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Stop all'aborto? La Corte Suprema Usa frena: "Bozza vera ma non definitiva". Dilaga la protesta

La bozza della decisione sull'aborto riportata dai media è autentica ma non rappresenta la posizione finale e definitiva dei componenti della Corte Suprema. Lo afferma la stessa Corte Suprema.  «Anche se autentico, il documento riportato non rappresenta una decisione della Corte o la sua posizione finale e quella definitiva dei suoi membri sul caso», si legge in una nota dei saggi americani. In seguito alla pubblicazione della bozza si sono moltiplicate le richieste alla Corte Suprema per una decisione sulla Roe v. Wade, la storica sentenza del 1973 che ha legalizzato l’aborto negli Stati Uniti, a giorni invece che alla fine di giungo come finora atteso. Non è però chiaro se i saggi cederanno alle pressioni. I democratici intanto affilano le armi e in Congresso si preparano alla battaglia con il leader dei liberal in Senato, Chuck Schumer, che si impegna a convocare un voto sull'aborto.

Nyt: per Corte Suprema su aborto decide politica

Documenti interni della Corte Suprema degli Stati Uniti indicano che la maggioranza dei giudici è favorevole a restrizioni del diritto all’aborto sancito nel 1973 dalla storica sentenza nella causa Roe contro Wade: è lo scoop di Politico, che ha ottenuto una bozza di parere, notizia dirompente per la società americana e impaginata in apertura dal New York Times. Nella bozza, scritta dal giudice Samuel A. Alito Jr., la maggioranza della Corte ha votato per ribaltare la sentenza Roe, ritenuta erronea. Secondo il giudice Alito, la questione, a norma della Costituzione, dovrebbe essere decisa dai politici, «rappresentanti eletti dal popolo» e non dai tribunali. Sull'Ucraina, oltre alle notizie di giornata (titolo sull'evacuazione dei civili dall’Azovstal a Mariupol e sugli aiuti militari per Kiev) un lungo articolo su uno dei mille drammi individuali della guerra, quello di una donna rimasta vedova dopo vent'anni di matrimonio.

Biden: "Legge aborto esiste da 50 anni, non sia ribaltata"

«Credo che il diritto della donna a scegliere sia fondamentale, la Roe è stata una legge del paese per quasi 50 anni, la correttezza di base e la stabilità della nostra legge richiedono che non sia ribaltata": lo afferma Joe Biden in una nota della Casa Bianca dopo che è trapelata la bozza della maggioranza dei giudici della Corte Suprema volta a cancellare la storica sentenza sul diritto di aborto.

"Roe V Wade", nel '73 la storica sentenza sull'aborto

Il 22 gennaio del 1973 la Corte Suprema americana stabilì che una donna aveva il diritto di abortire «senza limiti eccessivi da parte del governo». Una sentenza epocale la 'Roe v. Wadè che ha cambiato il corso della storia dei diritti civili negli Stati Uniti e che oggi rischia di essere messa in discussione dai nove saggi della massima corte Usa. L’apripista fu la 22enne Norma McCorvey che, con lo pseudonimo di Jane Roe, nel 1970 disperata per una terza gravidanza non voluta, vittima di povertà e droghe, fece causa al procuratore del Texas, dove l’aborto era illegale, Henry Wade.

Dopo una battaglia di tre anni guidata dalle sue avvocatesse, Sarah Weddington e Linda Coffee, Norma ottenne il diritto all’interruzione di gravidanza con 7 voti a favore contro due, diventando un simbolo per tutte le donne. La Corte Suprema non legalizzò l’aborto di per sé, bensì decise che il diritto all’interruzione di gravidanza rientrava in quei diritti alla privacy garantiti dal 14esimo emendamento, puntualizzando che non è un «assoluto» ma deve essere bilanciato dai governi con regole che «tutelino la salute delle donne e del feto».

Norma è morta nel 2017 in una casa di cura in Texas dopo aver partorito il bambino che non voleva. Anche l’avvocatessa Weddington è morta, a dicembre del 2021. Da allora negli Usa sono stati effettuati oltre 50 milioni di aborti ma negli ultimi anni, con un picco durante la presidenza di Donald Trump, sono aumentati gli Stati che hanno aggirato la sentenza imponendo durissime restrizioni sull'interruzione di gravidanza. Sono 26 in totale, con Texas, Oklahoma e Mississippi che hanno deciso le regole più restrittive. Nove hanno dei limiti sull'aborto che precedono la sentenza 'Roe v. Wadè, e che non sono ancora stati applicati ma che potrebbero diventare effettivi nel caso la Corte Suprema dovesse ribaltarla e 13 hanno dei cosiddetti 'divieti dormientì che entrerebbero immediatamente in vigore dopo un eventuale decisione dei saggi.

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