chiesto l’evacuazione di diverse città della regione. «Chiedo l’evacuazione di Severodonetsk, Lysychansk, Kreminna, Rubizhne, Popasna, Hirske», ha detto su Telegram, spiegando che «i russi stanno distruggendo i collegamenti ferroviari della regione di Donetsk». Haidai ha anche annunciato l’apertura di cinque corridoi umanitari per portare i civili fuori dalla regione.

13.18 - Mariupol, crematori mobili per distruggere cadaveri dei civili - Mariupol i russi stanno usando crematori mobili per distruggere i corpi dei civili morti nelle ostilità. Lo ha denunciato il Consiglio comunale della città nel Sud dell’Ucraina, da settimane assediata dalle forze di Mosca. «Gli assassini coprono le loro tracce», si legge in un comunicato diffuso sul canale Telegram dello stesso Consiglio, «a Mariupol hanno messo in funzione crematori mobili. Dopo l’ampia eco internazionale generata dal genocidio di Bucha, i vertici della Federazione russa hanno ordinato di distruggere qualsiasi prova dei crimini commessi dal loro esercito a Mariupol». Al momento, la denuncia delle autorità locali non è stata confermata da altre fonti indipendenti.

13.06 - Sindaco Gostomel,15 bimbi tra i 400 scomparsi - «Dal 28 febbraio, dopo i primi giorni dell’occupazione militare russa a Gostomel, abbiamo cominciato a raccogliere le liste delle persone scomparse. Finora ne abbiamo contate oltre 400: si tratta di concittadini con cui non riusciamo a stabilire alcun contatto. Tra questi, ci sono finora anche una quindicina di bambini. Altri quindici civili, a quanto ci risulta da fonti investigative, sono stati rapiti». Lo ha detto il sindaco facente funzioni della città di Gostomel, Taras Dumenko, all’inviato dell’ANSA a Gostomel. Dumenko sostituisce il sindaco, che è stato ucciso durante l'occupazione.

13.03 - Ue crea riserve strategiche per emergenze nucleari  - Per migliorare la preparazione e la risposta dell’Ue ai rischi per la salute pubblica come le minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (le cosiddette Cbrn), la Commissione sta creando riserve strategiche di capacità di risposta attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Ue. Si tratta di una scorta strategica di rescEu di 540,5 milioni di euro, istituita in stretta collaborazione con l’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera). La scorta - spiega la Commissione - sarà composta da attrezzature e medicinali, vaccini e altre terapie per curare i pazienti esposti agli agenti Cbrn, nonchè da una riserva di decontaminazione di rescEU per fornire attrezzature di decontaminazione e squadre di risposta di esperti. Come primo passo immediato, l’Ue ha mobilitato la sua riserva medica rescEu per acquistare compresse di ioduro di potassio che possono essere utilizzate per proteggere le persone dagli effetti nocivi delle radiazioni. Già quasi 3 milioni di compresse di ioduro sono state consegnate all’Ucraina tramite il meccanismo di protezione civile dell’Ue, con l’aiuto di Francia e Spagna.

12.59 - Cremlino, indagine indipendente sulla messinscena di Bucha - «La mostruosa messinscena» di Bucha deve essere chiarita attraverso «un’indagine obiettiva e indipendente». Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Tass.

12.31 - Cremlino, "Via da Kiev per creare condizione colloqui" - La Russia ha fatto un gesto di buona volontà quando ha ritirato le truppe dalle posizioni nell’Ucraina settentrionale, un «gesto di buona volontà per creare condizioni favorevoli» ai colloqui tra Mosca e Kiev. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista al canale televisivo francese LCI, che andrà in onda stasera. «Abbiamo deciso di fare questo passo - riferisce l’agenzia russa Tass - come gesto di buona volontà per creare condizioni favorevoli per i negoziati. Possiamo prendere decisioni serie durante i negoziati, e quindi il presidente (russo Vladimir; ndr) Putin ha ordinato il ritiro delle truppe dalla regione».

12.22 -  Zelensky, Mosca usa la fame per dominare l'Ucraina - La Russia sta usando la fame come arma nel suo tentativo di conquistare il territorio. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio video al Parlamento irlandese. L’Ucraina - ha detto - è uno dei più grandi produttori mondiali di cibo. Le azioni della Russia porteranno a una carenza di prodotti alimentari e all’aumento dei costi per milioni di persone in tutto il mondo. «Per loro la fame è un’arma contro di noi, gente comune, come strumento di dominazione», ha affermato. E ha sottolineato che l’esercito di Mosca ha bloccato tutti i porti marittimi dell’Ucraina e le navi con cibo da esportare.

11.58 -  Medvedev, faremo battaglia legale contro sequestri - L’ex presidente della Russia e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev ha promesso una battaglia legale internazionale contro i sequestri di proprietà russe all’estero. Sul suo profilo Telegram, l’uomo politico russo vicino al presidente Valdimir Putin ha scritto che «i nostri avversari dovrebbero capire che dovranno affrontare un gran numero di casi in tribunale, sia in quelli nazionali degli Stati Uniti e dell’Europa che nei tribunali internazionali».

11.50 - Kiev, bombardato centro distribuzione aiuti nel Donetsk - Almeno due persone sono morte in bombardamenti russi su un centro per la distribuzione di aiuti umanitari nella regione di Donetsk, nell’est dell’Ucraina. Lo riferisce il governatore locale, aggiungendo che almeno 5 persone sono rimaste ferite.

11.39 - Kuleba, solo embargo gas-petrolio può fermare Putin - «Apprezzo il rafforzamento del quinto pacchetto di sanzioni dell’Ue: divieti al carbone russo, alle navi che accedono ai porti dell’Ue e agli operatori del trasporto su strada. Ma ci vorrà un embargo gas/petrolio e un bando dal sistema Swift di tutte le banche russe per fermare Putin. I tempi difficili richiedono decisioni difficili». Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba.

11.19 - Zelensky, non tollero indecisioni Ovest su sanzioni  - Le indecisioni occidentali sulle sanzioni con cui colpire la Russia per la guerra in Ucraina non sono più tollerabili, secondo il presidente Volodymyr Zelensky. Come ha detto intervenendo al Parlamento irlandese in collegamento da Kiev, il leader ucraino apprezza la scelta dell’Unione europea di decidere nuove sanzioni, ma chiede che siano ancora più «rigide» e in particolare considera «necessario un embargo su gas e petrolio per fermare Putin».

11.10  - Cina a Usa, via sanzioni a Russia per risolvere la crisi - Gli Usa devono dimostrare il loro impegno per la soluzione della crisi in Ucraina revocando le sanzioni imposte alla Russia: è la posizione della Cina espressa dal portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian. «Se gli Stati Uniti sono interessati con sincerità a risolvere la crisi in Ucraina, dovrebbero smettere di sventolare il bastone delle sanzioni», ha sottolineato Zhao nel briefing quotidiano.

10.30 - Sono stati concordati 11 corridoi umanitari per oggi in Ucraina - Lo ha reso noto la vice primo ministro ucraina, Iryna Vereshchuk. In particolare da Mariupol e Berdians verso Zaporizhzhia le persone dovranno muoversi con le auto private. Ieri, 5 aprile, erano state evacuate attraverso i corridoi umanitari circa 3.800 persone.

10.29 - Mosca, voli civili limitati nel Sud fino al 13/4 - «L'Agenzia federale russa per il trasporto aereo ha esteso le restrizioni sui voli in alcuni aeroporti nella parte meridionale e centrale del Paese fino al 13 aprile», avverte l’Agenzia in una nota ripresa dalla Tass.

10.22 - L’incidente avvenuto contro l'ambasciata russa a Bucarest può essere definito «un attacco terroristico» - Ne è convinto l’ambasciatore russo in Romania, secondo quanto riferisce la Tass, dopo che un veicolo si è schiantato stamane contro l’ambasciata russa nella capitale rumena prendendo fuoco. L’automobilista è morto sul colpo. Al momento non si hanno ulteriori dettagli.

10.10 - Papa invita su palco bimbi ucraini, non dimentichiamoli - «E' duro essere sradicato dalla propria terra per una guerra». Così Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale, nella quale, alzandosi in piedi, ha dispiegato e fatto vedere una bandiera dalla città «martoriata» di Bucha. Il Pontefice ha invitato sul palco i bambini ucraini presenti all’Udienza. «Ci sono qui alcuni bambini ucraini che ci accompagnano: salutiamoli e preghiamo insieme con loro», ha detto Francesco che poi ha donato delle uova di Pasqua. «Questi bambini sono dovuti fuggire e arrivare a una terra strana: questo è uno dei frutti della guerra. Non dimentichiamoli e non dimentichiamo il popolo ucraino».

10.09 - Papa mostra bandiera arrivata da Bucha insieme a bambini ucraini - «Ieri, proprio da Bucha, mi hanno portato questa bandiera», ha detto papa Francesco al termine dell’udienza generale nell’Aula Paolo VI parlando del massacro nella città ucraina e mostrando una bandiera di colore azzurro e verde. «Questa bandiera viene dalla guerra - ha spiegato -, proprio da quella città martoriata Bucha». «E anche ci sono qui alcuni bambini ucraini che ci accompagnano, salutiamoli e preghiamo insieme con loro», ha aggiunto facendo salire sul palco vicino a lui un gruppo di bambini, alcuni recando anche disegni. «Questi bambini sono dovuti fuggire e arrivare a una terra sana - ha affermato il Pontefice -: questo è uno dei frutti della guerra. Non dimentichiamoli e non dimentichiamo il popolo ucraino». Francesco ha quindi regalato ai bambini, uno ad uno, delle grandi uova di Pasqua. «E' duro essere dovuti andare in un’altra terra per una guerra», ha concluso.

9.47 - Von der Leyen: lavoriamo su petrolio e taglio introiti energia - «Abbiamo vietato il carbone ma stiamo lavorando anche sul petrolio e dobbiamo pensare a un sistema bancario che limiti veramente gli introiti per la Russia che derivano dagli idrocarburi». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo.

9.43 - Ue a Cina, non si può essere neutrali, sia responsabile - «Nessuno può essere neutrale, la Cina ha una responsabilità e deve prendere assolutamente una posizione chiara». Lo ha affermato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo.

9.38 - Il sito web di Gazprom Neft, il braccio petrolifero del gigante russo del gas Gazprom potrebbe aver subito un attacco hacker - Lo riferisce Reuters, spiegando che in quella che sembrava una versione hackerata del sito è apparsa brevemente una dichiarazione dell’amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller, stretto alleato del presidente Vladimir Putin, che criticava la decisione della Russia di inviare decine di migliaia di soldati in Ucraina. Il sito web è stato poi irraggiungibile per alcuni minuti, mentre un portavoce di Gazprom ha si è affrettato a dire che la dichiarazione era un fake. Gazprom Neft ha rifiutato di commentare.

9.38 - «Missili di precisione hanno colpito 5 depositi di carburante dell’esercito ucraino» - Lo dice il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, ripreso da Interfax. Stamattina, «missili di precisione hanno distrutto 5 depositi di carburante nelle vicinanze di Radekhiv, Kazatin, Prosyana, Mykolaiv e Novomoskovsk», dichiara Konashenkov in una conferenza stampa. «I depositi fornivano carburante all’hardware militare appartenente alle forze ucraine che operano nelle zone di Kharkiv, Mykolaiv e Donbas», ha detto.

9.36 - Von der Leyen: queste non saranno ultime sanzioni -

9.34 - Borrell, da inizio guerra abbiamo dato 35 mld a Mosca - «Abbiamo fornito all’Ucraina quasi un miliardo di euro di aiuti, possono sembrare tanti, ma è quello che diamo ogni giorno alla Russia. Da inizio guerra abbiamo dato 35 miliardi di euro alla Russia». Lo ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, nell’intervento in plenaria. «L'Ucraina ha bisogno di meno applausi e più aiuti. Non definirli eroi ma aiutarli», ha spiegato il capo della diplomazia dell’Ue.

9.14 - La Russia si attende che i Paesi della Nato continuino a fornire armi all’Ucraina - Lo ha rilevato il vice ministro degli Esteri, Alexander Grushko. «I membri della Nato continueranno ovviamente a fornire armi all’Ucraina».

8.54 - Turchia chiede inchiesta su Bucha e Irpin - «La nostra aspettativa essenziale è che venga aperta un’inchiesta indipendente sugli eventi per determinare i responsabili». Lo fa sapere il ministero degli Esteri turco in un comunicato riguardo ai massacri di Bucha e Irpin in Ucraina. «Prendere di mira civili innocenti è inaccettabile» si legge nel comunicato dove si afferma che «la Turchia condivide il dolore del popolo ucraino».

8.51 - Kiev, colpito deposito petrolio a Dnipropetrovsk - «Nella notte, l’esercito russo ha lanciato diversi attacchi aerei sulla regione di Dnipropetrovsk e ha colpito un deposito di petrolio». Lo scrive su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznichenko, ripreso da Ukrinform.

8.50 - Budapest convoca amb. a Kiev, "Basta insulti" - Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha convocato l’ambasciatore ucraino per protestare contro la posizione di Kiev nei confronti del governo di Budapest. Lo ha reso noto lui stesso in una nota. «E' arrivato il momento che i leader ucraini fermino i loro insulti rivolti all’Ungheria e riconoscano la volontà del popolo ungherese», ha aggiunto, un chiaro riferimento al fatto che il premier Viktor Orban e il suo partito Fidesz hanno appena vinto, con una piattaforma di posizioni filorusse, le elezioni legislative.

8.48 - Apertura in calo per il gas naturale sulla piazza di Amsterdam - Per acquistare un MWh il prezzo fissato è di 106 euro, in calo del 2,4% rispetto alla chiusura precedente. Segno meno anche a Londra, dove per unità termica (Mbtu) vengono chiesti 225,5 penny, il 6,91% in meno rispetto alla vigilia.

7.47 - Le forze russe sono concentrate principalmente sull'operazione per «il controllo completo sulle regioni di Donetsk e Luhansk" - Lo rileva lo stato maggiore delle forze armate ucraine nel suo aggiornamento quotidiano. Kiev osserva che ci sono stati continui attacchi anche nelle aree orientali del Paese, ma senza successo e conferma che le forze russe continuano l’assalto a Mariupol, una delle città più pesantemente bombardate e danneggiate dai combattimenti, difesa con successo dalle truppe ucraine da ormai oltre quaranta giorni.

7.46 - Auto contro ambasciata russa a Bucarest, morto conducente - Un’auto si è schiantata contro il cancello d’ingresso dell’ambasciata della Federazione russa a Bucarest. L’auto è andata in fiamme. La polizia ha reso noto che il conducente è morto. Le autorità di Bucarest non escludono che l’accaduto possa essere «un atto intenzionale": lo riporta canale televisivo Digi24, citando fonti delle forze dell’ordine.

7.39 - Mosca «risponderà ad ogni atto ostile contro la Russia» - Lo afferma, riferisce l’agenzia Tass, il portavoce del ministero degli Esteri del Cremlino in merito all’espulsione dei diplomatici russi da vari Paesi europei.

7.21 - Si sta aggravando la situazione umanitaria a Mariupol - Nella città portuale ucraina assediata da settimane dalle truppe russe «sono continuati violenti combattimenti e i bombardamenti russi». Lo 'certifica' l’intelligence militare britannica, nel suo ultimo aggiornamento sulla situazione sul campo. Secondo i militari di Londra, a Mariupol rimangono circa «160mila persone», «la gran parte» delle quali non ha «luce elettrica, possibilità di comunicare, medicine, riscaldamento o acqua».
«Le truppe russe hanno impedito l’accesso degli aiuti umanitari, probabilmente per esercitare pressione sugli occupati e indurli alla resa».

5.43 - Almeno 5.000 crimini di guerra commessi da russi sono al momento oggetto d’indagine in Ucraina - Lo ha annunciato la procuratrice generale Ucraina, Irina Venediktova, in un briefing a Bucha, ripreso da alcuni media, fra cui il Kyiv Independent. «Anche in questa situazione così crudele, i crimini di guerra sono i primi ad apparire nell’ordine, seguiti dai crimini contro l’umanità e dal genocidio», ha detto Venediktova.

5.32 - Sindaco Bucha, "almeno 320 esecuzioni, alcune le ho viste" - Il sindaco di Bucha ha dichiarato alla Bbc che le truppe russe hanno ucciso almeno 320 suoi concittadini durante l’occupazione della città, e ha aggiunto di aver visto di persona alcune di queste esecuzioni.

4.44 - Twitter ha annunciato l'introduzione di misure che limiteranno l’impatto della propaganda ufficiale russa sull'Ucraina sul suo social network - Gli account ufficiali russi non verranno più «raccomandati» agli utenti di Twitter su tutte le categorie dell’app, inclusa la ricerca, fa sapere la piattaforma in un comunicato. Twitter, come Facebook e Instagram, aveva già messo al bando i media ufficiali russi Rt e Soputnik, considerandoli fabbriche di "fake news".

4.22 - Kiev, soldatesse prigioniere dei russi "denudate e abusate" - Denudate, costrette a stare accovacciate, umiliate, intimidite. Soldatesse ucraine catturate dai russi sono state sottoposte ad abusi e torture, secondo quanto denuncia la commissaria ai Diritti umani del parlamento ucraino, Lyudmyla Denisova sul suo account Telegram, ripresa dalla Cnn. Si tratta della testimonianza di 15 militari donna che fanno parte di un gruppo di 86 soldati ucraini rilasciati dai russi venerdì scorso. Hanno raccontato - second quanto denuncia Denisova, citata da Cnn - di essere state portate in Bielorussia al centro di detenzione di Bryansk, dove sarebbero state denudate alla presenza di uomini, costrette a stare accovacciate. Venivano tagliati loro i capelli e le si interrogava, scrive Denosova, nel tentativo di spezzarne il morale. Alcune venivano poi obbligate a prendere parte a video di propaganda russa. La commissaria ucraina parla di violazione dell’articolo 13 della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra, che sancisce che questi ultimi devono essere «sempre trattati con umanità» e chiede che indaghi su questi episodi la Commissione Onu sulle violazioni dei Diritti umani nell’invasione russa dell’Ucraina e la missione dell’Osce. In precedenza Denisova aveva denunciato maltrattamenti a prigionieri di guerra ucraini da parte dei russi, che li avrebbero percossi, privati del cibo, intimiditi ed esposti al gelo.

 

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