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Tutti i calabresi del Festival, dalle sorelle Bertè al genio di Rino Gaetano

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Pochi ma buoni, anzi pochi ma di quelli che lasciano il segno. Rispetto ad altre regioni italiane la Calabria non ha portato tantissimi nomi al Festival ma di certo ha espresso interpreti che hanno fatto la storia di Sanremo. Su tutti le sorelle Bertè di Bagnara Calabra ovvero Mia Martini e Loredana Bertè, e Rino Gaetano di Crotone.

Sempre cariche di significato le partecipazioni di Mia Martini. Nel 1989 Mimì torna al Festival con “Almeno tu nell’universo” uno dei brani più emozionanti di sempre di Sanremo. Nonostante la bellezza del pezzo e l’affetto tributatole dal pubblico (dopo il nuovo non facile ritorno sulle scene) Mia Martini non vince ma si aggiudica il premio della critica, ideato informalmente dalla stampa nel 1982 proprio per renderle giustizia quando arrivò solo nona con la struggente “E non finisce mica il cielo” scritta da Ivano Fossati.

Dal 96, un anno dopo la sua prematura scomparsa, il premio della critica del Festival di Sanremo è intitolato a Mia Martini.

Dopo stagioni controverse, interpretazioni con pancioni finti, accuse di plagio (2008 Musica e parole) il “quasi” recente ritrovato successo di Loredana Bertè vive un momento importante anche a Sanremo.

Lo scorso anno, dopo l’hit estivo del 2018 di “Non ti dico no” con i Boomdabash, Loredana sfiora il podio con “Cosa ti aspetti da me” che arriva quarta ma è uno dei grandi successi dell’anno.

Nel 1978 il sorprendente Rino Gaetano con “Gianna” arriva primo nella classifica cantautori e terzo dietro i vincitori Matia Bazar e la rivelazione Anna Oxa. Irriverenti le sue esibizioni con la chitarrina con cui suona il motivetto di Gianna e in vestaglia.

Nel 1998 ebbe grande successo Lisa, che spopolò con la bellissima “Sempre”. Dopo quel pezzo conquistò Francia e Stati Uniti e tornò a Sanremo nel 2003 con “Oceano” Lisa (all’anagrafe Annalisa Panetta di Siderno) qualche settimana fa ha polemizzato sulla sua esclusione al festival 2020 con Amadeus, il quale, a suo dire, quando era concorrente dello show di Rai Uno “Ora o mai più” avrebbe mostrato interesse per la sua presenza ma poi non ha confermato la sua partecipazione.

Appartengono ai festival del passato, ma come stelle di prima grandezza, Mino Reitano di Fiumara, icona della canzone romantica e nazional popolare, Otello Profazio, vincitore nel 2016 del premio Tenco di Sanremo, Dalida , nata in Egitto da genitori di Serrastretta, piccolo borgo di Catanzaro, compagna di vita e al festival di Luigi Tenco.

Negli anni 80 troviamo la cosentina Flavia Fortunato, nota per “Aspettami ogni sera”. Nel 2003 con “Tutto quello che un uomo” si rivela a Sanremo il cantautore crotonese Sergio Cammariere. Il brano è bellissimo e conquista il terzo posto, il premio della critica, il premio migliore composizione musicale e due dischi di platino. Al festival Cammariere torna nel 2008 con “L’amore non si spiega” e due anni fa nella serata dei duetti è accanto a Nina Zilli.

È delle Padeja, band calabro/romana tutta femminile a Sanremo nel ’94 il primo brano cantato in dialetto calabrese della storia del festival: si intitolava “Propiziu ventu”.

Tanta Calabria infine nel cuore di Virginia Raffaele, conduttrice del festival 2019 targato Baglioni e regina dell’Ariston con le sue imitazioni. Suo padre è di Soriano Calabro in provincia di Vibo Valentia, nella casa paterna è tornata qualche tempo fa ed i “mustazzoli” nella sua alimentazione non sono mai mancati.

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