Martedì, 04 Ottobre 2022
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Politiche, nei partiti si sgomita per le candidature. Quanti nomi: da Camusso a Bossi fino a... Lady “B” e Lotito

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Volti noti, ex ministri, vecchie conoscenze in Parlamento e rappresentanti della società civile. A pochi giorni dal termine per la consegna delle liste, i partiti limano le candidature che – al netto di sondaggi e percentuali accreditate – quest’anno dovranno tener conto della riduzione dei seggi a disposizione. Il Pd, che riunisce una direzione ad hoc, oltre a diverse conferme, schiererà la vicepresidente dell’Emilia Romagna Elly Schlein, le ex segretarie di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Annamaria Furlan, e ”mr spending review” Carlo Cottarelli. Tra i big che non si presenteranno: l’ex ministra Barbara Pollastrini e Luigi Zanda.
A poche ore dalla riunione decisiva sulle candidature, il partito di Enrico Letta, deve incassare l’addio del senatore Dario Stefano che non si ricandiderà e punta il dito contro «la serie di errori di valutazione che il Pd sta continuando ad inanellare». Tra le new entry dem in Parlamento ci potrebbero essere l’attuale governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, la consigliera regionale Michela Di Biase (coniuge del ministro della Cultura e protagonista nel giorni scorsi di una polemica sul «maschilismo» in politica), l’ex presidente della giunta regionale sarda, Renato Soru.
Nella federazione SI-Verdi, oltre alle candidature certe di Ilaria Cucchi e del “sindacalista degli ultimi” Aboubakar Soumahoro, dovrebbero presentarsi i leader dei rispettivi partiti Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Nel listone Democratici e Progressisti compariranno, salvo colpi di scena, i segretari del Psi, Enzo Maraio, e di Articolo 1, Roberto Speranza (non correrà più Pierluigi Bersani, senatore uscente). Assieme al ministro della Salute, nella stessa lista sono già certi di trovare un posto diversi componenti del governo: Andrea Orlando, Lorenzo Guerini e Dario Franceschini. E, forse, anche l’ormai ex pentastellato Federico D’Incà. Dopo l’addio a Silvio Berlusconi, se Renato Brunetta salterà un giro, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, correranno con Carlo Calenda. La collega Elena Bonetti verrà schierata da Iv, insieme al gruppo dirigente del partito (Maria Elena Boschi, Teresa Bellanova, Ettore Rosato e, ovviamente, Matteo Renzi).
Nel centrodestra si gioca ancora a carte coperte. Tra i papabili nella Lega Maria Giovanna Maglie, l’ex candidata prosindaco di Roma Simonetta Matone e il sottosegretario del Mise Federico Freni. C’è chi ipotizza anche una riconferma di Umberto Bossi, mentre è quasi certa quella di Giulia Bongiorno. Fratelli d’Italia, oltre ai parlamentari uscenti – che dovrebbero essere riconfermati in massa – starebbe puntando su diversi rappresentanti della società civile. Tra i nomi più accreditati c’è quello dell’ex pm Carlo Nordio, indicato da alcuni anche come possibile ministro della Giustizia. Nel novero dei tecnici si vocifera di un posto anche per l’ex ministro Giulio Tremonti. Le indiscrezioni sui giornalisti Gennaro Sangiuliano e Clemente Mimun, al momento, non trovano riscontri in fonti parlamentari di FdI.
In Forza Italia si danno per certe, tra le altre, le candidature del coordinatore Antonio Tajani, e della deputata Marta Fascina. In lista non ci saranno, invece volti storici come Adriano Galliani e Renato Schifani. Tra i nuovi arrivi azzurri in Parlamento c’è chi scommette su Valentina Vezzali, sull’ex calciatore Giuseppe Incocciati, e anche sul presidente della SS Lazio Claudio Lotito.
Il M5s ha convocato per il 16 agosto le parlamentarie. In questa sede gli iscritti, saranno chiamati a votare anche la proposta del presidente Giuseppe Conte di un elenco di nominativi (massimo 18) da inserire, «con criterio di priorità» in uno o più collegi plurinominali. Potrebbero esserci il ministro Stefano Patuanelli e i vicepresidenti Michele Gubitosa, Riccardo Ricciardi, Mario Turco e Alessandra Todde. Tra i nomi forti nell’universo pentastellato, anche l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino. E c’è chi ipotizza la presenza in lista del magistrato Federico Cafiero De Raho. Lo stesso Conte questa volta ci metterà la faccia candidandosi). Non torneranno in Parlamento, a causa del limite dei due mandati, big a 5 stelle come il presidente della Camera Roberto Fico e la vicepresidente del Senato Paola Taverna.

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